Ortaggio tipico della tradizione alimentare del Sud, la melanzana (Solanum melongena) può essere coltivata con successo in tutta Italia purché si disponga di un terreno ben esposto e, per anticipare i tempi, si parta da piantine con pane di terra.
La melanzana (Solanum melongena), appartiene alla famiglia delle Solanaceaea ed è originaria dell’India. Erbacea annuale, presenta apparato radicale vigoroso, fusto eretto e ramificato, foglie grandi, di forma ovata e colore verde scuro. I fiori, che sono inseriti lungo il fusto principale e le ramificazioni, hanno colore violaceo e si aprono con scalarità. I frutti sono bacche carnose con epidermide di colore variabile dal bianco al viola, più o meno scuro. Il ciclo vegetativo della melanzana dura da 150 a 240 giorni.

Varietà
Si distinguono in base alla forma dei frutti, alle loro dimensioni e al colore dell’epidermide, che può essere nera, viola, rossa, bianca o striata, oltre che per la precocità.
- S. melongena ‘Violetta Lunga di Napoli’: varietà adatta a essere coltivata in serra e in zone calde come il Centro Italia. I frutti sono teneri, molto dolci e molto versatili;
- S. melongena ‘Mini Perlina’: varietà con frutti lunghi 10-15 cm e più di circa 35 gr di peso, con buccia sottile viola chiaro e polpa dal gusto dolce e delicato;
- S. melongena ‘Tonda Lilla’: varietà di media produttività, i cui frutti compatti hanno forma tondeggiante e la particolarità di non annerire dopo il taglio. L’epidermide è scrua e uniforme, il sapore delicato. È adatta per essere tagliata sottile e cotta alla piastra;
- S. melongena ‘Easter Egg’: vecchio ibrido americano con frutti ovali di colore bianco, il più apprezzato tra le melanzane di questa tinta. Di sapore delicato, sono adatti per essere cotti alla griglia;
- S. melongena ‘Zebrina Viola’: varietà con frutti di dimensioni medie, allungati, riconoscibili per il colore di fondo chiaro, con striature viola. Per la caponata;
- S. melongena ‘Sciacchitana nera’: varietà vigorosa e molto produttiva coltivata in Sicilia nella zona di Sciacca e in quella di Agrigento; matura frutti grandi, di forma ovale-piriforme, con epidermide nera e lucida. Per preparare condimenti per la pasta;
- S. melongena ‘Baffa Black Beauty’: varietà con frutti di colore viola scuro-nero, di forma globosa con costolature evidenti. Ha polpa spessa che resta compatta dopo la cottura e si presta per le preparazioni al forno e sott’olio;
- S. melongena ‘Seta’: varietà tradizionale riconoscibile per il colore viola con riflessi bronzo. I frutti allungati, hanno polpa morbida e compatta e buccia molto sottile. Per la parmigiana o la cottura arrosto;
- S. melongena ‘Tonda piccola Genovese’: varietà produttiva, matura frutti piccoli e tondeggianti, con epidermide viola scuro lucide; da cucinare ripiena.

Epoca di semina
In semenzaio e in serra la melanzana si semina a partire da febbraio, mentre la semina all’aperto in piena terra si pratica soltanto in località a clima caldo, quando la temperatura si è stabilizzata (non prima di aprile). A 25 °C i semi germinano in una settimana, a temperature inferiori a 15 °C la maggior parte dei semi resta quiescente.
Suggerimenti per una semina perfetta
- Dopo aver lasciato i semi in ammollo per una notte, riempite gli alveoli di un apposito vassoio con terriccio specifico per la semina;
- In ciascun alveolo deponete tre semi, alla profondità di circa mezzo cm e pressate leggermente;
- Sistemate il vassoio in semenzaio, a una temperatura intorno a 20 °C, bagnate con uno spruzzino e arieggiate una volta al giorno per eliminare l’eccesso di umidità;
- All’emissione della quarta foglia vera, eliminate le pianticelle meno vigorose e tenetene una sola;
- Dopo averla bagnata perché il terriccio non si stacchi dalle radici, trapiantate con il suo piccolo pane di terra.
Trapianto
Si effettua quando le piantine hanno emesso almeno cinque o sei foglie vere e la temperatura minima notturna si è assestata intorno ai 14 °C. La distanza tra una pianta e l’altra sulla fila deve essere di circa 50 cm, quella tra le file di 70 cm, avendo cura di sfalsare le piante delle file adiacenti. Dopo il trapianto le piantine vanno riparate dal sole con una rete ombreggiante fino a quando non avranno preso a vegetare con forza.
Tutori
Vanno posizionati fin dal momento del trapianto per assicurare stabilità alla pianta quando raggiungerà il completo sviluppo. In località ventose è meglio legare al tutore anche le ramificazioni più esterne, sulle quali si sviluppano i frutti, per evitare che si spezzino.

Lavori colturali
Nella prima fase di crescita delle melanzane è necessario controllare le malerbe con frequenti sarchiature, evitando di lavorare troppo vicino al piede delle piante. Sarchiare e zappettare il terreno è comunque utile durante l’intero ciclo vegetativo per rompere la crosta e interrompere la risalita capillare di acqua dagli strati profondi del terreno, aumentando così l’efficienza delle irrigazioni.
Consociazioni
La melanzana cresce lentamente nei primi due mesi dopo il trapianto e fino a giugno può essere consociata con lattughe, ravanelli, spinaci o bulbilli di aglio, sempre disposti a file.
Proprietà nutritive della melanzana
Cibo poco calorico, questo ortaggio fornisce circa 18 calorie ogni 100 gr di prodotto. I grassi sono quasi assenti, pochi gli zuccheri (meno del 3 per cento), elevato il contenuto di acqua (più del 90 per cento). Il consumo di questo ortaggio aiuta a ridurre il colesterolo nel sangue, aumenta la diuresi, stimola la produzione di bile e la contrazione della cistifellea, migliora la funzionalità del fegato. Inoltre, ha un indice glicemico bassissimo.
Conservazione
La melanzana si conserva per alcuni giorni in luogo fresco e buio, così come nella zona bassa del frigo.
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