Trascurate negli anni in cui non erano di moda, le sempreverdi sono importanti, perché danno struttura ai terrazzi e garantiscono ombra preziosa d’estate. Ecco quali scegliere a seconda dell’esposizione.
Su un terrazzo le piante sempreverdi possono essere usate come punti focali, per dare ordine e struttura, creando i “muri portanti” che tengono insieme il progetto. Con le loro chiome offrono rifugio alla piccola fauna e ombra a chi vuole godersi l’aria aperta anche in estate. L’uso delle piante a foglia persistente sui terrazzi è cambiato nel tempo e il design del verde, che come ogni ambito creativo non sfugge alle mode, ha rivisto il proprio approccio più volte. Una cinquantina di anni fa si faceva un uso smodato delle specie sempreverdi, ossessione legata alla paura di ritrovarsi con un terrazzo spoglio in inverno. Le piante caducifolie erano guardate con sospetto e spesso evitate: la perdita delle foglie era considerata un problema, perché “sporcava” i terrazzi e obbligava i proprietari a una continua pulizia.
La svolta è avvenuta all’inizio degli anni Ottanta con il New Perennial Movement, stile naturalistico di progettazione del verde che porta piante selvatiche accostate alle cultivar più selezionate. Recepito in Italia con qualche ritardo, è un movimento che si sviluppa sotto l’influenza delle creazioni di garden designer e vivaisti come Piet Oudolf, insieme al lavoro di ricercatori-progettisti come Nigel Dunnett. È stato il trionfo delle graminacee e delle piante selvatiche nordamericane, come le echinacee. I terrazzi diventarono composizioni di erbacee perenni che, splendide in estate, lasciavano ben poco da vedere nei mesi freddi. Il disordine del secco in autunno spaventava e così si potava drasticamente, lasciando il terrazzo spoglio proprio nel periodo in cui le erbacee perenni e le graminacee avrebbero potuto offrire silhouette grafiche e verticalità.
Molti progettisti oggi hanno capito la necessità di inserire una spina dorsale sempreverde, attorno alla quale fare danzare i cambiamenti stagionali. E grazie a nuove introduzioni o alla riscoperta di vecchie cultivar valide e robuste, le sempreverdi hanno ripreso anche valore estetico agli occhi dei committenti.

I suggerimenti del progettista
Il paesaggista britannico Tom Massey, vincitore di cinque medaglie d’oro al Chelsea Flower Show e noto per il suo approccio sostenibile al design del verde, nel suo libro Resilient Garden (DK), suggerisce di orientarsi verso specie resilienti in qualsiasi ambito della progettazione. Piante capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici, resistenti al caldo e al freddo, capaci di tollerare variazioni drastiche nell’irrigazione e che non richiedono trattamenti o manutenzioni costanti. I suoi suggerimenti ben si adattano alla progettazione dei terrazzi perché in questi ambienti le escursioni climatiche sono più brusche e marcate. Un angolo riparato da un muro può diventare una trappola di calore in estate, mentre a pochi passi, sul lato esposto, le piante devono resistere a folate che le piegano e le disidratano.
Cura e manutenzione
Contrariamente a quanto si pensi, anche i sempreverdi perdono le foglie. Non tutte insieme come le caducifoglie, ma le rinnovano gradualmente lasciandole cadere nel corso dell’anno. Questo significa che dovremo comunque raccoglierle, ma invece di considerarle uno scarto o un rifiuto, possiamo vederle come prezioso materiale organico da aggiungere al compost (meglio se tritate per accelerarne la decomposizione) o da usare come pacciamatura.

