Con i suoi pennacchi vaporosi e i colori intensi, l’amaranto porta carattere nell’orto e in giardino. Ecco come coltivare l’amaranto in piena terra e in vaso con i consigli di Marco Gramaglia del vivaio Fratelli Gramaglia.
Poche piante riescono con naturalezza l’esuberanza ornamentale e la generosità di una specie commestibile. L’amaranto (Amaranthus spp.) appartiene alla famiglia delle Amaranthaceae e comprende erbacee annuali semirustiche originarie delle regioni temperate e tropicali di America, Asia ed Europa.
Il portamento varia secondo la specie e la varietà, ma a renderlo subito riconoscibile sono soprattutto le infiorescenze: dense, piumose, erette oppure ricadenti, possono formare pennacchi sottili o ampie cascate nei toni del rosso, del porpora, del verde e dell’oro. I minuscoli fiori unisessuali sono riuniti in cime terminali o ascellari e, una volta recisi, durano a lungo in acqua.

Anche le foglie contribuiscono al fascino dell’amaranto. Alterne, ovate-allungate e appuntite, con margine intero o ondulato, possono assumere colorazioni molto diverse, dal verde al bronzo, fino al rosso interno. Sono commestibili e, soprattutto quando giovani, possono essere utilizzate in cucina.
A fine ciclo compaiono piccoli frutti indeiscenti contenenti semi ricchi di sostanze nutritive. Consumati fin dall’antichità per l’alimentazione umana, sono apprezzati anche dagli uccelli. Vediamo come coltivare l’amaranto in piena terra e in vaso con i consigli di Marco Gramaglia del vivaio Fratelli Gramaglia.
Indice
Come coltivare l’amarato
Clima
Gli amaranti amano il caldo: come il basilico, richiedono temperature minime notturne superiori ai 6-8 °C.
Esposizione
Prediligono il pieno sole.
Terreno
Profondo, fertile, sciolto e molto ben drenato, ricco di fosforo e potassio, elementi che favoriscono la colorazione di foglie e fiori. Per la coltivazione in vaso aggiungere al terriccio universale un po’ di materiale drenante a granulometria grossolana, come pietra pomice o lapillo.
Semina
La temperatura ideale per la germinazione è 13-15 °C, pertanto in genere nel Sud Italia li si può seminare all’aperto già in aprile; non prima di maggio al Nord. Utilizzando seminiere in casa potete però anticipare l’operazione di un mese. Potete seminare direttamente in terra, oppure in cassette o vasetti di torba, riempiti con un terriccio specifico o una miscela di torba e sabbia di fiume che inumidirete. Poiché i semi sono molto piccoli, mescolateli a un po’ di sabbia per facilitarne la distribuzione: vanno interrati a rica un centimetro di profondità mettendone 2-3 insieme. La germinazione avviene in una decina di giorni. Quando le piantine saranno alte 3-4 centimetri, eliminate le più deboli e trapiantate le altre in vasetti o postarelle nell’orto o in giardino.
Come raccogliere i semi
A fine estate, quando le piante iniziano a ingiallire, tagliare le infiorescenze e lasciarle asciugare per due settimane circa. Si scuotono per liberare i semi, da conservare al fresco.

Cimatura
Quando le piantine sono alte 7-8 centimetri, accorciate il getto centrale: cresceranno meno in altezza ma saranno più folte e produrranno più infiorescenze.
Messa a dimora
Che si tratti di piantine autoseminate o acquistate già pronte, possono essere trapiantate a dimora in maggio-giugno, quando saranno alte almeno una decina di centimetri, in un terreno ben lavorato e concimato.
Irrigazioni
Conservate il terreno semper appena umido, con innaffiature regolari e abbondanti specialmente in estate. In piena terra gli amaranti possono sopportare brevi periodi di siccità, ma è preferibile innaffiarli per avere foglie e infiorescenze più rigogliose, lasciando però asciugare il terreno tra un’innaffiatura e l’altra. Da evitare i ristagni idrici.
Concimazioni
Come tutte le piante a crescita rapida, gli amaranti sono molto voraci. In piena terra basta incorporare nel terreno letame ben maturo o stallatico disidratato pellettato. In vaso, somministrate durante la stagione vegetativa, ogni 15-20 giorni, un concime per piante fiorite, dunque povero di azoto e ricco di fosforo e potassio, che favorirà la colorazione di foglie e infiorescenze.

Coltivare l’amaranto in vaso
Facile, ma il vaso deve essere sufficientemente capiente. Il diametro minimo del contenitore varia dai 30 centimetri per gli amaranti più piccoli ai 50 per i più voluminosi. La fioritura inizia a luglio e si protrae fino a ottobre. I semi maturano da agosto in poi: autofertili, gli amaranti sono impollinati dal vento e si autodisseminano con facilità.
Per il consumo alimentare
Se volete coltivare gli amaranti per utilizzarne le foglie in cucina, cotte come le biete e gli spinaci, li si può piantare più vicini, a 15-20 centimetri l’undo dall’altro. Potete asportare man mano le foglie più tenere, da fine giugno ai primi freddi, o raccogliere l’intera pianta finché è ancora giovane. I semi si raccolgono tra agosto e ottobre: li si può trasformare in farina e utilizzare per dolci e pane, oppuer usare bolliti in zuppe e minestre, come quelli della tapioca, o soffiati come pop corn. Così come sono possono essere destinati alle mangiatoie per gli uccellini.
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