Il mondo dei peperoncini sorprende per varietà di forme, dimensioni, colori e intensità di piccantezza. Marco Gramaglia, del vivaio Fratelli Gramaglia di Torino, ci spiega come coltivarli e ottenere piante sane e produttive.
Vivaci, decorativi e ricchi di carattere, i peperoncini portano colore nell’orto e varietà in cucina. Il peperoncino appartiene al genere Capsicum e alla famiglia delle Solanacee, la stessa di pomodori, melanzane e patate. Originario delle regioni calde dell’America centrale e meridionale, ama il sole, le temperature miti e i terreni ben drenati. Vediamo insieme come coltivare i peperoncini nell’orto con i consigli di Marco Gramaglia, del vivaio Fratelli Gramaglia di Torino.
Indice dei contenuti:

Come coltivare i peperoncini nell’orto
Esposizione
I peperoncini amano il pieno sole. Al Sud possono anche essere a mezz’ombra, o coltivati sotto gli ulivi o altri alberi dalle foglie piccole, che fanno un’ombra leggera.
Temperatura
Amano il clima mite, perciò quando le temperature scendono sotto i 5 °C si potrebbero evidenziare danni (spesso irreversibili se si toccano i 2 °C per più ore). Tra i 10 e i 15 °C le piante vegetano lentamente mentre tra i 20 e i 30 °C crescono e producono al meglio. Oltre i 30 °C molti fiori cadono.
Terreno
Non sono piante particolarmente esigenti, l’importante è garantire un buon drenaggio, così da evitare il rischio di patologie radicali. In vaso è consigliabile alleggerire il terriccio aggiungendo materiale inerte come argilla espansa o lapilli; in piena terra l’ideale è coltivare le piantine in aiuole rialzate. In generale richiedono un terriccio universale arricchito con una manciata di stallatico.

Irrigazioni
Prima di irrigare, possibilmente senza bagnare le foglie, assicurarsi che il terreno sia quasi asciutto. Le innaffiature devono essere regolari, ma non eccessive, e bisogna evitare ristagni idrici. Durante la coltivazione l’apporto idrico deve essere incrementato in funzione della crescita delle piante e dell’aumento delle temperature. La carenza di acqua in fioritura può indurre la cascola dei fiori, mentre dopo l’allegagione potrebbe limitare l’accrescimento dei frutti.
Attenzione: esagerare con le irrigazioni mentre i frutti si stanno ingrossando può portare a una diluizione della piccantezza. Al contrario, riducendo l’apporto di acqua 3-5 giorni prima della raccolta, ovvero quando le bacche iniziano a cambiare colore, si può aumentare il livello di piccantezza.
Concimazioni
Per ottenere un’abbondante produzione è necessario un terreno fertile. Un mese prima del trapianto effettuare una concimazione di fondo, con stallatico oppure con compost e borlanda, da interrare superficialmente, nei primi 20 cm di terreno. Al momento del trapianto, e poi mensilmente, somministrare un fertilizzante a basso contenuto di azoto.

Cure
Le varietà più vigorose e quelle con frutti grandi e pesanti hanno bisogno di un tutore per sostenere il peso dei frutti. Conviene utilizzare semplici canne di bambù, da infilare nel terrenon e alle quali legare i rami prima che i frutti raggiungano la maturazione.
Come riprodurre i peperoncini nell’orto
I peperoncini si riproducono facilmente attraverso i semi. Li si preleva dai frutti quando sono maturi, tagliandoli a metà con un coltello. I semi vanno raccolti su un foglio di carta assorbente e lasciati seccare all’ombra per qualche giorno. Una volta essiccati, si conservano in un contenitore di vetro fino alla primavera successiva. In febbraio o in marzo si riempie una seminiera alveolare con torba, quindi si inseriscono due semi per alveolo; la seminiera va mantenuta a una temperatura costante di 20 °C, la torba va bagnata spesso.
La germinazione avviene dopo circa un mese. Quando le piantine avranno sviluppato 3-4 foglioline le si potrà trapiantare singolarmente in vasi di 6-8 cm di diametro, riempiti con terriccio universale concimato con una manciata di stallatico. Quando saranno ulteriormente crescite le si potrà trapiantare nei vasi definitivi oppure in piena terra, dotandole se necessario di tutori di bambù.
Malattie e fisiopatie
I peperoncini sono soggetti alle malattie fungine, che si manifestano con chiazze brunastre sulle foglie, necrosi e marciumi. I patogeni più frequenti sono fusarium, verticillium, alternaria e peronospora. È importante riconoscere subito quando la pianta è ammalata, e intervenire per tempo rimuovendo le parti colpite ed eventualmente trattando con prodotti rameici. Frequente anche l’oidio, riconoscibile perchè si manifesta con una patina bianca polverosa sulle foglie: va contrastato con trattamenti a base di bicarbonato di potassio, e zolfo nei casi più gravi.
Olrte alle malattie causate dai patogeni, ci sono quelle legate a condizioni di coltivazione non ideale, come clima avverso, o a carenza di elementi nutritivi.

Conservazione in vasetti sott’olio
Alcune cultivar di peperoncino sono davvero molto produttive e può succedere che, al momento della raccolta, ci si trovi con una quantità di peperoncini superiore alle immediate esigenze di cucina. Si possono quindi adottare alcune semplici strategie per conservarli e utilizzarli, come per esempio il congelamento o l’essicazione. In alternativa li si può utilizzare per preparare salse piccanti. Se si vogliono conservare sott’olio è bene scegliere varietà dai frutti piccoli e poco acquosi, che vanno lavati, asciugati e inseriti ben stretti in un barattolo di vetro. Da ultimo si aggiunge l’olio che, una volta consumati i peperoncini, si potrà a sua volta utilizzare, diluendolo evntualmente con altro olio, nel caso risultasse troppo piccante.
Il peperoncino più piccanto al mondo e in Italia
Pepper X è il peperoncino più piccante al mondo e raggiunge in media 2,69 milioni di unità Scoville, che misurano la concentrazione di capsicina, la sostanza responsabile della sensazione di bruciore. Più alto è il numero di unità, maggiore è la sensazione di piccantezza provocata dal peperoncino. Pepper X è piccolo, di colore verde-giallo e presenta una superficie molto rugosa e irregolare. Creato dal coltivare statunitense Ed Currie, Peper X ha superato il precedente record di piccantezza del peperoncino Carolina Reaper.
In Italia, invece, il peperoncino più piccante è il Diavolicchio calabrese. Si presenta con frutti piccoli, sottili e allungati, che diventano di colore rosso intenso quando maturano. La sua piccantezza raggiunge circa 40.000-50.000 unità Scoville, a seconda della varietà e della coltivazione.
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