Graminacee morbide e dalle infiorescenze setose, i Pennisetum sono perfetti per dare carattere e volume ad aiuole e bordure miste tardoestive.
Con ciuffi di foglie sottili e infiorescenze setose, più o meno lunghe, portate da steli morbidi e ricadenti, mossi dal minimo alito di vento, tra la fine dell’estate e l’autunno i Pennisetum arricchiscono aiuole e bordure miste, creando un effetto di grande spontaneità. Appartenenti alla famiglia delle Poaceae, costituiscono un genere comprendente circa 120 specie (cui si aggiunge un crescente numero di cultivar), annuali o perenni, dalla diverse rusticità a seconda della zona di origine, ma tutte con una straordinaria resistenza a caldo e siccità.
Alcui Pennisetum si presentano compatti e contenuti, altri esuberanti e alti oltre il metro e mezzo, mentre le colorazioni delle loro piccole spighe raccolte in strette pannocchie vanno dal beige al bordeaux: una varietà che li rende versatili e pronti a prendere posto nei contesti più disparati, compresi giardini rocciosi e costieri. Persino in inverno, inoltre, i Pennisetum sanno rendersi interessanti: se non tagliati, infatti, anche essiccati sono una presenza elegante, con il loro portamento eretto o a fontana. Qualcuno, però, ancora li considera infestanti… A onor del vero, è innegabile un’intraprendenza che porterebbe certe specie a scavalcare lo spazio loro destinato, tanto che, per esempio Pennisetum setaceum (sin. Cenchrus setaceus) è inserito nella lista delle specie aliene invasive. Lo si può comunque tenere a basa con corrette pratiche colturali.

Pennisetum di tutte le dimensioni
Per scegliere i Pennisetum più adatti al proprio giardino ne vanno conosciuti dimensioni, portamento e colorazione. Tra le specie e le cultivar più contenute figura Pennisetum alopecuroides ‘Little Bunny’, alto appena 30-40 cm, tondeggiante e con infiorescenze beige, mentre P. alopecuroides ‘Hameln’ raggiunge i 50-60 cm ed esibisce spighe bruno rosate in gran quantità. Sui 60 cm è pure Pennisetum orientale, di crescita veloce, molto resistente alla siccità e in fiore in anticipo, già verso giugno. La sua cultivar ‘Karley Rose’ si fa notare sia per le pannocchiette, che nascono rosa-viola e maturano color crema, sia per l’altezza che sfiora il metro. Come tutti i penniseti, dà il meglio di sé se lasciata libera di esprimere l’esuberanza del suo fogliame e degli steli arcuati.

Dal portamento morbio allargato è Pennisetum villosum, alto 70-80 cm circa, con infiorescenze grigio-argentee aperte e schiacciate, che fanno la loro comparsa un po’ più tardi rispetto ad altre specie. Sono invece roso-brune quelle di P. alopecuroides ‘Red Head’, che raggiunge un’altezza massima di 80-90 cm, superata dai 120 cm di ‘Cassian’s Choice’. E arriva ben oltrePennisetum setaceum, con le sue infiorescenze bianco-rosate. Tra tutti è il meno rustico, tanto che se coltivato in piena terra nelle regioni del Nord va addirittura considerato annuale.
Più adatto a zone a clima mite è pure Pennisetum macrourum, alto dai 150 ai 180 cm e incline a sfoggiare un fogliame elegante e una luminosa fioritura color crema, con spighe raccolte in pannocchie strette e allungate, portate da lunghi steli verticali. Un portamento eretto è proprio anche di Pennisetum incomptum, che nella cultivar ‘Purpureum’ si accende di un’interessante tonalità rosso-violacea. Di sviluppo tondeggiante, infine, è Pennisetum alopecuroides ‘Paul’s Giant’, alto fino a 150 cm e con un fogliame giallo-aranciato in autunno che, assieme alle sue dimensioni, lo rende di notevole impatto già a una certa distanza.
Come utilizzarli
Se i Pennisetum più grandi possono essere previsti come esemplari isolati, quelli medi e piccoli si prestano a creare grandi masse dall’aspetto naturale e quasi “selvaggio”, e a fornire texture e movimento a bordure miste tardoestive. “I penniseti si sposano bene con astri, amsonie, echinacee, rudbeckie, crisantemi a fioritura autunnale e sedum”, afferma Pier Luigi Priola, titolare dei Vivai Priola di Treviso. “Con Salvia yangii (un tempo Perovskia atriplicifolia), poi, hanno una vera e propria affinità elettiva, sia per il colore azzurro lavanda dei suoi fiori, che i penniseti valorizzano con spighe e fogliame, sia per il comune apprezzamento di caldo e asciutto. Qualcuno li abbina con Yucca e agavi, ma personalmente mi pare una forzatura: li preferisco con erbacee perenni o altre graminacee dal portamento più morbido e capaci di suggerire la spontaneità di una prateria”.
Non dimentichiamo, infine, che i Pennisetum, soprattutto se compatti, possono essere coltivati in vaso. In questo caso provate anche ad abbinarli a bulbose a fioritura autunnale, come certi Allium.
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