Togliere piastrelle per fare spazio al verde. Nei Paesi Bassi questa operazione è diventata una gara nazionale, con tanto di classifiche, premi e una speciale unità di misura: il numero di piastrelle rimosse. Si chiama Tegelwippen, termine che può essere tradotto come «sollevare le piastrelle», e l’idea è di sostituire superfici impermeabili con piante, alberi, aiuole e suolo libero. Nel 2026, al momento della consultazione, erano state registrate oltre 2,2 milioni di piastrelle rimosse, mentre il totale degli anni precedenti supera i 22 milioni.

Indice
Il progetto nasce nel 2020 come una sfida tra Amsterdam e Rotterdam. L’obiettivo era coinvolgere i cittadini nella trasformazione degli spazi urbani, rendendo il gesto di togliere una piastrella qualcosa di divertente e concreto che tutti possono fare. Dal confronto iniziale tra le due città è nato il NK Tegelwippen, il «campionato olandese della rimozione delle piastrelle», al quale oggi partecipano comuni di tutto il Paese.
La formula è semplice: si rimuovono piastrelle o pavimentazioni dal proprio giardino, dal giardino sul fronte strada o da altri spazi dove è possibile intervenire e al loro posto si mettono delle piante. Ogni intervento può essere registrato sul sito ufficiale della manifestazione e contribuisce alla classifica del proprio comune. Nel 2026 la competizione si svolge dal 19 marzo al 31 ottobre.
Perché togliere le piastrelle?
Dietro il gioco c’è una questione molto concreta, che nei Paesi Bassi hanno preso sul serio: come rendere le città più capaci di gestire l’acqua, il calore e la biodiversità.
Una superficie pavimentata è impermeabile: quando arriva un forte temporale, l’acqua non può infiltrarsi nel terreno e viene convogliata verso la rete fognaria. Se le precipitazioni sono intense, questa può non essere in grado di smaltirla tutta, aumentando il rischio di allagamenti. Al contrario, un terreno libero e vegetato permette all’acqua di infiltrarsi e di essere trattenuta dal suolo.
C’è poi il problema delle temperature. Le superfici minerali assorbono il calore durante il giorno e lo restituiscono lentamente, contribuendo al fenomeno dell’isola di calore urbana. Alberi, arbusti e piante erbacee, invece, ombreggiano, traspirano e contribuiscono a mantenere più fresco l’ambiente circostante.
Togliere una superficie impermeabile significa inoltre restituire spazio alla vita. Il terreno può tornare a ospitare organismi del suolo, mentre una vegetazione diversificata offre alimento e rifugio a insetti, uccelli e altri animali.

Dalla città al giardino
Il punto interessante del Tegelwippen è che non propone soltanto grandi interventi pubblici. Una persona può togliere alcune piastrelle davanti a casa e creare un piccolo giardino; una famiglia può trasformare una parte del cortile in un’aiuola; un condominio può sostituire una superficie pavimentata con alberi e arbusti. A Rotterdam, per esempio, il Comune incoraggia la realizzazione dei cosiddetti geveltuinen, piccole fasce verdi lungo le facciate degli edifici.
10 piante per il vostro Tegelwippen

Una delle cose interessanti della depavimentazione è che permette di creare microhabitat diversi: una piccola aiuola assolata, una fascia sotto un albero o un giardino di facciata esposto a nord possono avere esigenze molto differenti. Vinca minor, per esempio, tollera dal pieno sole all’ombra ed è un’ottima tappezzante; Alchemilla mollis cresce invece sia al sole sia in mezz’ombra.
Ecco, per iniziare, cinque per il sole e cinque per l’ombra per trasformare lo spazio liberato dalle piastrelle in una piccola oasi verde.
Per il sole
Nelle aree più esposte, dove il terreno tende a scaldarsi e asciugarsi rapidamente, scegliamo specie capaci di tollerare il caldo e periodi di siccità. Tra queste ci sono diverse piante perenni che, oltre a richiedere poche cure, offrono fioriture utili agli impollinatori.
- Achillea millefolium (resistenza al freddo fino a −20 °C)
Forma ciuffi di foglie aromatiche e infiorescenze piatte, generalmente bianche o rosa. Fiorisce a lungo ed è molto visitata da api e altri insetti. - Hylotelephium spectabile (fino a −20 °C)
Succulenta rustica, forma cespi compatti di foglie carnose e in estate produce dense infiorescenze rosa. Tollera bene caldo e siccità. - Lavandula angustifolia (fino a −15 °C)
Arbusto sempreverde dalle foglie aromatiche e dalle caratteristiche spighe violacee. Ama il sole e i terreni ben drenati e attira numerosi impollinatori. - Nepeta racemosa (fino a −20 °C)
Forma morbidi cuscini di foglie grigio-verdi e fiori azzurro-violacei. È resistente alla siccità e particolarmente apprezzata dalle api. - Armeria maritima (fino a −20 °C)
Piccola perenne sempreverde, forma cuscini compatti sormontati da fiori rosa riuniti in capolini. È adatta anche a suoli poveri e molto drenanti.
Per l’ombra e la mezz’ombra
Quando le piastrelle vengono rimosse ai piedi di un albero, lungo una parete esposta a nord o in un cortile poco soleggiato, servono piante capaci di vivere con una quantità ridotta di luce. In questo caso sono particolarmente interessanti le specie tappezzanti, che con il tempo coprono il terreno.
- Geranium macrorrhizum (fino a −20 °C)
Perenne vigorosa, forma rapidamente ampi tappeti di foglie aromatiche e produce fiori rosa-violacei. Sopporta bene anche l’ombra asciutta, una condizione frequente sotto gli alberi. - Ajuga reptans (fino a −20 °C)
Tappezzante sempreverde o semipersistente, si espande attraverso stoloni formando una copertura densa. In primavera produce spighe di piccoli fiori blu-violacei. - Bergenia cordifolia (fino a −20 °C)
Ha grandi foglie coriacee, persistenti e decorative anche durante l’inverno. In primavera porta fiori rosa riuniti in infiorescenze erette. - Vinca minor (fino a −15 °C)
Sempreverde e strisciante, forma rapidamente una copertura compatta del terreno. I fiori azzurro-violacei compaiono soprattutto in primavera e possono ripresentarsi durante la stagione. - Pulmonaria officinalis (fino a −20 °C)
Perenne adatta ai luoghi freschi e ombrosi, con foglie spesso macchiate d’argento e fiori che virano dal rosa al blu-violaceo. La fioritura precoce costituisce una risorsa importante per gli insetti impollinatori.
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