Elegante e discreta, Lavandula angustifolia è indicata sia per giardini naturali sia formali. Coltivarla è facile, ma attenzione a non irrigarla in modo eccessivo.
Lavandula angustifolia è utilizzata da sempre sia nei giardini più formali sia in quelli più naturali e spettinati, dove si offre con generosità ad api e farfalle. Ha una fioritura estiva prolungata che, una volta raccolta ed essiccata l’infiorescenza, ci accompagna anche durante l’inverno. Infine, fornisce un olio essenziale dalle mille virtù.
Le lavande, perenni sempreverdi aromatiche, semiarbustive o suffruticose, sanno essere sorprendenti. Al genere Lavandula, infatti, appartiene oltre una trentina di specie dalle caratteristiche diverse in quanto a colore, dimensione, morfologia dell’infiore- scenza a spiga e profumazione. Differenti sono anche le esigenze di coltivazione, determinate dal loro luogo di origine, considerato che l’areale spazia dalle isole atlantiche a tutto il bacino del Mediterraneo, fino a Turchia, Penisola arabica e India.

Da noi le specie più comuni sono L. angustifolia (un tempo nota anche come L. officinalis,L. spica e L. vera), originaria del Mediterraneo nord-occidentale e spontanea in Liguria e in Piemonte; L. dentata, da Spagna e Nord Africa, con il tipico aroma di lavanda e rosmarino; la mediterranea L. stoechas, la più precoce e adatta alla coltivazione in vaso, e L. latifolia, con foglie più grandi e spighe ramificate blu-malva. Infine, L. x intermedia, nota anche come lavandino, è un ibrido interspecifico naturale tra L. angustifolia e L. latifolia, che unisce le caratteristiche di entrambe: buona fioritura e robustezza.
Classici rinnovati
Di tutte queste le più “classiche” sono senza dubbio L. angustifolia e L. x intermedia. La prima ha un portamento compatto e foglie sottili; le sue cultivar, in genere precoci (fioriscono già a fine maggio), sono molto profumate e si offrono in una paletta di tonalità che va dal blu- porpora all’azzurro lavanda, dal rosa al bianco. L. angustifolia ‘Hidcote’ e ‘Thumbelina Leigh’, per esempio, sono piccoli cespu- gli di 40-45 centimetri sia di diametro sia di altezza quando fioriti, con corolle blu-violetto e calici violetto scuro. «Sono da pensare come piccole bordure o gruppi di più esemplari per accendere macchie di colore», sottolinea Angelo Paolo Ratto, titolare dell’omonimo vivaio nella piana di Albenga (Savona), che annovera una delle collezioni più complete in Italia. «Si rivelano particolarmente adatte in giardini di alta collina o montagna. Grazie alle loro dimensioni, infatti, sopportano bene anche il carico nevoso e ad alta quota, dove le escursioni termiche tra giorno e notte sono più accentuate, il loro colore risulta più intenso».

Lavanda non solo per il giardino
È compatta anche ‘Essence Purple’ (alta 55 centimetri), con spighe lunghe circa 5 centimetri, calici violetto scuro e corolle più chiare; mentre ‘Miss Katherine’ e ‘Loddon Pink’, con fiori di un rosa appena accennato, rimangono sui 50 centimetri e si possono usare in macchie con più esemplari, da collocare davanti allo sfondo di una siepe sempreverde che ne faccia risaltare la colorazione tenue.
Non mancano, poi, le lavande bianche: L. angustifolia ‘Arctic Snow’, per esempio, è più contenuta e con una fioritura più precoce (già a fine aprile) rispetto a L. x intermedia ‘Alba’ o ‘Hidcote White’, due varietà vigorose, che superano gli 80 centimetri. In effetti, tutte le cultivar di L. x intermedia raggiungono diametri e altezze che vanno da 80 a 120 centimetri. Sono, inoltre, più tardive, possono essere utilizzate come pianta singola, hanno una spiga più lunga e sfoggiano un fogliame grigio-argenteo, ornamentale anche in inverno. L. x intermedia ‘Super’, per esempio, è una pianta di grande sviluppo, con spighe sottili, lunghe da 8 a 13 centimetri e corolle lilla, mentre la varietà ‘Julien’, più scura, si presta a creare bouquet di fiori essiccati ed è molto apprezzata dalle farfalle.

Come e con chi
In ogni stagione le lavande hanno qualcosa da dire in giardino: non solo con le loro fioriture estive, ma anche nei mesi invernali, quando potate, attendono con i loro composti cuscinetti grigio-verdi la ripresa vegetativa. «Perfette per bordure miste informali, le lavande si associano a graminacee o erbacee perenni. Compagne ideali sono Gaura, Nepeta, Oenothera, scabiose, salvie e tutte le essenze amanti del pieno sole e con scarse esigenze idriche», conclude Paolo Ratto.
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