Con i suoi grappoli di fiori profumati nei colori che vanno dal bianco al viola, il glicine è una delle fioriture più attese della primavera. Il glicine (Wisteria spp.) è originario di Giappone (Wisteria brachybotrys, Wisteria floribunda), America (Wisteria frutescens) e Cina (Wisteria sinensis). Scopriamo come coltivare il glicine con i consigli del vivaista specializzato Francesco Vignoli di Vivai Vignoli.
Il glicine è un genere di pianta rampicante della famiglia delle Fabacee e cresce avvolgendosi intorno a qualunque supporto, sviluppando in senso orario (Wisteria floribunda) o in senso antiorario (Wisteria sinensis). Questa pianta può crescere fino a 20 m in altezza e 10 m in orizzontale, con fiori riuniti in racemi penduli profumati, soprattutto nella specie Wisteria sinensis. Noto per la longevità, il glicine può vivere fino a 100 anni. Se coltivato da seme, può richiedere fino a vent’anni per fiorire. Meglio quindi acquistarlo sempre quando è in fiore. La messa a dimora del glicine è preferibile tra ottobre e aprile.
Indice dei contenuti:

Il glicine resiste al freddo?
Clima ideale per la coltivazione
I glicini amano il sole, ma al sud si può dare la preferenza a un’esposizione a est o a ovest. All’ombra la fioritura è più tardiva e un poco più scarsa. Sono tra le piante lianose più rustiche nei nostri climi, quindi le si può coltivare fino a 1.000 m di altitudine.
Quale terreno scegliere per una crescita rigogliosa
Quello fertile e fresco è il migliore. Tuttavia i glicini si adattano a terreni anche più poveri, sassosi e asciutti , ma non a quelli calcarei.

Come piantare il glicine?
Impianto: quando e come piantare il glicine
Nei vivai e nei garden center si trovano esclusivamente glicini coltivati in vaso, pronti da trapiantare in qualunque periodo dell’anno. Nelle zone fredde meglio attendere la primavera. Qualche tempo prima dell’impianto, scavare una buca di almeno 50 cm di lato e mescolare alla terra letame maturo e 2-300 g di concime chimico complesso a rilascio graduale. Inserita la zolla, coprirla con pochi centimetri di terra.
Dove posizionare il glicine (Wisteria)? Ecco come sostenerlo correttamente
Il glicine (Wisteria spp.) ha bisogno di un sostegno al quale aggrapparsi e avvolgersi. Evitare però, fin dal primo anno, di far avvolgere i rami principali a tutori di ferro, come ringhiere e corrimani, perché con il tempo il glicine potrebbe piegarli e inglobarli. Fino a che il tronco non si è ben formato meglio farlo crescere diritto. Per legarlo, evitare spago e filo di ferro; ideali, per questa operazione, sono le fasce piatte di rame, piuttosto costose ma resistenti e, soprattutto, dal potere disinfettante. Una volta che il glicine si è aggrappato con i rami secondari, si sorregge da solo.
Concimazioni per glicine: esigenze nutrizionali in fase giovanile e adulta
Per due o tre anni dopo la messa a dimora, concimare in autunno e all’inizio dell’estate con concimi complessi a base di azoto, fosforo e potassio. Successivamente, quando il glicine si è affrancato, diminuire i concimi ternari sino a sospenderli del tutto. A piante adulte e sane dare soltanto un fertilizzante a base di fosforo all’inizio della primavera.

Quanta acqua vuole il glicine (Wisteria)?
Innaffiature: quando e come farlo
Prima dell’impianto, bagnare a fondo la zolla radicale; dopo l’impianto, irrigare il terreno con generosità. Innaffiare regolarmente per i primi due anni, soprattutto d’estate. Trascorso questo periodo, il glicine ha bisogno soltanto di qualche sporadica innaffiatura in caso di siccità prolungata.
Potatura: come eseguirla correttamente
Per stimolare la fioritura, intervenire due volte all’anno. Tra luglio e agosto, una volta che le piante sono sfiorite “ripettinare” tutti i rami di un anno lasciandoli lunghi 1 m circa. Con l’occasione, tagliare tutti i polloni e gli stoloni che si sono formati al piede della pianta. D’inverno, dopo la caduta delle foglie (nelle zone fredde è consigliabile aspettare la fine dell’inverno), accorciare tutti i rami di un anno lasciando quattro-sei gemme. Eliminare, con l’occasione, anche i rami deboli, rotti o secchi e tutti i polloni. La forza della pianta alimenterà le gemme lasciate e le infiorescenze saranno più grandi ed eleganti.
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