Quando si parla di ortensia nella mente di quasi tutti appare la stessa immagine: un grande cespuglio carico di sferiche infiorescenze colorate, rosa o azzurre, in un angolo ombroso del giardino. La pianta della nostra immaginazione è quasi certamente Hydrangea macrophylla, l’ortensia per antonomasia. Originaria del Giappone, coltivata in Europa alla fine del Settecento, è la specie più diffusa e ricca di storia di tutto il genere Hydrangea.
Con dimensioni che vanno da 60 centimetri a oltre 2 metri di altezza, rami vigorosi e foglie grandi di colore verde brillante, Hydrangea macrophylla produce da giugno all’autunno infiorescenze grandi e numerose. La sua gamma cromatica è tra le più ampie del regno vegetale: comprende bianchi puri, rosa delicati, rossi intensi, azzurri, blu, lilla e viola in ogni sfumatura. Merito del pH del terreno, che trasforma il colore dei fiori agendo sulla disponibilità dell’alluminio nel suolo.
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Mophead e lacecap: i due tipi di infiorescenza
Le infiorescenze delle ortensie sono foramte da fiori fertili e fiori sterili. Si tratta di un’infiorescenza a corimbo, – cioè una struttura fiorifera aperta che si differenzia dall’ombrella perchè i peduncoli, non si dipartono tutti da uno stesso punto – costituita generalmente da 5 peduncoli che sostengono quelle parti colorate che noi chiamiamo semplicemente petali. Si tratta dei fiori sterili della ortensie, la parte di solito più attraente dell’infiorescenza, e sono in realtà costituiti da sepali colorati e piccoli petali veri al centro.H. macrophylla ha due tipi di corimbi tipi morfologicamente molto diversi.
Mophead (a pompon)
Le infiorescenze più classiche, sferiche o semisferiche, formate da fiori sterili addossati (a volte possono essere centinaia) con pochi fiori fertili visibili. Il termine è attribuito all’ibridatore inglese M. Haworth-Booth, che inizio è utilizzarlo alla fine degli anni ’50. Sono quelle che dominano il mercato del florovivaismo e che hanno reso celebri le ortensie in tutto il mondo. Le loro grandi dimensione e innumerevoli colorazioni le rendono particolarmente decorative.

Lacecap (cuffia di pizzo)
Infiorescenze piatte o appena bombate, con un cuscino centrale di piccoli fiori fertili circondato da un anello di fiori sterili. Alcune delle varietà lacecap più famose, come ‘Mariesii Perfecta’ (conosciuta anche come ‘Blue Wave’), hanno una storia di oltre un secolo. Appartiene infatti ai primi ibridi europei, ottenuti dall’ibridatore francese V. Lemoine nel 1904 dall’ortensia ‘Mariesii’, a sua volta introdotta in Europa dal Giappone dal cacciatore di piante Charles Maries nel 1879.

La collezione Shamrock: il più grande ortensieto del mondo
A Varengeville-sur-Mer, piccolo villaggio dell’Alta Normandia nel nord della Francia, si trova la Collezione Shamrock, creata da Corinne Mallet a partire dal 1983 e aperta al pubblico dal 1991. Si estende su due ettari e mezzo di bosco misto e ospita oltre 1.200 tra specie, varietà, cultivar e forme di Hydrangea. Per il suo ruolo nella tutela della biodiversità vegetale è riconosciuta in Francia come Conservatoire des Collections Végétales Spécialisées. Visitabile da giugno a settembre, il giardino ospita le ortensie disposte a macchie e file, seguendo criteri come l’areale d’origine, i periodi d’introduzione nel continente europeo e la “paternità” degli ibridatori. Qui le ortensie crescono senza potature costrittive e rivelano le loro dimensioni ideali e il loro portamento naturale.

