Re Carlo III d’Inghilterra, Sir David Beckham e una serie di piccoli nani da giardino. Sono i protagonisti di Curious Garden, il giardino che scommettiamo sarà il più visitato del Chelsea Flower Show 2026, la più grande manifestazione al mondo che celebra il giardinaggio e si tiene a Londra dal 1913. Quest’anno, dal 19 al 23 maggio. Con i suoi 145mila visitatori, il Chelsea Flower Show è il maggiore evento di raccolta fondi organizzato dalla Royal Horticultural Society (RHS), l’associazione che promuove l’educazione, la ricerca e la creazione di community garden in tutta l’Inghilterra.
I 30 giardini presentati quest’anno, divisi nelle categorie Show gardens, Feature Gardens, Small Show Gardens, All about plants, Balcony, Containers e Houseplant Studio, sono tutti stupefacenti, ma la mia preferenza va a quei lavori che mostrano un giardino che potrebbe realmente vivere oltre i cinque giorni dello show.
Curious Garden: il giardino di re Carlo e Beckham
La RHS ha sponsorizzato Curious Garden insieme a The King’s Foundation, la charity di Re Carlo, per invitare tutti ad avvicinarsi alla natura e alle piante. Al centro, una casetta in legno di quercia ospita tutto quello che può appassionare un apprendista botanico e insegnare come si propagano le piante. Progettato da Frances Tophill, presentatrice televisiva dei programmi di giardinaggio della BBC, si articola in 7 aiuole, come il numero della maglia di David Beckham. L’ex calciatore pratica personalmente il giardinaggio nella sua tenuta nei Cotswold, dove alleva anche le api. Per questo ha voluto che in questo show garden ci fosse un alveare. Tanti i Delphinium, i fiori preferiti del re. Presenti anche le due rose create da David Austin: ‘The King’s Rose’, la prima rosa screziata della collezione David Austin, a fiore semplice su toni del rosa e ‘Sir David Beckham’, novità di quest’anno, arbustiva Inglese color bianco burro, dal delicato profumo di banana. Beckham è Ambassador della fondazione di Carlo d’Inghilterra, alla quale andranno due sterline e mezzo per ogni rosa venduta. Coloratissime, le 7 aiuole abbinano piante e ortaggi con il classico stile show garden, ovvero con una densità che non potrebbe esistere in un giardino normale.

“On The Edge” di Sarah Eberle: il mio preferito

Il mio preferito è quello progettato da Sarah Eberle, intitolato “On The Edge“ con riferimento a quelle zone di confine che connettono città e campagna. Finito l’evento sarà piantato in un quartiere di Sheffield, città del centro dell’Inghilterra, ex capitale dell’acciaio che sta riqualificando i suoi spazi industriali.
Il giardino fatto di carpini, aceri di Montpellier, biancospini, è un inno alla natura, impersonificata in una enorme scultura distesa, come addormentata, con i capelli fatti con i rami di salice. Intorno, una distesa di ranuncoli, che gli inglesi chiamano buttercups, il fiore più umile e comune. Sarah è una veterana del Chelsea Flower Show, la garden designer che ha vinto più medaglie d’oro in tutte le categorie, ma ogni volta ha l’entusiasmo di una debuttante.
Il suo giardino ha vinto l’ennesima medaglia d’oro e il Best in Show.

Kazuyuki Ishihara: perfezione giapponese
Altro super medagliato è il giapponese Kazuyuki Ishihara, che l’anno scorso ha vinto il premio Best in Show. I suoi giardini sono di un’incredibile perfezione formale. Questo rappresenta il giardino interno di una tradizionale casa giapponese. Protagonisti aceri, pini bonsai, farfugio e il muschio con cui disegna incredibili arazzi. Quest’anno è solo silver-gilt.

Tom Stuart Smith per la Tate Britain
Un grande ritorno al Chelsea Flower Show è quello di Tom Stuart Smith, che su commissione della Tate Britain ha disegnato un giardino che anticipa quello che sarà inaugurato l’anno prossimo davanti al museo d’arte londinese sulle rive del Tamigi, ma trenta volte più grande.
Tom ha unito una tessitura di perenni con piante da clima caldo, come corbezzoli, feijoa e Cycas revoluta, arrivate dal vivaio italiano Margheriti.
E una pianta pochissimo vista, Roldana petasitis, perenne messicana sempreverde dalle foglie di velluto. Medaglia d’oro, ça va sans dire.


Charlie Chase per YoungMinds: l’imperfezione come messaggio
Fra i giardini più piccoli, ci è molto piaciuto quello che il designer Charlie Chase ha creato per YoungMinds, associazione che si occupa di disagio mentale giovanile. Rappresenta la speranza che rinasce dopo una grave frattura: simbolicamente, due grandi rocce spezzate in mezzo alle quali crescono due grandi Cedrus deodara ‘Pendula’. Con il loro portamento un po’ storto, così come gli olmi nani, rappresentano l’imperfezione.
Un messaggio importante per le giovani generazioni messe sotto pressione da un contesto che propone modelli di perfezione e omologazione. Ha vinto silver-gilt.

