Inserito dal New York Times tra i 25 giardini più belli del mondo, il giardino di Kerdalo, in Bretagna unisce arte, storia del paesaggismo e della moda. Diciotto ettari, oltre cinquemila piante e sette ambienti distinti e un’idea di giardino che assomiglia a un dipinto, è stato creato nel 1965 dal principe pittore russo Peter Wolkonsky. Oggi proprietario è Christian Louboutin, il celebre stilista francese conosciuto in tutto il mondo per l’iconica suola rossa delle sue décolleté, che lo ha acquistato nel 2021 e lo ha descritto come “l’evocazione perfetta del giardino, un giardino da sogno”.
Lo stilista, appassionato di botanica, quest’anno è il padrino della manifestazione Journées des Plantes di Chantilly, in programma dal 22 al 24 maggio nel Parco del Castello di Chantilly, altro luogo iconico della grandezza francese.
La nascita di un giardino straordinario
Il principe russo Peter Wolkonsky, dopo anni passati a dipingere paesaggi in Italia e Provenza, nel 1965 si imbatte in una vecchia fattoria abbandonata sulle colline che dominano il fiume Jaudy, in Bretagna. La compra e, a 65 anni, vi realizza Kerdalo, tra i giardini più straordinari d’Europa. Wolkonsky smette di dipingere e si dedica al giardino, d’ora in poi la sua unica opera d’arte. Lo progetta come si dipinge su una tela, servendosi però di piante, del movimento dell’acqua e della luce diffusa e mutevole della Bretagna. Con l’aiuto di celebri vivaisti come Sir Harold Hillier nasce così Kerdalo, d’ispirazione anglo-italiana ma con clima bretone. Gli ambienti evocano ora i giardini rinascimentali italiani, ora atmosfere orientali e la natura brumosa dei boschi atlantici.
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Louboutin, il giardiniere
Alla morte del principe Wolkonsky, nel 1997, Kerdalo passa alla figlia Isabelle e al marito Timothy Vaughan, che lo aprono al pubblico nei primi anni 2000.
Isabelle, formatasi al RHS Garden Wisley in Inghilterra, si occupa della cura botanica e del restauro delle collezioni vegetali, mentre il marito Timothy Vaughan, paesaggista di fama, ridisegna alcune aree del parco, tra cui i Quattro Riquadri, riprogettati tra il 2002 e il 2004. Nel 2021 il giardino viene acquistato dallo stilista francese Christian Louboutin. Ma la storia tra lui e Kerdalo comincia molto prima, e ha radici più personali di quanto si potrebbe immaginare.
Prima delle suole rosse, il giardino
Siamo a metà degli anni Ottanta. Louboutin ha poco più di vent’anni e, nonostante abbia già raggiunto grandi traguardi nel mondo della moda, attraversa un momento di crisi. Non si riconosce più nel mestiere che ha scelto. Scopre però il piacere di lavorare la terra, aiutando amici a curare piccoli giardini parigini. Decide così di staccare e accettare un incarico da giardiniere in Bretagna, sull’île-de-Bréhat. E qui che, lavorando in un vivaio, vede per la prima volta Kerdalo, il giardino confinante.
Kerdalo, con i suoi alberi in fiore, come Magnolia x soulangeana ‘Brozzonii’ e Magnolia sprengeri var. diva, e gli specchi d’acqua, lo rapiscono. Ma la moda resta la vocazione di Louboutin, che nel 1992 crea il suo celebre marchio di calzature. Kerdalo, però, rimane dentro di lui come un’immagine difficile da cancellare. Così, quando nel 2019 scopre che il giardino è in vendita, interrompe un viaggio di lavoro e torna in Bretagna, insieme al paesaggista Louis Benech, ai tempi suo compagno. Benech, oggi uno dei più grandi paesaggisti di Francia, è stato apprendista proprio a Kerdalo. Nel 2021 Louboutin acquista Kerdalo.

Uno scorcio del giardino di Kerdalo, in Bretagna – Foto di Matteo Carassale
Nel giardino Louboutin il rosso è bandito!
«Camminare in questi viali è come passeggiare dentro un dipinto vivente» ha dichiarato Louboutin al Wall Street Journal. «L’unico colore che curiosamente non amo nei giardini è il rosso. Ma va bene così: ce n’è già abbastanza nella mia vita». Louboutin ha inizialmente pensato di rendere Kerdalo nuovamente privato, ma ha poi cambiato idea: «Ho il dovere di renderlo accessibile anche agli altri. Il giardino non mi appartiene, sono io ad appartenere al giardino». Louboutin ha ereditato anche alcune criticità: impianti idrici deteriorati e il bosso colpito da malattie. Per sostituirlo, nel 2026 l’artista italiano Giuseppe Ducrot realizzerà un’installazione ispirata alle siepi originarie, collaborando alla conservazione del giardino.
Dal 2005 Kerdalo è classificato come Jardin Remarquable, marchio istituito dal Ministero della Cultura francese che garantisce qualità e valore dei giardini e dei parchi che sono di interesse culturale, estetico, storico o botanico. Dal 2007 è sito storico protetto. Ma oggi continua a evolversi, fedele all’idea originaria del principe Wolkonsky: un giardino che non si limita a essere osservato, ma che va vissuto.