Il vaso giusto
Per garantire stabilità, il vaso deve essere proporzionato alla chioma. Uno troppo piccolo trattiene poca acqua e limita lo sviluppo radicale. Il minimo dovrebbero essere vasi del diametro tra 40 e 80 cm, in genere di pari altezza (rapporto 1:1). Per quelli che andranno a contenere grandi arbusti o piccoli alberi è consigliabile prevedere un’altezza minima di 70 cm, così da garantire stabilità e un volume di terra sufficiente. Nei vasi tra 40 e 80 cm di diametro si possono coltivare i suffrutici, arbusti di media taglia come Pittosporum e Sarcococca, oppure piccoli alberi potati in forma come olivi, allori o agrumi, che in queste dimensioni raggiungeranno altezze tra 1,5 e 3 metri.
In vaso è possibile coltivare anche arbusti che superano i 3 m o piccoli alberi che non superano gli 8 m di altezza a sviluppo ultimato. Il contenitore, costringendo le radici come in un bonsai, riduce lo sviluppo della chioma, che rimane sempre inferiore rispetto alla piena terra. In questo caso sono necessarie potature periodiche sia delle radici che della chioma. Se lasciate crescere senza interventi, le radici consumano tutta la terra disponibile formando una zolla che non trattiene più acqua, non è protetta dagli sbalzi termici e non contiene nutrienti.
Esistono contenitori ispirati a quelli progettati alla Reggia di Versailles per la coltivazione degli agrumi: si aprono lateralmente, permettendo di estrarre la zolla, tagliare le radici con un seghetto e rimettere la pianta dentro con terriccio fresco. In alternativa si estrae completamente la pianta dal vaso per tagliare il pane radicale e rinvasare con substrato nuovo. L’operazione si svolge in tempi diversi da specie a specie a seconda della velocità di crescità delle radici e, per i sempreverdi più piccoli, non è indispensabile per anche 5-7 anni.
Esposizione e intensità di luce
Quando si parla di terrazzi in pieno sole ci si riferisce a spazi orientati a sud o a ovest che ricevono almeno 5-6 ore di luce diretta al giorno. Al contrario, le zone in ombra o mezz’ombra sono quelle rivolta a nord o a est, oppure schermate da edifici o alberi. L’intensità della luce varia inoltre a seconda della latitudine, e questo influisce sulla scelta delle specie, sulla gestione dell’acqua e lo sviluppo delle piante. Va inoltre considerato che molte specie da pieno sole si adattano anche alla mezz’ombra, pur crescndo più lentamente, con fioriture meno abbondanti e colorazioni fogliari meno evidenti.
Le nostre scelte
Sempreverdi da sole
Loropetalum chinense var. rubrum
Fiorisce abbondantemente tra febbraio e marzo. Alcune cultivar di recente selezione presentano fioriture rosa e fogliame rosso-porpora molto decorativo. Il portamento è compatto ed espanso.

Osmanthus x burkwoodii
Elegante arbusto rustico con portamento compatto che raggiunge lentamente i 2,5 – 3 m di altezza. I fiori bianchi, estremamente profumati, sbocciano generosamente in aprile maggio. Sopporta anche la mezz’ombra.

Viburnum tinus
Arbusti a fioritura invernale, adatti ovunque tranne che nelle zone più fredde (rusticità fino a -10 °C), tollerano ombra, vento e aria salmastra. Fiori a corimbi appiattiti, bianchi con boccioli rosa, dal tardo autunno a primavera.

Da sole, che tollerano poca acqua
Helicrysum italicum
Piccolo suffrutice con foglie sottili grigio-argento dal forte profumo di liquirizia e fiori gialli durante l’estate.

Russelia equisetiformis
Arbusto con lunghi steli sottili che ricadono creando un effetto a cascata. Le foglie sono piccole e squamiformi, mentre i fiori tubolari rosso corallo compaiono abbondanti dalla primavera fino all’autunno.

Salvia rosmarinus
Profumato e aromatico, il rosmarino forma ciuffi compatti di foglie lineari verde scuro. I fiori blu-viola sbocciano da primavera a fine estate. Per la coltivazione in vaso, le varietà del gruppo Prostrata si allargano elegantemente, ricoprendo i bordi e ammorbidendo le fioriere.

Da ombra
Ilex spp.
Genere vastissimo con centinaia di specie che si adattano alla maggior parte dei terreni e tollerano sia sole che ombra (nel Sud Italia preferiscono la mezz’ombra luminosa). I fiori maschili e femminili crescono su piante separate, entrambe necessarie per produrre bacche decorative.

Sarcococca spp.
Piccoli arbusti sempreverdi molto apprezzati per i piccoli fiori, generalmente bianchi e discreti, intensamente profumati, che si aprono nella maggior parte delle specie tra fine inverno e inizio primavera.

Skimmia spp.
Arbusti dalle foglie aromatiche, apprezzati per le grandi infiorescenze coniche bianco-verdastre e profumate tra fine inverno e primavera. Come per gli Ilex, servono esemplari maschili e femminili per ottenere bacche ornamentali.

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