Le varietà classiche di Hydrangea macrophylla
Le prime H. macrophylla arrivarono in Europa dall’Oriente nel corso dell’Ottocento. Tra le più storiche c’è la splendida ‘Otaksa’, dedicata alla compagna Otaki-san dal medico e botanico Philip Franz von Siebold, al quale dobbiamo la famosa Flora japonica. Ortensia classica per eccellenza, si è ibridata spontaneamente passando di giardino in giardino. Nel 1904, tra le mani dell’ibridatore francese Victor Lemoine, la varietà ‘Mariesii’ dà vita a tre cultivar che invadono i giardini europei: ‘Mariesii Grandiflora’, ‘Mariesii Perfecta’ e ‘Mariesii Lilacina’, ancora oggi coltivate sotto i nomi ‘White Wave’, ‘Blue Wave’ e ‘Lilacina’. Altre selezioni di Lemoine d’inizio secolo, come ‘Mousseline’, ‘Bouquet Rose’, si affiancano a quelle create da Emile Mouillère, caratterizzate da sfere dense o corone ampie in colori teneri ed eleganti: ‘Beauté Vendemoise’, ‘La Marne’ e la celebre ‘Madame Emile Mouillère’, bianca, che a metà estate si macchia di rosso carminio. I rossi tendenti al viola e i blu sui corimbi globosi caratterizzano le selezioni degli anni Cinquanta e Sessanta, quando il colore doveva stupire: ‘Renate Steiniger’ e ‘Glowing Embers’ appartengono a questa stagione, allontanandosi dai toni discreti delle ortensie di inizio Novecento.
Le serie moderne di ortensia
Le varietà più recenti sono spesso raggruppate in serie, che sottolineano le linee riproduttive dei grandi ibridatori contemporanei.
City-Line (anni Novanta)
Accomunate da taglia media, infiorescenze emisferiche e colori forti, le ortensie della City-Line fioriscono in rigoroso ordine alfabetico, da ‘Amsterdam’ a ‘Zurigo’. Tra loro anche l’omaggio degli ibridatori Rampp a città italiane come Roma, Venezia e ‘Sanremo’. Fanno parte di questo mondo anche le Black Steel come ‘Blue Bell’, che esalta gli steli quasi neri con infiorescenze vivide accese da spruzzi verde acido e giallo crema.


Hovaria e serie olandesi
In un ammasso azzurro limpido fioriscono ‘Hopaline’, ‘Homigo’ e l’effervescente ‘Hopcorn’, della serie olandese Hovaria. Vicino a loro i blu brillanti di ‘Lutin’, neonata della serie Rendez-Vouws. Le Dutch Ladies presentano infiorescenze spesso rosso carminio con sepali ondulati: da ‘Sandra’ a ‘Soraya’.
You&Me (serie giapponese)
La serie giapponese You&Me è quella che più stupisce i visitatori della Collezione Shamrock: con fiori stradoppi, incanta conoscitori e non. ‘Together’, ‘Eternity’ e ‘Forever’ si vestono di infiorescenze complesse, pacate nei colori ma straordinarie nell’architettura, con sepali che si moltiplicano e si sovrappongono in modo quasi architettonico.

‘Mathilda Gutges’, ‘Nizza’, ‘Oslo’
Queste varietà rappresentano la tradizione europea dell’ibridazione: colori tenui o brillanti, infiorescenze ben proporzionate, portamento solido.
Consigli di design, come usare le Hydrangea macrophylla
Solitaria
Una grande H. macrophylla ben sviluppata, con la sua chioma emisferica carica di fiori, è già di per sé una composizione compiuta. Le varietà più antiche, con rami arcuati e portamento naturale, sono particolarmente efficaci in questo ruolo. Ad esempio: ‘Blauer Prinz’, selezione che risale al 1925 del tedesco F. Matthes, conosciuta anche come ‘Prince Blue’ e ‘Prince Rouge’ perché molto sensibile al pH del suolo e capace di cambiare colore dall’azzurro luminoso al rosso violaceo. ‘Flambard’, ortensia di H. Cayeux del 1929, nonn molto alta e dai sepali dal colore vivo, rosato con centro bianco candido.
In gruppo
Due o tre esemplari della stessa varietà, o di varietà con palette cromatiche in armonia, creano macchie di colore durature.
Bordura mista
Le H. macrophylla si abbinano bene ad hostas, astilbe, felci, epimedium e altri arbusti ombrofili in composizioni di grande effetto. In vaso Le varietà compatte e le serie moderne si prestano alla coltivazione in contenitore. Con qualche attenzione in più (umidità costante, protezione invernale del vaso), danno grandi soddisfazioni anche su balconi e terrazze.
In vaso
Le varietà compatte e le serie moderne sono adatte alla coltivazione in contenitore. Con qualche attenzione in più – come mantenere il terreno sempre umido e proteggere il vaso durante l’inverno – le ortensie possono regalare splendide fioriture anche su balconi e terrazze, diventando veri protagonisti dello spazio.