Assieme a prezzemolo, salvia e rosmarino, il basilico è l’aromatica più coltivata e apprezzata nel nostro Paese. Richiede poche cure e poco spazio e viene bene anche in vaso.
Appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, il basilico è originario delle regioni calde dell’Asia ed è un’erbacea annuale, con apparato radicale superficiale e fusti eretti, alti 20-40 cm, e ramificati a sezione quadrata che tendono a lignificare. Su di essi si sviluppano foglie opposte, di forma ovale o lanceolata, lisce o bollose, dall’aroma inconfondibile. Le varietà di basilico possono essere divise in base alle dimensioni delle foglie, al colore della lamina fogliare, all’aroma, classico o con note particolari, alla durata del ciclo colturale. Vediamo come coltivarlo.

Semina del basilico
Semina all’aperto
In diverse regioni la si può effettuare da fine aprile, quindi considerati i tempi di germinazione, diradamento e trapianto, il ritardo nel confronto con semine anticipate o messa a dimora delle piantine è di 45-60 giorni.
Semina anticipata
Il basilico può essere seminato in vasetto, terrina o contenitore alveolato. Dopo la semina, è bene bagnare il substrato e proteggere il contenitore con un sacchetto di plastica trasparente forato. Dopo una-due settimane il seme germinerà e compariranno le piantine. Allo sviluppo del terzo paio di foglie può iniziare il diradamento e, una volta irrobustite, il trapianto.
Semina del basilico in semenzaio
- Preparazione del semenzaio: Dopo aver pulito il semenzaio, preparate il terriccio per la semina, che dovrà essere soffice, organico e ben drenato;
- Vaglio del seme: Usate seme prodotto nella precedente annata, versate i semi su un piano e preparate la quantità necessaria per il vostro semenzaio, sapendo che 1 g in pieno campo basta per 1 metro quadrato;
- Preparazione del seme: Una volta pesati i semi, mescolateli con un po’ di terriccio per dosarli con maggiore facilità e distribuirli in modo uniforme;
- Semina: Distribuite a spaglio o a file e coprite con circa 1/2 cm di terriccio, pressate leggermente per eliminare sacche d’aria e far aderire il substrato. Bagnate a pioggia finissima. Mantenere il terriccio leggermente umido e proteggete il contenitore con un sacchetto di plastica trasparente forato.
Trapianto
Si possono impiegare anche piantine acquistate in contenitore alveolato o a radice nuda. L’unico criterio di scelta è la freschezza: le piantine devono mantenersi erette, essere prive di macchie e orlature nere, mai con fiori in via di formazione. La distanza fra una pianta e l’altra deve essere di circa 15 cm per le piante piccole, di 25 per quelle vigorose. Chi coltiva in vaso scelga contenitori alti almeno 20 cm, evitando le ciotole dove il terriccio si asciuga in fretta.
Consociazioni
I compagni per eccellenza del basilico sono i pomodori, dei quali migliora sapore e sviluppo, ma anche insalate e finocchi. Deve invece essere tenuto lontano dalla ruta.
Avversità
Soffre di marciumi radicali, favoriti da bagnature eccessive e ristagno, e nelle annate fresche e piovose, è sensibile alla peronospora.
Proprietà nutritive
L’aroma del basilico è dato da oli essenziali come linalolo, pinene, cavicolo e cineolo. Componenti ai quali si devono le proprietà digestive, antispasmodiche, toniche e antisettiche della pianta. Tuttavia, solo l’aggiunta in buona quantità, circa una cima a porzione, nelle insalate crude, assicura un effetto tonico e calmante, visto che il solo consumo alimentare come condimento di solito non basta.
Conservazione
Lavate le foglie, fatele asciugare su un canovaccio pulito e ponetele in olio di oliva a macerare per una decina di giorni, togliendole prima che inizino a formare un residuo di fondo scuro. In alternativa, surgelatele negli stampi per i cubetti di ghiaccio, da sole o mescolate con olio di oliva.

