Le passiflore sono rampicanti vigorosi, poco rustici ma relativamente facili da coltivare. Con pochi accorgimenti, dalla primavera all’autunno regalano fioriture spettacolari. I fiori, dalla riconoscibile corona di filamenti variamente colorati, hanno corolle di petali dai colori più disparati. Questa guida completa alla coltivazione delle passiflore, con i consigli dei vivaisti Paolo e Santino D’Aleo, riunisce le migliori pratiche colturali per garantire piante sane e rigogliose.
Indice dei contenuti:

Passiflore, la guida completa alla coltivazione
Esposizione e clima
Le passiflore amano il pieno sole. Si adattano anche a una leggera mezz’ombra, ma fioriscono meno copiosamente. Meglio piantarle in luoghi non esposti al vento.
Coltivabili in piena terra anche al nord Italia:
Passiflora molto rustiche, fino a -10/-16 °C
- Passiflora caerulea
- P. incarnata
- ‘Snow Queen’
- ‘Incense’
- ‘Fata Confetto’ (fino a -16 °C!)
- ‘Fata Nivea’
- ‘Amethyst’
- ‘Panda’
Coltivabili all’aperto al Centro-Sud:
Passiflora semi-rustiche (0 a 5 °C)
- P. edulis (0/-2 °C)
- ‘Mantris’ (-2 °C)
- ‘Lady Margaret’ (5 °C)
Per serre, verande, appartamenti:
Passiflore tropicali, temperatura minima 10 °C
- ‘Sancap’
- P. tricuspis
- P. holosericea
- ‘Flying V’
- ‘Fledermouse’
- P. sprucei
La protezione invernale
Se coltivate all’aperto tutto l’anno, all’inizio dell’inverno è utile distribuire uno spesso strato di pacciame (paglia, foglie) alla base, per proteggere gemme e radici dal freddo; le varietà semi-rustiche o delicate vanno ulteriormente protette con tessuto non tessuto a fine autunno.
Terreno
Le passiflore prediligono un terreno ricco di sostanza organica e ben drenato. Non sono particolarmente esigenti ma temono i ristagni idrici. In terreni compatti o argillosi migliorare il drenaggio sotto e intorno alla zolla con materiale inerte (ghiaia, argilla espansa, pomice). Per il substrato, l’opzione ideale prevede 70 per cento di torba e 30 per cento di pomice, mentre l’opzione pratica consiste in terriccio universale (o per piante fiorite) arricchito con qualche manciata di pomice.
Coltivazione in vaso
Le passiflore si coltivano benissimo in contenitore. Scegliere un vaso largo e alto che assicuri buona quantità di terriccio per l’apparato radicale. Per il rinvaso di una pianta da poco acquistata, il vaso minimo consigliato è di 40×40 cm; si interviene per rinvasare nuovamente solo quando le radici hanno occupato tutto lo spazio, preferibilmente in primavera o a fine estate, scegliendo un nuovo vaso leggermente più grande del precedente.

Irrigazioni
Le passiflore vanno bagnate solo quando il terreno è asciutto. Sono piante poco esigenti che sopportano anche brevi periodi di siccità. In contenitore è importante evitare il sottovaso, poiché eventuali ristagni possono far marcire le radici; d’estate è utile una pacciamatura di paglia e foglie secche per ridurre l’evaporazione e conviene controllare l’umidità infilando un dito nel terreno.
Concimazioni
Le concimazioni stimolano crescita e fioritura; seguendo un piano annuale,
- a fine inverno si usa un concime azotato per stimolare la ripresa vegetativa,
- da aprile a giugno si preferisce un concime ad alto titolo di fosforo e potassio per favorire la fioritura,
- luglio e agosto sono mesi in cui le concimazioni vanno sospese,
- da settembre a fine autunno si riprende con un fertilizzante equilibrato.
Cure colturali: i sostegni delle passiflore
Essendo rampicanti, le passiflore vanno collocate vicino a sostegni o tutori, come reti di recinzione, graticci, treillage, ringhiere di balconi, pergole, gazebo o fili di acciaio per arrampicarsi su alberi.
All’inizio conviene guidare i tralci verso i sostegni manualmente; con reti o treillage, si possono inserire i tralci tra le maglie, mentre successivamente la pianta si lega autonomamente grazie ai viticci.
Su tronchi d’albero: Fissare fili di ferro zincati a terra e avvolgerli sul tronco. La passiflora si arrampicherà da sola.

Potatura
La potatura stimola la vegetazione e mantiene la forma della pianta.
Potatura principale (fine inverno/inizio primavera)
Si interviene a fine marzo (nelle zone a clima mite) o a metà aprile (nelle zone con inverni rigidi).
Come:
- Accorciare tutti i rami di un terzo della loro lunghezza;
- Tagliare alla base i rami secchi;
- Stimola produzione di boccioli.
Potatura secondaria (settembre-ottobre)
Potatura leggera di pulizia:
- Tagliare rami scomposti, fuori sagoma;
- Eliminare rami interni alla vegetazione (tendono ad essere soffocati);
- Scopo: Garantire circolazione dell’aria all’interno della chioma.

Propagazione
Per talea
Il metodo più semplice e veloce di propagazione delle passiflore è la talea, da effettuare da marzo a maggio. Si prelevano tralci semilegnosi con 3–4 gemme (o 2 nodi), lunghi 12–15 cm, eliminando foglia basale, viticcio e stipole e tagliando a metà la foglia apicale. Le talee si inseriscono per un terzo della loro lunghezza in un vasetto con substrato metà torba e metà sabbia, si copre il vaso con un sacchetto di plastica forato, si tiene all’ombra e si mantiene la terra umida. Quando dalla gemma si sviluppa un nuovo fusticino, la radicazione è avvenuta: si toglie il sacchetto, si rinvasa la nuova piantina e la primavera successiva si procede alla messa a dimora definitiva.
Per seme
La propagazione delle passiflore da seme è più lunga e impegnativa, da effettuare dalla primavera inoltrata all’inizio autunno. I semi vanno lasciati in acqua per 2 giorni per facilitare la germinazione, poi sistemati in vasetti con sabbia e torba in parti uguali e tenuti all’ombra. La germinazione richiede circa un mese, variabile da 1 a 3 mesi a seconda della specie. Quando compaiono le prime due foglie vere, le piantine vanno trapiantate in un substrato 70 per cento terriccio universale e 30 per cento sabbia, e la primavera successiva si procede al vaso definitivo o alla messa a dimora in piena terra.
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