Non è una scelta casuale né una convenzione commerciale: il fiore associato alla Festa della mamma ha radici precise, legate alla nascita stessa della ricorrenza. Dietro al Diantuhus caryophyllus, il garofano comune, oggi diffuso in tutte le sue varianti cromatiche, si nasconde una storia che risale nei primi anni del Novecento e nella volontà di una donna di rendere omaggio alla propria madre.
Nell’immaginario contemporaneo, quando si parla della Festa della mamma, si pensa subito a bouquet misti, rose, composizioni primaverili e all’Azalea della ricerca, venduta dai volontari di AIRC nelle piazze italiane per contribuire alla ricerca sui tumori che colpiscono le donne. La storia, però, ci rimanda a un fiori simbolo preciso: il Dianthus caryophyllus, comunemente conosciuto come garofano. La sua associazione alla Festa della mamma non nasce da logiche florovivaistiche o commerciali, ma da un episodio documentato, legato alla figura di Anna Jarvis, promotrice della festa negli Stati Uniti all’inizio del Novecento.

Dianthus caryophyllus, il simbolo della Festa della mamma
Il fiore simbolo della Festa della mamma è il garofano (Dianthus caryophyllus). Con il tempo, il garofono è stato declinato in diverse varianti cromatiche, ciascuna con un significato simbolico:
- Rosso e rosa dedicato alle madri viventi, esprime amore, gratitudine e affetto;
- Bianco tradizionalmente associato al ricordo della madri scomparse.

Foto di Ferruccio Carassale
Il fiore originariamente utilizzato come simbolo
In origine, il simbolo della Festa della mamma è stato il garofano bianco. La scelta risale al 1908, quando Anna Jarvis organizzò la prima celebrazione ufficiale a Grafton, in West Virginia, in memoria della madre Ann Reeves Jarvis. In quell’occasione, Anna fece distribuire 500 garofani bianchi ai partecipanti. Il garofano bianco fu scelto perché era il fiore preferito dalla madre, rappresentava valori ritenuti essenziali nella maternità, come purezza, amore duraturo e dedizione, e aveva una forte capacità evocativa, grazie al suo profumo delicato.
Nel 1914 la Festa della mamma è stata ufficialmente riconosciuta negli Stati Uniti e il simbolo della ricorrenza, con la sua diffusione, si è progressivamente adattato, ampliando la palette cromatica.
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Se il garofano resta il riferimento storico, nella pratica la scelta si orienta anche su specie effettivamente disponibili a maggio:
- Rhododendron simsii scelta tra le più radicate in Italia, anche per la forte riconoscibilità legata alla campagna AIRC. Arriva in piena fioritura tra fine aprile e maggio, quindi perfettamente allineata con la ricorrenza. È una specie acidofila, sensibile ai ristagni e all’acqua calcarea, che richiede posizioni luminose ma non sole diretto. Come pianta in vaso ha una buona durata, soprattutto se successivamente spostata all’esterno in condizioni idonee.

- Hydrangea macrophylla apprezzata per le infiorescenze voluminose e scenografiche, può essere utilizzata anche in giardino o in terrazzo. Il colore dei fiori dipende dal pH del substrato e dalla disponibilità di alluminio.

- Phalaenopsis pianta da interno tra le più diffuse, apprezzata per la lunga durata della fioritura, che può protrarsi per diverse settimane. Richiede luce diffusa, irrigazioni controllate e substrato molto drenante (tipicamente corteccia).

- Peperomia argyreia nota anche come Watermelon peperomia, per le striature argentee delle foglie, è una pianta da interno con un comportamento curioso: le nuove foglie si sviluppano al centro della pianta e rimangono raccolte finché non sono completamente formate, come se fossero protette. Si tratta, naturalmente, di un’immagine evocativa, non trattandosi di un comportamento materno in senso biologico, ma il risultato del normale sviluppo vegetativo a partire dal centro di crescita della pianta.

Foto di William Crochot / Wikimedia Commons
- Paeonia proposta in vaso, non solo come fiore reciso. Fiorisce tra aprile e giugno. Dal punto di vista simbolico è associata a protezione, amore e prosperità, valori che la rendono coerente con il significato della giornata. Essendo una perenne longeva, una volta messa a dimora in contenitore o in giardino può rifiorire per anni. Paeonia predilige posizioni luminose, terreni ben drenati e teme i ristagni idrici.
