Non servono grandi spazi per trasformare uno studio o un ufficio in un ambiente più vivo. Vi consigliamo cinque piante, ognuna con forme, colori e portamento capaci di dare carattere anche all’angolo di lavoro più essenziale.
Portare il verde in ufficio non significa limitarsi alla solita pianta resistente dimenticata accanto alla stampante. Le specie giuste possono diventare veri elementi d’arredo, ma bisogna scegliere quelle più adatte a luce, temperatura e tempo che possiamo dedicare alla cura. Da Monstera adansonii, che vi conquisterà con le sue foglie scenografiche, all’eleganza della Zantedeschia, vi consigliamo cinque piante da interno adatte all’ufficio o a uno studio.
Guzmania
Per un tocco di colore in ufficio, la guzmania è perfetta. Il genere Guzmania appartiene alla famiglia delle Bromeliaceae, la stessa dell’ananas, e comprende piante erbacee perenni sempreverdi originarie delle regioni tropicali americane. Molte specie vivono nelle foreste calde e umide come epifite: crescono appoggiate ai rami e alla cortecce degli alberi, utilizzandoli come sostengo.
Compatta e scenografica, la guzmania forma una rosa ordinata di foglie nastriformi, lucide e coriacee. Dal centro emerge la sua parte più appariscente: un ciuffo rosso, arancio, giallo o fucsia che viene comumente chiamato fiore. In realtà si tratta di brattee, foglie che proteggono e rendono visibili i veri fiori, molto più piccoli, generalmente tubolari, bianchi o gialli. Le brattee hanno una lunga durata e il colore può mantenersi per diverse settimane o anche mesi. Per questo, la guzmania è anche chiamata “pianta dei 90 giorni”.

La guzmania è adatta a uffici o studi con una buona luce naturale, posizionata vicino a una finestra, ma schermata dalla luce diretta, che può scolorire o bruciare le foglie. Ama il caldo, con temperature superiori ai 18 °C e, in generale, bisogna evitare di posizionarla su un davanzale o una mensola sopra il calorifero o nei pressi dell’aria condizionata.
La particolare disposizione delle foglie forma al centro della rosetta una sorta di piccolo serbatoio. Innaffiare quindi periodicamente, ogni uno o due mesi, eliminando l’acqua in eccesso per evitare ristagni. Il substrato deve essere mantenuto appena umido durante la stagione calda e lasciato asciugare maggiormente in inverno. È utile, in presenza di aria condizionata, nebulizzare regolarmente le foglie.
Essendo epifita, la guzmania possiede un apparato radicale contenuto e non richiede vasi grandi. È preferibile un substrato leggero, arioso e drenante, come un terriccio specifico per bromeliacee o un mix composto da corteccia fine, fibra di cocco e perlite.
Attenzione: la guzmania è una pianta monocarpica: ogni rosetta fiorisce una sola volta e, terminata la lunga fase ornamentale, inizia lentamente a deperire. Prima di morire, la pianta madre produce generalmente alla base uno o più polloni, cioè giovani rosette che possono essere lasciate crescere accanto alla madre oppure separate e rinvasate quando hanno sviluppato radici proprie.
Zantedeschia
Scenografica, colorata e delicata, con le sue foglie ampie e lucide e un’infiorescenza dalla forma scultorea, anche la zantedeschia, con la sua presenza raffinata, è una pianta adatta alla coltivazione in ufficio o in studio.
Il genere Zantedeschia appartaiene alla famiglia delle Araceae ed è originario dell’Africa, con un areale naturale he si estende da alcune regioni tropicali fino all’Africa meridionale. Comprende piante erbacee perenni prive di un vero fusto aereo, provviste di rizomi o organi sotterranei tuberosi dai quali si sviluppano direttamente le foglie e le infiorescenze. Le varietà colorate comunemente vendute in vaso derivano da specie come Zantedeschia elliottiana e Zantedeschia rehmannii, con tonalità delle infiorescenze che variano dal giallo al rosa, dall’arancio al porpora quasi nero. La parte più appariscente della pianta, colorata e avvolta a imbuto, è la spata, una brattea modificata. Al suo interno si trova lo spadice, la struttura cilindrica sulla quale sono riuniti numerosi piccoli fiori veri e propri.
In ufficio o in studio, la zantedeschia va sistemata in una posizione molto luminosa, preferibilmente vicino a una finestra, e nelle ore centrali è meglio proteggerla dal sole diretto. Le varietà colorate sono sensibili al freddo e molte non tollerano temperature inferiori a circa 5 °C.

