Coltivare pomodori colorati nell’orto non è solo un piacere per gli occhi, ma anche per il palato! In questa guida completa vi accompagneremo, passo dopo passo, dalla semina al raccolto, scoprendo insieme le varietà di pomodori più belle e gustose da provare. Che siate principianti o appassionati esperti, troverete tanti suggerimenti pratici per ottenere pomodori sani, saporiti e dai colori brillanti, capaci di trasformare il vostro orto in un vero giardino colorato.
Il pomodoro (Solanum lycopersicum), appartenente alla famiglia delle Solanaceae, è una pianta originaria delle regioni andine di Perù, Cile ed Ecuador. Si presenta con un fusto erbaceo la cui lunghezza può variare notevolmente a seconda della varietà e delle condizioni di coltivazione. Le foglie sono alterne, composte da cinque o più foglioline brevemente picciolate, mentre i fiori sono caratterizzati da cinque petali di colore giallo brillante. Il frutto, comunemente chiamato pomodoro, è una bacca che si distingue per la sua forma e dimensione variabili, con un’epidermide molto sottile che ne protegge la polpa interna. Il ciclo vegetativo della pianta può durare da cinque a otto mesi, influenzato da fattori climatici, dal metodo di partenza (seme o piantina da trapianto) e dalla varietà scelta. Vediamo come coltivarli nell’orto e in vaso con i consigli di Tiziano Lamberti di Fattipomodorituoi.
Indice dei contenuti:

Il pomodoro è un frutto o una verdura?
Dal punto di vista botanico, il pomodoro è un frutto perché nasce dal fiore della pianta. In particolare, si sviluppa dall’ovario del fiore dopo l’impollinazione e contiene semi. In cucina, invece, il pomodoro viene comunemente considerato una verdura, usato prevalentemente in insalate, sughi e piatti salati.
Le principali tipologie di pomodoro
I pomodori vengono generalmente riuniti in alcuni gruppi principali:
- Ciliegini, piccoli e rotondi;
- Datterini, pomodori a pera piccoli e allungati;
- Tondi o da insalata, di medie dimensioni destinati soprattutto al consumo fresco;
- Perini o plum, come Roma o San Marzano, allungati, carnosi e spesso utilizzati per salse e conserve;
- Cuori di bue, con la caratteristica forma simile a un cuore, dalla polpa carnosa;
- Bistecca, giganti e carnosi, sono caratterizzata da polpa densa. Possono pesare fino a oltre 1 chilo.

Come coltivare i pomodori nell’orto
Clima
Anche se sono state selezionate varietà abbastanza resistenti al freddo, i pomodori temono il gelo. Possono essere coltivati praticamente in tutta Italia, come annuali, purché li si metta a dimora quando il terreno è caldo. Richiedono pieno sole.
Terreno
Deve essere profondo, ricco di nutrimenti e sostanza organica, abbastanza sciolto così da essere ben drenato, poiché i pomodori temono i ristagni idrici, che favoriscono le malattie fungine. Il pH ideale è 6.
Attenzione: non piantateli dove vi siano state coltivate nei due anni precedenti altre Solanacee, come melanzane, peperoni e patate.
Irrigazioni
Bagnateli regolarmente ma con moderazione, alla sera. Evitate colpi di secco ed eccessive innaffiature, che inducono lo sviluppo di fisiopatie come il “tacco nero”.
Cos’è il tacco nero
Il tacco nero, o marciume apicale, è una fisiopatia – un’alterazione delle normali funzioni dell’organismo, dovuta a cause fisiche o fattori ambientali avversi – che provoca una macchia scura e secca sulla punta del pomodoro. È dovuto soprattutto a un cattivo assorbimento del calcio, spesso causato da irrigazioni irregolari, caldo, siccità o eccessi di azoto o potassio. I frutti colpiti vanno eliminati e l’irrigazione resa costante, evitando sia ristagni idrici sia carenza di acqua. Per prevenirlo servono terreno drenante, concimazione equilibrata, paccimatura e, se necessario, apporti di calcio.
Concimazioni
I pomorodi sono molto ingordi. In piena terra la cominciazione di fondo può essere sufficiente, ma se la maturazione è scalare e l’autunno è mite, per cui vanno avanti a produrre fino a novembre, fate un paio di concimazioni organiche, per esempio con sangue di bue o borlanda (residui della lavorazione della barbabietola). In vaso, concimate più volte.

Cimatura
Se desiderate arrestare la crescita di una varietà molto vigorosa, tagliate il fuso principale all’altezza voluta. Molto utile in vaso.
Semina
Anticipata
Si effettua, al coperto, a 20 °C, fra metà febbraio e inizio marzo, in semenzai alveolati, riempiti con terriccio apposito o con una miscela di sabbia di fiume/agriperlite e torba/terriccio. I semi, molto minuti, vanno interrati a mezzo centimetro di profondità. Germogliano in una settimana circa. In seguito, per il loro sviluppo, possono bastare anche temperature più basse (13-15 °C). In questo modo si anticipa l’inizio della raccolta anche di due mesi.
Diretta
In alternativa, potete seminare direttamente all’aperto, ma non prima di aprile-maggio, dopo aver ben lavorato, concimato e affinato il terreno. Interrate due-tre semi per postarella, alla distanza già suggerita.

