Ortaggio a maturazione estiva tra i più noti e apprezzati, per dare un buon raccolto vuole sole, caldo, acqua e un terreno fertile. Si può seminare a partire da maggio oppure, nelle località favorite dal clima, dove la semina è stata fatta a marzo-aprile, trapiantare. Vediamo come coltivare l’anguria nell’orto.
Regina delle estati italiane, l’anguria (Citrullus lanatus) appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae. Originaria dell’Africa tropicale, è una vigorosa pianta erbacea annuale che, con i suoi lunghi fusti striscianti e ramificati, può occupare fino a 3-4 metri di terreno. Le foglie, ampie e profondamente lobate, formano una vegetazione fitta e decorativa. I fiori, gialli, sono generalmente unisessuali: sulla stessa pianta, infatti, compaiono sia quelli maschili che quelli femminili. Il frutto è un peponide di forma rotonda o allungata, con dimensioni che variano, a seconda della varietà, da 3 fino a 20 chilogrammi. La buccia, verde, spessa e coriacea, spesso percorsa da striature più chiare, racchiude una polpa succosa e zuccherina, generalmente di colore rosso vivo, ma estistono anche varietà più insolite a polpa gialla o bianca.
Varietà
Le varietà di anguria si distinguono in base alla precocità o meno di maturazione dei frutti e poi alle loro dimensioni, forma (sferica, ovale, oblunga), colore dell’epidermide (chiaro, scuro, striato, con disegni) e della polpa (rossa, rosa, gialla).

Come coltivare l’anguria nell’orto
Epoca di semina
L’anguria è molto esigente in fatto di calore e i semi germinano solo con temperature pari o superiori a 20 °C. A 28 °C impiegano circa 5 giorni per emettere i cotiledoni, a 25 °C impiegano un tempo triplo. Nelle aiuola all’aperto si semina a partire da fine aprile, in semenzaio due mesi prima.
Modalità di semina
L’anguria si semina a postarelle; su file distanti circa 2,5 m si scavano buchette distanziandole di circa 1,2 m l’una dall’altra. In alternativa si può seminare su un cumulo di terricciato ancora in fermentazione, che assicura calore, un apporto di nutrienti costante ed elevato, e si mantiene umido senza infradicarsi per la pioggia.
Trapianto
È possibile acquistare piantine già pronte per essere messe a dimora allo scopo di anticipare i tempi di coltivazione, tuttavia in molti casi quelle nate da seme in pieno campo sono in grado di recuperare il gap iniziale.
Lavori colturali
Nella prima fase di coltivazione è necessario estirpare le malerbe con una leggera sarchiatura, che ha anche il vantaggio di rompere la crosta riducendo il fabbisogno idrico. Quando la vegetazione avrà coperto il terreno, l’unica pratica colturale è la concimazione con prodotti ricchi di potassio e fosforo per favorire maturazione sapidità dei frutti.
Cimatura
L’operazione consiste nel cimare l’asse principale sopra la quarta-quinta foglia allo scopo di anticipare l’emissione delle ramificazioni e quindi la produzione.
Diradamento
Per impedire una produzione eccessiva, in terreni vocati e in climi favorevoli si lasciano due-tre frutti per pianta, ma se le estati sono brevi meglio lasciarne uno soltanto.
Attenzione a come effettuate il diradamento delle piantine
Al fine di evitare competizione tra le piantine, in ogni postarella ne lascio una soltanto, al massimo due se la distanza tra la postarella e l’altra è di 1,5 m. Inoltre, solo se desidero trapiantare le piantine in sovrannumero le sradico, altrimenti, per non rischiare di danneggiare il capillizio radicale di quella che rimarrà, taglio alla base il fusticino con un paio di forbici. Internvono all’emissione del primo paio di foglie vere, valutando vigoria e sviluppo.
Consociazioni
A causa dello sviluppo esuberante, l’anguria non si presta a essere coltivata assieme ad altri ortaggi.
Raccolta
Per valutare il livello di maturazione esistono diversi segnali; ovvero lo strato ceroso che riveste il frutto scompare, attorno al peduncolo si forma una leggera depressione; il viticcio più vicino al peduncolo secca.
Avversità
Le crittogame che colpiscono più spesso l’anguria sono il mal bianco e la peronospora, tra gli insetti gli afidi.

Le esigenze dell’anguria
Clima
Temperato-caldo, in posizione soleggiata e arieggiata.
Terreno
Profondo e ben lavorato, con una elevata componente organica, fertile, a reazione tendenzialmente acida e capace di trattenere l’umidità.
Esigenze nutritive
L’anguria richiede una letamazione generosa, pari a 5-8 kg/m2 in fase di presemina, e fertilizzanti ternari ricchi di potassio e fosforo in copertura.
Esigenze idriche
Regolari, crescenti con il procedere della stagione vegetativa.
Proprietà nutritive
L’anguria è un ortaggio dalle proprietà idratanti perché il contenuto d’acqua supera il 95 per cento. Il valore calorico è di sole 15 calorie per cento grammi.
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