Durante la crescita e la fioritura il substrato deve rimanere costantemente umido. Il substrato ideale è fertile e ricco di sostanza organica. Per migliorare il drenaggio è possibile aggiungere al substrato materiali porosi e durante la fase di crescita si può somministrare un fertilizzante liquido bilanciato, ogni due settimane circa. Dalla comparsa dei boccioli può essere utile un prodotto con una maggiore presenza di potassio, adatto a sostenere la fioritura. La concimazione deve essere sospesa quando la vegetazione inizia a ingiallire e la piante entra nella fase di riposo.
È importante non sottovalutare il ciclo stagionale della zantedeschia. Molte varietà coltivate in vaso dopo la fioritura iniziano progressivamente a perdere le foglie. L’ingiallimento non indica necessariamente un errore di coltivazione, poiché spesso segnala l’inizio del riposo vegetativo, durante il quale la pianta conversa le proprie riserve negli organi sotterranei. In questa fase le annaffiature vanno ridotte gradualmente, fino alla sospensione, e il vaso deve essere spostato in un luogo fresco e asciutto. Alla comparsa dei nuovi germogli, si può riprendere a bagnare con moderazione, riportando la pianta in piena luce.
Attenzione: come altre Araceae, la zantedeschia contiene cristalli di ossolato di calcio, che può causare irritazione, prutito e bruciore. Dopo aver tagliato foglie o manipolato gli organi sotterranei è consigliabile lavarsi le mani, soprattutto se si ha la pelle sensibile.
Pilea peperomioides
Per chi cerca una pianta facile da coltivare e dall’aspetto originale, Pilea peperomioides è una scelta efficace. Appartiene alla famiglia delle urticaceae, la stessa delle ortiche, ma non possiede peli urticanti. È una pianta erbacea perenne sempreverde originaria della Cina sud-occidentale, in particolare delle regioni dello Yunnan e del Sichuan, dove cresce in ambienti montani freschi e ombreggiati.
Compatta e ordinata, si riconosce per le foglie quasi perfettamente circolari, carnose e di colore verde brillante, portate da lunghi piccioli. Le foglie si definiscono peltate: il picciolo si inserisce vicino al centro della lamina, facendole apparire simili a piccole monete sospese. Proprio questa farma è valsa alla Pilea peperomioides il nome di “pianta delle monete” o “pancake plant”.
Pilea peperomioides è adatta a uffici e studi luminosi, predilingendo luce intensa ma indiretta. Tollera anche la mezz’ombra, anche se in condizioni poco luminose cresce più lentamente, produce foglie più piccole e tende ad assumere un portamento allungato e disordinato. Tollera bene le temperature che normalmente ci sono in casa e ufficio, tra i 18 e 26 °C.