Quando si piantano i pomodori nell’orto
Che partiate dai vostri semenzali o da piantine già pronte, potete iniziare a piantarli all’aperto solo a partire dalla metà di aprile, quando non vi è più rischio di gelate e il terreno e sufficientemente caldo (temperatura minima anche notturna 12 °C, temperatura ideale 20 °C). Il terreno deve essere stao precedentemente ben lavorato, affinato e arricchito di sostanza organica (l’ideale sono letame o compost maturi) e nitrato di calcio. La maturazione dei frutti avviene in 75-90 giorni.
Distanza d’impianto
Le piantine devono essere ben distanziate, in modo che aria e luce possano circolare: per le varietà a sviluppo indeterminato, con rami lunghi fino a tre metri, lasciate 90 centimetri una dall’altra sulla fila e 80 centimetri tra le file. Per quelle a portamento determinato, che smettono di crescere arrivate a una certa altezza, bastano 70-80 centimentri e a quelle “nane” 60 centimetri.
Sostegni
I pomodori a portamento determinato non richiedono supporti, mentre quelli a crescita indeterminata sì: la soluzione più pratica è disporli “a bina”, cioè fare due file appaiate, con canne di bambù incrociate e legate in alto, in modo da guadagnare in stabilità. Utile anche effettuare il rincalzo, ovvero creare una montagnetta di terra alla base dei fusti.

Sfemminellatura
Questa pratica consiste nello staccare, nel corso della stagione, i germogli che si formano all’ascella delle foglie, chiamate “cacchi” o “femminelle”, perché disperdono l’energia della pianta. Occorre anche eliminare i succhioni che crescono alla base. Femminelle e succhioni possono servire come talee. Tuttavia in alcune varietà la sfemminellatura può limitare la produzione, mentre in altre a sviluppo determinato (come ‘Miel de Mexique’, ‘Coyote’ e ‘Perù Cyclario’) non è possibile effettuarla dato il portamento molto ramificato e intricato. Informatevi all’acquisto.
Consociazioni
Per aumentare la biodiversità e attirare gli insetti utili, piantate vicino aromatiche e ortaggi poco esigenti (lattughe, basilico, prezzemolo, menta, melissa). Per difenderli da alcuni parassiti, tagete, calendule e petunie.
Malattie e parassiti
Purtroppo i pomodori ne sono molto soggetti. Fra le fisiopatie, le più diffuse sono:
- Marciume apicale, detto “tacco nero”
- Spaccatura dei frutti, che diventano immangiabili
Entrambe le fisiopatie sono provacate da irrigazioni eccessive e dall’alternarsi di siccità e pioggia. Una forte umidità dell’aria può invece indurre il formarsi sui frutti di screpolature simili a ragnatele, però solo sulla parte superiore. Il sole cocente può provocare scottature: per evitarlo, allestite una rete ombreggiante.
Malattie fungine
I pomodori sono facilmente colpiti dall’alternaria, che provoca marciumi apicali, dalla rhizoctonia, che fa seccare radici e colletto, e dalla peronospora; quest’ultima, favorita da umidità notturna e temperature diurne elevate, induce dapprima l’ingiallimento delle foglie e in seguito la comparsa su foglie, fusti e frutti di chiazze marroni. Le tre malattie si combattono con trattamenti preventivi e curativi a base di verderame, nei periodi più caldi da ripetere una volta al mese. Indispensabile, inoltre, eliminare le foglie colpite. Il rame è molto efficace anche contro varie batteriosi, che si manifestano sotto forma di puntini sulle foglie e con l’arresto della crescita.
Patogeni animali
I più pericolosi sono i ragnetti rossi e gli afidi, che, sottraendo linfa dalle foglie indeboliscono le piante (i secondi possono inoltre trasmettere virosi), e le cimici, in particolare la specie asiatica (Halyomorpha halys), che punzecchiano i frutti conferendo un cattivo sapore. Contro afidi e ragnetti sono efficaci trattamenti a base di piretroidi o meglio ancora con piretrine, naturali o biologiche. Contro le cimici, non rimane che la cattura, e conseguente eliminazione, mediante trappole a feromoni da posizionare a distanza. In ogni caso, una ricca biodiversità riuscirà a tenere a basa i parassiti.

Quando raccogliere i pomodori nell’orto
Raccogli i frutti appena hanno raggiunto la maturazione sia per favorire la crescita di quelli in formazione sia perché lasciarli più a lungo sulla pianta non ne migliora le caratteristiche.
Coltivare i pomodori in vaso
Occorre un contenitore alto e largo 50 centimetri, riempito con terriccio da orto, dopo aver distribuito sul fondo uno strato di ghiaia o argilla espansa per il drenaggio. Evitate i ristagni d’acqua nel sottovaso.
Come conservare i pomodori
Non conservare in frigorifero quelli destinati a essere consumati nelle successive 48 ore e trasforma subito quelli che iniziano a essere molto maturi, prima che perdano consistenza e sapore.
Proprietà nutritive: a cosa fanno bene e a cosa no i pomodori
I pomodori sono poco calorici e apportano vitamina C, provitamina A, potassio, fibre e licopene, antiossidante naturale. Essendo acidi, i pomodori potrebbero non essere indicati per chi soffre di reflusso gastroesofageo.
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