Originaria della Cina centrale, la paulonia è apprezzata per la crescita rapida, la fioritura profumata e le foglie grandi, che la rendono molto apprezzata nei giardini. È anche un albero amico dell’ambiente: grazie alla sua straordinaria velocità di crescita, viene sempre più spesso impiegato nei programmi di riforestazione.
Il genere Paulownia appartiene alla famiglia Paulowniaceae ed è originario dell’Asia orientale, con centro di diffusione naturale tra Cina, Corea e Giappone. Le specie più coltivate sono Paulownia tomentosa, P. elongata e P. fortunei, selezionate per velocità di crescita e adattabilità.
Si tratta di un albero caducifoglio che, in condizioni favorevoli, può raggiungere 20–25 metri di altezza con una chioma ampia e relativamente espansa. Le foglie, tra gli elementi più riconoscibili, sono molto grandi, cuoriformi e opposte, con superficie spesso pubescente. La fioritura avviene in primavera, prima o contemporaneamente all’emissione delle foglie: le infiorescenze sono pannocchie di fiori tubolari color lilla-violaceo, leggermente profumati.

L’albero della principessa
Paulownia è chiamato albero della principessa, o dell’imperatrice, perché venne introdotta in Europa dalla Cina per la prima volta come omaggio ad Anna Pavlovna Romanova, regina dei Paesi Bassi, figlia dello zar Paolo I di Russia, a cui fa riferimento il nome.
In Giappone la paulonia è considerata un albero sacro ed è legata a una antica tradizione: per ogni bambina che nasceva, si usava piantare un esemplare di paulonia. L’albero cresceva insieme a lei e al momento del matrimobio veniva abbattuto per ricavarne il legno con cui realizzare mobili e oggetti che entravano a far parte della dote nuziale.

Paulownia: guida alla coltivazione
Clima
Temperato-caldo. P. tomentosa, la specie più diffusa in Italia, predilige una posizione in pieno sole e tollera il freddo invernale, sopportando temperatura fino a -15 °C e -10 °C. Nelle zone più calde, tollera anche una leggera ombra pomeridiana, che riduce lo stress idrico nelle ore più calde.
Attenzione alle gelate tardive primaverili: pur non danneggiando la pianta in modo strutturale, possono compromettere i boccioli frorali, riducendo o azzerando completamente la fioritura stagionale.
Terreno
È una pianta adattabile, ma è importantissimo che il suolo sia ben drenato: i ristagni idrici favoriscono i marciumi radicali, mentre suoli compatti limitano lo sviluppo dell’apparato radicale, compromettendo la crescita. Predilige terreni con pH neutro o leggermente acido.
Irrigazione
Nei primi 1-2 anni devono essere regolari, per sostenere la fase di attecchimento e garantire uno sviluppo radicale adeguato. Successivamente, grazie al suo esteso apparato radicale, Paulownia acquisisce una buona tolleranza alla siccità e richiede irrigazioni solo in caso di periodi siccitosi prolungati.
Concimazione
Non è una pianta particolarmente esigente dal punto di vista nutrizionale. Un apporto iniziale di sostanza organica ben matura favorisce lo sviluppo nelle prime fasi. Negli impianti produttivi si ricorre a concimazinoi azotate per sostenere la crescita rapida, preferibilmente suddivise in più interventi durante la stagione vegetativa per evitare eccessi che favorirebbero i parassiti.
Potatura
Le gestione varia in base in funzione dell’obiettivo che si vuole raggiungere:
- Uso ornamentale: Effettuare interventi leggeri a fine inverno, prima della ripresa vegetativa, eliminando i rami secchi, danneggiati e gli eventuali succhioni vigorosi. Evitare tagli tardivi, che comprometterebbero la formazione dei boccioli florali. La potatura deve essere conservativa: l’obiettivo è mantenere una chioma equilibrata e favorire la fioritura.
- Uso ornamentale per foglie giganti: Per ottenere foglie di grandi dimensinoi si effettua un taglio drastico a fine inverno. La pianta emette getti molto vigorosi con foglie enormi, ma i nuovi rami, ancora troppo erbacei, non producono fiori.
Propagazione
- Per seme: i semi di paulonia sono molto piccoli e numerosi, contenuti in capsule che si aprono a maturità. In condizioni favorevoli, con buona luminosità, umidità costante e substrati leggeri e ben drenati, germinano con relativa facilità. Questa tecnica è utilizzata principalmente in ambito forestale, sperimentale e di miglioramento genetico, perché consente di produrre molte piante in poco spazio e a costi contenuti.
- Talea radicale: si prelevano porzioni di radice da piante sane e ben sviluppate durante il riposo vegetativo, a fine inverno. Dai frammenti si originano nuovi germogli e infine nuove piante geneticamente identiche alla pianta madre. È la tecnica più diffusa per la moltiplicazione vegetativa.
- Talea legnosa: si usano porzioni di ramo sano e maturo, prelevate durante il riposo vegetativo, a fine inverno o inizio primavera prima del risveglio. Anche in qeusto caso si ottengono piante geneticamente identiche alla pianta madre.

I punti di forza della Paulownia
- Crescita estramente rapida: durante il primo anno, Paulownia può arrivare a 2-4 metri in condizioni ottimali. Nei primi 3-5 anni la crescita è molto rapida, ma successivamente rallenta progressivamente fino a stabilizzarsi;
- Fioritura ornamentale di forte impatto;
- Specie mellifera, utile agli insetti impollinatori;
- Impiego in riforestazione e recupero di suoli degradati.
Dove piantarla e dove è meglio evitare
È adatta ai grandi giardini e parchi ed è sconsigliato piantarla in piccoli spazi urbani, in prossimità di edifici e fondamenta, e in aree pavimentate, dove l’apparato radicale potrebbe causare danni nel lungo periodo.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda il potenziale invasivo: P. tomentosa è classificata come specie invasiva in diverse regioni d’Europa e nel Nord America, perché si propaga spontaneamente con grande facilità grazie ai numerosi semi leggeri. Prima di piantumarla, è opportuno verificare le normative locali e valutare il contesto ambientale circostante.
Esiste il miele di Paulownia?
No, non esiste una tipologia riconosciuta di miele di paulonia nella classificazione apistica europea. Questo non significa che la pianta non sia utile alle api. Al contrario, P. tomentosa è considerata una specie mellifera, cioè produce nettare e viene visitata dagli insetti impollinatori durante la fioritura primaverile.
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