Le esigenze del basilico
Clima
Il basilico richiede almeno sei ore di sole al giorno; il sole favorisce la produzione della frazione aromatica, sia in quantità sia in qualità. All’ombra cresce stentato, con poche foglie e aroma alterato.
Terreno
Leggero, ricco di sostanza organica e ben drenato. Nel caso di coltivazione in vaso disporre sul fondo uno strato di ghiaia che garantisca il drenaggio.
Esigenze nutritive
A inizio ciclo preparate il terreno aggiungendo compost, terricciati o letame maturo.
Esigenze idriche
Il basilico va sempre bagnato al piede, con innaffiature frequenti, ma non troppo abbondanti così che il terreno si mantenga poco più che fresco, ma non fradicio. Per innaffiare, non usate acqua fredda.

Il consiglio: cimare le piantine e togliere i fiori, da utilizzare in cucina
Quando le piantine, dopo il trapianto, mostrano segni di crescita vivace, allo stadio di sei paia di foglie eseguo la prima cimatura per favorire lo sviluppo delle ramificazioni laterali. Non butto gli apici perché in cucina piace usare la foglia intera come tocco finale, ma sono gli
apici vegetativi la parte della pianta più ricca in oli essenziali. Raccolgo anche i fiori per mantenere la pianta giovane, favorendo così la formazione di nuova vegetazione. Non butto nemmeno questi perché, anche se meno aromatici, sono ottimi nelle insalate.
Foglie gialle: cause e rimedi

Eccesso d’acqua e ristagno idrico
È la causa più frequente. In caso di ristagni e terriccio eccessivamente umido, iniziano a ingiallire le foglie alla base.
Come intervenire: Trasferire immediatamente la pianta in un luogo soleggiato per consentire al terreno di asciugarsi e svuotare sempre il sottovaso dopo ogni annaffiatura.
Clorosi da acqua calcarea
La composizione dell’acqua è molto importante. se le foglie diventano gialle può essere che la pianta soffra di clorosi, malattia che porta a non assimilare bene il ferro e altri micronutrienti del terreno a causa di un eccesso di calcare nell’acqua di irrigazione. Si riconosce perché le foglie ingialiscono, ma le venature rimangono di un verde evidente.
Come intervenire: Quando possibile, sfruttare l’acqua piovana per irrigare il basilico. In alternativa, utilizzare l’acqua del rubinetto, arricchendo il terreno con del concime a base di ferro chelato.
Luce insufficiente o eccessiva e stress termico
Se il basilico riceve poca luce diretta può sviluppare foglie gialle. Bisogna però fare attenzione anche all’eccesso di luce, che può disidratare la pianta e causare l’ingiallimento delle foglie. In questo caso le foglie gialli sono quelle apicali, cioè più esposte all’esterno. Anche le temperature inferiori ai 20 °C o superiori ai 30 °C possono stressare la pianta, favorendo l’ingiallimento delle foglie.
Peronospora
La Peronospora (Peronospora belbahrii) è una delle malattie fungine più pericolose per il basilico. I primi sintomi sono un ingiallimento tra le nervature nella pagina superiore delle foglie, mentre nella pagina inferiore si può osservare un imbrunimento con sporulazione. L’abbondante sporulazione determina un aspetto vellutato e una colorazione grigio-olivastro della pagina inferiore della foglia, sintomo dell’infezione peronosporica. Il fungo infesta le foglie in presenza di prolungata bagnatura fogliare ed elevata umidità ambientale, favorita da temperature ottimali di 20-25 °C e scarsa luminosità.
Come intervenire: Rimuovere le foglie colpite dalla malattia per prevenirne la diffusione. Assicurarsi che le piante siano ben aerate e non crescano troppo vicine l’una all’altra. Irrigare al mattino in modo che il basilico possa asciugarsi durante il giorno. In caso di infezione grave, ricorrere a fungicidi specifici.
Parassiti
Il basilico è sensibile all’attacco di afidi, cicaline e mosca bianca. Questi parassiti si nutrono della linfa della pianta, causando ingiallimento, deformazione delle foglie e rallentamento della crescita. Gli afidi, in particolare, ricoprono la pianta con un liquido appiccicoso, la melata, che attira formiche e muffe fuligginose, danneggiando ulteriormente la pianta.
Rimedi: acqua saponata nebulizzata sulle foglie, olio di neem diluito, o introduzione di predatori naturali, come le coccinelle.
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