Per coglierli al giusto grado di maturazione bisogna osservare i cambiamenti di colore della buccia. Frutti dall’aroma intenso e dal sapore squisito, i meloni possono avere forma sferica oppure oblunga, scorza liscia o retinata. Anche la polpa ha un colore variabile.
Il melone (Cucumis melo), appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae ed è un’erbacea annuale con radice fittonante e fusto sarmentoso, striato e angoloso. Le foglie sono semplici, aterne, palminervie, portate da piccioli lunghi, carnosi e pelosi. I fiori sono di colore ore e sulla stessa pianta possono essere unisessuali (maschili e femminili) o, più spesso, maschili ed ermafroditi. I meloni si distinguono in base al periodo di maturazione, alla morfologia del frutto e al colore della buccia e della polpa.
I Cantalupo sono precoci e hanno frutti globosi, con buccia grigiastra segnata da leggere costolature verdognole e polpa di colore giallo-arancio dal sapore fragrante. I Retati hanno costolature poco evidenti e buccia tipicamente rivestita da retinature. Infine, i meloni da inverno a maturazione tardiva hanno buccia liscia o rugosa, dal giallo al verde scuro fino al biancastro, con polpa senza profumo, bianca, verde pallido oppure giallo-miele.

Meloni, consigli utili prima dell’acquisto
È utile sapere che ogni pianta di melone occupa uno spazio di circa 2 metri quadrati e produce in media da 3 a 10 meloni. Valutare bene quante ne servono per soddisfare il fabbisogno della famiglia, e quanto spazio si ha a disposizione nell’orto.
Preparazione del terreno
L’autunno precedente la messa a dimora delle piantine, lavorare il terreno fino a 30 cm di profondità, incorporando sostanza organica come letame maturo oppure stallatico, borlanda o compost. Al momento del trapianto si può completare la concimazione con un fertilizzante ricco di potassio che abbia un rapporto NPK 1-1-3.
Messa a dimora
La semina dei meloni è piuttosto complicata ed è difficile ottenere piante sane e robuste capaci di portare a maturazione frutti dal gusto gradevole. È consigliabile quindi partire dalle piantine, da mettere a dimora tra aprile e giugno, a seconda che ci si trovi al Nord o al Sud, in pianura o in collina, prediligendo la scelta di ibridi recenti che risultano più resistenti alle malattie e che sono stati selezionati anche per il gusto ottimo. Le piantine si mettono a dimora su file, a 80 cm di distanza l’una dall’altra; tra le file mantenere 120-150 cm.
Protezioni
Subito dopo la messa a dimora, riparare le piantine per 20 giorni con tessuto-non tessuto, da adagiare su appositi archetti e fissare al terreno con pesi (sassi, mattoni) o forcine. Questa operazione favorisce una crescita rigogliosa, previene gli attacchi di parassiti come gli afidi e protegge da pioggia intensa e grandine. Dopo 20 giorni il tunnel va aperto lateralmente arrotolando parzialmente il tessuto, in modo che la pianta possa crescere liberamente strisciando sul terreno. In caso di grandine o tempesta la copertura parziale protegge il punto di origine degli steli.
Raccolta
L’epoca di raccolta varia in relazione alle località e alla varietà coltivata, ed è scalare, nell’arco di una quindicina di giorni, per i meloni Retati e Cantalupo, di oltre un mese per quelli invernali. Si consiglia di raccogliere i meloni maturi recidendo il peduncolo con un coltello disinfettato.
Avversità
Anche se gli ibridi di recente selezione sono più resistenti, i meloni sono soggetti a molte avversità, tra le quali l’oidio, crittogama da prevenire con lo zolfo.

Le loro esigenze
Clima
Il melone ama il caldo e teme le basse temperature. Ha un optimum di crescita a 24-30 °C diurni e 18-20 °C notturni. Il caldo eccessivo, con scarsa escursione termica, fa diminuire il grado zuccherino dei frutti.
Terreno
Non è esigente, ma predilige quello argilloso, fertile, ben drenato e ricco di potassio e sostanza organica.
Irrigazioni
Le innaffiature devono essere regolari durante tutto il ciclo di coltivazione. È fondamentale evitare i ristagni, permettendo al terreno di asciugarsi in superficie prima di ogni intervento.
Concimazioni
L’ideale è praticare una ricca concimazione organica di fondo con letame maturo (oppure stallatico, borlanda e compost) nell’autunno che precede la coltivazione. Tre settimane prima del trapianto in piena terra, incorporare un fertilizzante NPK ricco in potassio.
Il consiglio: bagnati meno al momento giusto sono più zuccherini
Per gustare meloni deliziosi, oltre a scegliere bene le cultivar bisogna evitare le carenze di potassio nel terreno e saper attendere il momento giusto per la raccolta. Lo consiglia Marcello Mattiazzo, agronomo esperto di Orto Mio, che suggerisce anche di osservare giornalmente i meloni quando sono quasi maturi, ovvero tra 65 e 85 giorni dopo il trapianto. Quando si noteranno dei cambiamenti di colore della buccia si potrà iniziare la raccolta. Una settimana prima di recidere il peduncolo, utilizzando un coltello disinfettato, limitare al minimo le irrigazioni, bagnando quel poco che basta per non far morire la pianta. Solo così si favorirà la concentrazione degli zuccheri nel frutto. Da sapere inoltre che anche le escursioni termiche tra giorno e notte (più frequenti nelle zone collinari) contribuiscono a rendere la polpa più dolce.
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