I sette ambienti del giardino
Oltre cinquemila piante sono distribuite in sette ambienti distinti, ciascuno con una propria identità cromatica e stagionale: la Valle Alta, il Canale, la Brughiera dorata, i Quattro Riquadri, la Valle Bassa, la Grotta Italiana e le Terrazze.
Il percorso dell’acqua
Tutto comincia dalla Valle Alta, il punto più elevato del giardino, protetto da una barriera frangivento di lauroceraso. Da qui prende avvio il percorso dell’acqua di Kerdalo: la Valle Alta nasce tra le radici delle magnolie decidue e dei Rhododendron augustinii, attraversa la Grotta italiana e si riversa infine nel fiume Jaudy. È un sistema costruito sfruttando cinque sorgenti naturali, che connette tutti gli ambienti del giardino in un unico sistema idrico.
Nella Valle Alta si trovano anche esemplari di notevole interesse botanico: Styrax japonicus, piccolo albero deciduo con fiori bianchi a campana profumati, Stewartia pseudocamellia, albero deciduo dai fiori bianchi simili a quelli della camelia, Drimys lanceolata, arbusto sempreverde australiano dalle foglie aromatiche e dai piccoli fiori bianchi, Magnolia x soulangeana ‘Brozzonii’, cultivar dai grandi fiori bianchi sfumati di rosa e Rhododendron ‘Sir Charles Lemon’, rododendro sempreverde dalle foglie color ruggine e fiori bianco crema, molti dei quali provenienti direttamente da The Garden House, considerato uno dei giardini più importanti della Gran Bretagna, situato a Buckland Monachorum, nel Devon.
Un omaggio all’Asia
Il Canale, il secondo ambiente, è un omaggio all’Asia. Wolkonsky vi colloca una pagoda in legno ispirata agli acquerelli realizzati alla fine del Settecento dal pittore inglese Thomas Robins the Elder per i giardini di Woodside, a Old Windsor, in Inghilterra.
Eleganza dorata
La Brughiera dorata è forse l’ambiente più emblematico dello stile compositivo di Wolkonsky: le ginestre originarie sono state nel tempo sostituite da Taxus baccata ‘Fastigiata Aureomarginata’, tasso sempreverde con foglie bordate di giallo dorato, Pittosporum tenuifolium ‘Variegatum’, arbusto sempreverde dalle foglie verde-grigio bordate di bianco crema, P. tenuifolium ‘Golden King’, cultivar dal fogliame giallo-verde brillante, Cornus alba ‘Gouchaultii’, arbusto dalle foglie variegate giallo-verde brillante e Genista aetnensis, ginestra dell’Eta dai rami sottili e fiori gialli profumati in estate. Il risultato è una composizione che vira sui colori dell’oro e del verde chiaro, con il rosso porpora dei Cotinus a fare da contrappunto. L’effetto più suggestivo si raggiunge quando le graminacee iniziano a seccare in estate, aggiungendo una nota di giallo tenue.

I Quattro Riquadri e la Valle Bassa
I Quattro Riquadri occupano lo spazio dell’antico orto della fattoria. Wolkonsky li ha pensati per le sue collezioni di iris, ma il paesaggista Timothy Vaughan, marito della figlia Isabelle, li ha riprogettati tra il 2002 e il 2004, realizzando una composizione stagionale: in estate dominano il rosa di Penstemon ‘Evelyn’ e Allium sphaerocephalon, il blu di Geranium ‘Rozanne’ e Ceratostigma plumbaginoides, e il giallo brillante di Hakonechloa macra ‘Aureola’ e Anthemis. In inverno, quando i parterre si spogliano, sono le geometrie vegetali e le sfumature di verde a mantenere l’interesse visivo, grazie anche a tre varietà di bosso di tonalità differenti disposte a rombo.
Ogni stagione è diversa
La Valle Bassa costeggia il grande stagno fino alla diga dove, dopo Drimys lanceolata, arbusto sempreverde originario della Tasmania dai caratteristici steli rosso vivo, noto come “pepe di montagna” per il sapore pungente delle foglie e delle bacche nere, il percorso si biforca. È un ambiente che cambia con le stagioni: in primavera si aprono le fioriture dei Lysichiton americanus e L. camtschatcensis, piante palustri perenni che sviluppano foglie enormi che persistono per tutta l’estate, seguite a maggio dall’esplosione di azalee e rododendri. In estate la vegetazione si fa più lussureggiante, con Matteuccia struthiopteris, astilbi e lysichiton. In autunno l’atmosfera diventa più quieta e raccolta: Gunnera manicata vengono protette dal gelo piegando su se stesse le loro stesse foglie tagliate a coprire il cuore della pianta, in un gesto che segna la fine dell’estate nella Valle Bassa.
La Grotta Italiana e le Terrazze

La Grotta italiana è il cuore segreto di Kerdalo. Wolkonsky, che conosce i giardini italiani da giovane, ne condensa qui l’essenza: si entra attraversando un bacino coperto di lenticchie d’acqua, piccole piante acquatiche galleggianti che formano un tappeto verde compatto sulla superficie dell’acqua, e circondato da Gunnera manicata, seguendo un vialetto di passi giapponesi, pietre piatte posate a distanza regolare sul terreno o sull’acqua per creare un percorso praticabile, a rombi che si restringono prospetticamente. All’interno, l’acqua sgorga da una parete e si raccoglie in una vasca, mentre pesci e sirene musicanti, figure marine bretoni, decorano le pareti con conchiglie.
Le terrazze
Le Terrazze, esposte a sud, ospitano le specie meno rustiche. In primavera dominano i toni giallo-verdi delle acacie; in estate esplodono Crocosmia, perenne dai fiori tubolari rosso-arancio disposti a spiga, Melianthus major, arbusto sudafricano dalle grandi foglie argentate seghettate e Kniphofia, perenne sudafricana dalla caratteristica infiorescenza a torcia. In autunno si accendono i rossi di Cotinus coggygria ‘Grace’, arbusto dalle grandi foglie che in autunno virano a un rosso intenso e Fascicularia pitcairniifolia, bromeliacea cilena che in autunno tinge il centro della rosetta di un rosso acceso vivido.
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