The Project Giving Back Garden di James Basson: paesaggi, non giardini
Si differenzia da tutti gli altri The Project Giving Back Garden, progettato da James Basson, paesaggista inglese attivo da anni nel sud della Francia. Alti pinnacoli evocano le rocce ocra del Roussillon, in Provenza, e il paesaggio scabro ospita tanti endemismi. Ricorda il giardino con cui James ha esordito nel 2013 al Chelsea Flower Show, “After the Fire“, che mostrava la vegetazione che riconquistava i terreni distrutti dal grande incendio che aveva devastato la regione. Più che giardini, paesaggi. Fuori classifica, perché rappresenta la charity grazie alla quale il Chelsea Flower Show ha potuto proseguire dopo la crisi creata dal Covid.

Project Giving Back è l’associazione creata da due anonimi benefattori, membri della RHS, che dal 2020 hanno finanziato la creazione di 60 giardini per altrettante buone cause, investendo circa 23 milioni di sterline. Ogni giardino è stato proposto da una charity e ha avuto una collocazione permanente dopo il festival in una scuola, un ospedale, una comunità del Regno Unito. Questo è l’ultimo anno del loro impegno, vediamo cosa accadrà nel futuro. Di certo non si tornerà indietro sul fatto che ogni giardino temporaneo – realizzarli costa dalle 150mila sterline per i più piccoli alle 500mila per i più grandi – è pensato con una ricollocazione futura.
Il sistema di premiazione
Il sistema di premiazione è di merito: vincere l’oro o, scendendo, silver-guilt, argento o bronzo è come ricevere un voto sulla qualità della realizzazione. Per ogni categoria viene inoltre eletto un “Best in Show”, il riconoscimento più ambito. Vincere la medaglia d’oro al Chelsea Flower Show è uno dei massimi riconoscimenti nel mondo del garden design a livello internazionale.
Oltre i giardini: il Great Pavillion e la pianta dell’anno
Oltre ai giardini, il Chelsea Flower Show offre molto altro. Gli appassionati di botanica vengono anche solo per visitare il mitico padiglione centrale, dove 79 vivai specializzati presentano le collezioni di piante più incredibili, ai 23 floral designer con le loro installazioni, 244 stand dove si vendono dalle forbici ai cappelli, dai libri agli stivali, tutto a tema giardinaggio.
Al Chelsea Flower Show 2026 è stata anche assegnata la pianta dell’anno. Ha vinto Hosta RED NINJA (‘Nk2021’), presentata da Plantipp, che con le sue foglie rosso intenso con margini verde scuro ha convinto 30 giudici su 139. Per anni i breeder hanno inseguito il sogno di una hosta con fogliame davvero rosso e duraturo: RED NINJA lo realizza, e lo fa con un ulteriore vantaggio rispetto alle hosta tradizionali — ha bisogno di sole diretto per esprimere al meglio il suo colore, risultando adatta anche a bordure soleggiate e contenitori su balconi e terrazze.
Ma di piante torneremo a parlarvi più avanti.


Guida pratica al Chelsea Flower Show: tutto quello che devi sapere
Dove si svolge il Chelsea Flower Show?
Il Chelsea Flower Show si svolge presso il Royal Hospital Chelsea, in Royal Hospital Road, Londra SW3 4SL. La stazione della metropolitana più vicina è Sloane Square (linee District e Circle), a circa dieci minuti a piedi dall’ingresso. Chi arriva in treno trova il collegamento più comodo dalla stazione di London Victoria. Per chi vuole venire in auto è disponibile un parcheggio pre-acquistabile a Battersea, con navetta fino all’ingresso.
È difficile ottenere i biglietti per il Chelsea Flower Show?
Sì, e bisogna muoversi in anticipo. I biglietti vengono messi in vendita esclusivamente sul sito ufficiale della RHS e si esauriscono rapidamente — spesso mesi prima dell’evento, soprattutto per i giorni più ambiti. I soci RHS hanno accesso prioritario alla vendita e possono acquistare i biglietti per i giorni riservati ai membri (martedì e mercoledì). Per il 2026 alcuni giorni risultano già esauriti, ma vale la pena controllare periodicamente il sito: i biglietti restituiti tornano disponibili. Da evitare i bagarini, particolarmente attivi nei pressi della stazione di Sloane Square.
C’è un dress code?
Non esiste un dress code ufficiale. L’atmosfera è smart casual: stampe floreali, abiti estivi, cappelli e giacche sono comuni, ma jeans e sneakers sono del tutto accettabili. L’unica vera necessità sono scarpe comode, dato che si cammina per ore su prato e ghiaia. Il meteo di maggio a Londra è imprevedibile (12–20°C), meglio portare un impermeabile leggero.
Quanto costano i biglietti?
I prezzi per il Chelsea Flower Show 2026:
- Biglietto giornaliero intero (pubblico): da £107 a £137 a persona
- Biglietto sabato (chiusura alle 17:30): circa £114
- Biglietti pomeridiani (dalle 15:30 o dalle 17:30): da circa £45, esauriti con mesi di anticipo
- Soci RHS: tariffe ridotte + accesso martedì e mercoledì
- Pacchetti VIP e hospitality: disponibili a prezzo maggiorato
Qual è il giorno migliore per andare al Chelsea Flower Show?
- Martedì e mercoledì — solo per i soci RHS: i giorni più tranquilli
- Sabato — il giorno più affollato ma dalle 16, al suono della campana, scatta il plant sell-off, con piante in vendita a prezzi vantaggiosi
Consiglio: arrivare all’apertura (ore 8:00) per vedere i grandi Show Garden senza code.
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