Non solo il mirtillo nero, spontaneo in Italia, ma anche specie resistenti al caldo e capaci di crescere in terreni calcarei.
Mirtilli e montagna: un binomio che richiama la frescura del bosco, dove tra estate e autunno si raccolgono le piccole bacche blu-viola gradevolmente acide. Con la parola mirtillo, però, ci si riferisce a molte specie, alcune capaci di vivere anche in pianura, e pure alla Lonicera caerulea, il mirtillo siberiano.
«I mirtilli che acquistiamo al supermercato sono i mirtilli giganti americani», spiega Franco Veimaro, che nel suo vivaio in provincia di Biella coltiva un’ottantina tra specie e varietà. Si tratta di Vaccinium corymbosum, arbusto vigoroso e longevo originario degli Stati Uniti orientali, dal quale sono state ottenute numerose cultivar dalla bacca succosa, dolce e grande. È anche una bella pianta da giardino: in aprile produce graziosi fiori bianchi campanulati, in autunno il fogliame vira al rosso. Essendo un’acidofila, conviene coltivarlo in vaso e in località con inverni freddi, condizione indispensabile per ottenere abbondanti frutti.
«A chi vive al Centro-Sud consiglio invece Vaccinium ashei, il mirtillo conilopide», continua Veimaro, «che fruttifica anche dove gli inverni sono miti». Più vigoroso, con fogliame grigio-verde e frutti dalla buccia più consistente, include cultivar interessanti come ‘Cooper’, produttiva già da metà maggio, e ‘Flamingo’, apprezzata per le foglie varieghate.
Il mirtillo siberiano, Lonicera caerulea, non è un’ericacea ma una caprifoliacea. Resiste fino a -30 °C e vive bene anche in terreni calcarei. È un arbusto robusto ma poco attraente, che raggiunge al massimo un metro di altezza. Le bacche, ben nascoste sotto le foglie, si gustano crude o in succhi e marmellate. Per raccogliere frutti già da metà aprile la scelta migliore è ‘Nimfa’; i frutti di ‘Honeybee’ sono particolarmente dolci, mentre quelli di ‘Altaj’ sorprendono per il retrogusto di fragola e banana.

Mirtilli: come coltivarli
Vediamo insieme come coltivare i mirtilli con i consigli di Franco Veimaro del vivaio Veimaro.
Clima
I mirtilli sono molto rustici, sopportando temperature fino a -25 °C, e tollerano bene anche il caldo estivo. Al Nord è meglio preferire Lonicera caerulea e le cultivar di Vaccinium corymbosum, che necessitano di alcune giornate di gelo per fruttificare; mentre al Centro-Sud, dove il clima è mite, è preferibile scegliere Vaccinium ashei.
Esposizione
Al Nord, in montagna o collina, vanno piantati in pieno sole, mentre in pianura, dove le estati possono essere molto calde, stanno bene anche a mezz’ombra. Al Centro-Sud è preferibile metterli a dimora in ombra luminosa.
Terreno
Lonicera caerulea cresce bene in qualunque tipo di terreno, mentre le specie e varietà appartenenti al genere Vaccinium richiedono terreni con pH compreso tra 3,5 e 4,5, pena uno sviluppo ridotto e l’ingiallimento delle foglie. Se si coltivano in vaso conviene usare terriccio per acidofile e, per mantenere basso il pH, è necessario somministrare per tutto il periodo vegetativo, una volta alla settimana, zolfo liquido diluito in acqua. In commercio si trova anche lo zolfo pellettato, da distribuire sul terreno una volta al mese. In piena terra bisogna scavare una buca grande il doppio della zolla e riempirla, dopo aver posizionato le piantine, con terra da giardino e terriccio per acidofile in parti uguali. Una volta al mese si distribuirà in superficie qualche manciata di zolfo pellettato. In inverno, avendo la possibilità, è consigliabile pacciamare con aghi di conifere.

Concimazione
A fine inverno, sia in vaso sia in piena terra, stendere sul terreno, senza interrarlo, un sottile strato di cornunghia a scaglie grossolane (non la cornunghia in polvere che potrebbe contenere scarti oltre a corna e unghie). A fine fruttificazione, per sostenere la pianta che in questo periodo produce molti rami nuovi, si può somministrare un fertilizzante granulare a lenta cessione. Il mirtillo siberiano, Lonicera caerulea, va concimato in primavera con un qualunque concime ternario a lenta cessione.
Innaffiature
I mirtilli richiedono innaffiature costanti durante l’estate. Il terreno deve mantenersi umido e non bisogna aspettare che si asciughi per innaffiare. In inverno, se non piove, bagnare una volta al mese, anche con temperature inferiori a zero.
Potatura
Eliminare solo i rami secchi o storti: i mirtilli fioriscono sui rami vecchi quindi la potatura potrebbe stimolare lo sviluppo di rami nuovi a discapito della fruttificazione.
Moltiplicazione
Si moltiplicano per talea in febbraio, ma la radicazione è difficile e avviene soltanto nel dieci per cento dei casi. Meglio quindi acquistare piantine già radicate in vivaio.
Come rinvasare i mirtilli
Va eseguito con delicatezza, per non rischiare di danneggiare il pane di terra o rompere le fragili radici. Lo si esegue in primavera o a fine fruttificazione, soltanto in caso di necessità, ovvero quando la pianta non cresce più, soffre costantemente la sete per scarsità di terra e le foglie hanno le punte avvizzite. Scegliere un vaso con diametro maggiore di 4 cm rispetto al precedente, distribuire sul fondo uno strato di terriccio per acidofile e, prima di adagiarvi la zolla, versare un pugno di cornunghia. Infine, riempire gli spazi vuoti con terriccio per acidofile.
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