Le annaffiature devono essere moderate. Prima di bagnarla, lasciare asciugare i primi tre centimetri di terrriccio, quindi distribuire l’acqua in modo uniforme ed eliminare quella rimasta nel sottovaso e nel coprivaso, per evitare ristagni. Il substrato deve essere leggero e ben drenante, alleggerito con perlite o altro materiale poroso.
Una delle particolarità più apprezzate della Pilea peperomioides è la facilità con cui prodoce polloni alla base o nel terreno. Quando le giovani piante hanno raggiunto dimensioni sufficienti, possono essere separate dalla pianta madre e rinvasate singorlamente. Da un solo esemplare è possibile ottenere numerose nuove piante, che possono essere distribuite anche ai colleghi.
Attenzione: sapevi che Pilea peperomioides è tra le piante amiche degli animali? Se vuoi scoprire le altre piante pet friendly, leggi il nostro articolo.
Monstera adansonii
Per creare un piccolo angolo tropicale in ufficio, Monstera adansonii è scelta efficace, anche quando lo spazio è limitato. Appartiene alla famiglia delle Araceae ed è una pianta erbacea perenne sempreverde originaria dell’America tropicale, dove cresce nelle foreste umide arrampicandosi sui tronchi degli alberi. I fusti prodocuno infatti radici aeree che permettono alla pianta di ancorarsi ai sostegni.
Caratterizzata da foglie lucide, verdi e generalmente cuoriformi, attraversate da numerose aperture naturali chiamate fenestrazioni, non va confusa con la Monstera deliciosa. La prima ha dimensioni più contenute, foglie più piccole e portamento ricadente o rampicante, mentre la seconda è più vigorosa e imponente, con foglie molto grandi che possono presentare profonde incinsioni oltre alla caratteristiche fenestrazioni.

È adatta a uffici e studi luminosi, collocata su uno scaffale alto, lasciando ricadere i fusti, oppure guidata verticalmente su un tutore. Predilice luce intensa ma indiretta e tollera anche condizioni meno luminose, ma la crescità può diventare più lenta e disordinata. Ama temperature indicativamente comprese tra i 18 e i 25 °C.
Durante la stagione vegetativa il terriccio deve rimanere moderatamente umido, ma mai impregnato d’acqua. Prima di innaffiare è bene lasciare asciugare lo strato più superficiale del substrato, bagnando uniformemente e svuotando il sottovaso per evitare ristagni. Il substrato deve essere fertile, arioso e ben drenante. È indicato un terriccio alleggerito con perlite e corteccia fine.
Maranta leuconeura
Apprezzata per il fogliame decorativo e il portamento compatto, Maranta leuconeura è una scelta di grande effetto anche negli spazi contenuti. Il genere Maranta appartiene alla famiglia delle Marantaceae e comprende piante erbacee perenni sempreverdi e rizomatose originarie dell’America tropicale. Quella più comunemente coltivata in interno è Maranta leuconeura, proveniente dalle foreste umide del Brasile centrale e orientale.
Si distingue per le foglie ovali, vellutate e riccamente disegnate. A seconda della cultivar, la lamina può presentare macchie verde scuro, fasce argentate, nervature rosse o motivi che ricordano una lisca di pesce. La particolarità più curiosa di questa pianta è il movimento delle foglie. Durante il giorno, infatti, tendono a disporsi quasi orizzontalmente per intercettare la luce, mentre la sera si sollevano e si avvicinano tra loro, assumendo una posizione che ricorda due mani raccolte in preghiera. Questo comportamento ha un nome, nictinastia, ed è valso a Maranta leuconeura il soprannome di “pianta della preghiera”.

La maranta predilige luce diffusa e intensa, ma filtrata. Tollera bene anche la mezz’ombra, ma in queste condizioni la crescita potrebbe risultare più lenta e in disegni fogliari meno marcati. Per il suo portamento, basso e allargato, può essere disposta anche su una scrivania, se spaziosa.
Ama le temperature stabili, preferibilmente superiori ai 15 °C. Durante la stagione vegetativa il substrato deve essere mantenuto umido. Quando l’acqua del rubinetto è molto dura, è preferibile utilizzare dell’acqua filtrata, perché Maranta leuconeura è sensibile all’accumulo di sali e fluoro e la loro presenza può favorire la comparsa di margini fogliari secchi. Il substrato deve essere fertile e ben drenante. È indicato un terriccio per piante verdi alleggerito con perlite o un altro materiale poroso.
La maranta si sviluppa attraverso rizomi e, come detto, tende progressivamente ad allargarsi. Gli esemplari che diventano troppo fitti possono essere divisi durante il rinvaso, preferibilmente in primavera, separando porzioni provviste di radici e foglie.
Attenzione: negli uffici caldi e asciutti è opportuno controllare periodicamente la pagine inferiore delle foglie, dove possono comparire ragnetto rosso e cocciniglia farinosa (Pseudococcidae).
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