Siamo sulla collina di Alassio, nei giardini di Villa della Pergola: 22mila metri quadrati di polmone verde, salvati nel 2006 dalla speculazione edilizia da Antonio Ricci, autore di programmi televisivi di grande successo come Striscia la Notizia. I giardini riaprono al pubblico per la stagione il 22 marzo.
I giardini di Villa della Pergola sono diventati una vera e propria meta botanica e nel 2025 la Royal Horticultural Society, la storica istituzione britannica che riunisce alcuni dei giardini più importanti al mondo, li ha accolti nella propria rete. La certificazione di un lavoro botanico e paesaggistico molto preciso, che oggi restituisce a visitatori e appassionati un patrimonio ricco e vivo.
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I giardini, restaurati sotto la guida di Paolo Pejrone, portano con sé una storia che intreccia Inghilterra e Liguria. Nel 1922 Daniel Hanbury, figlio di Sir Thomas, creatore dei Giardini della Mortola, acquista la proprietà. A Ruth, seconda moglie di Daniel, si devono i celebri “wisteria parties”, che dal dopoguerra agli anni Ottanta richiamavano ospiti e botanici per celebrare la fioritura dei glicini. Con l’ingresso nella rete dei Partner Gardens RHS, che i soci della prestigiosa associazione britannica possono visitare gratuitamente, quel filo anglo-ligure si riconsolida.

Giardini di Villa della Pergola: l’ampliamento della collezione
Quando inizia il recupero del parco, il protagonista vegetale è ancora quasi soltanto Wisteria sinensis, che corre sulle murature storiche e sulle pergole che collegano la villa al villino. Tra il 2008 e il 2009, su suggerimento di Pejore, inizia il lavoro di ampliamento della collezione: la scelta ricade su giovani piante acquistate con il supporto del vivaista pistoiese Francesco Vignoli, specialista del genere Wisteria. L’obiettivo non è riempire, ma calibrare: ottenere una fioritura scalare che accompagni l’intera stagione, da aprile fino all’inizio dell’estate, passando dalle forme precoci alle tardive, dalle morfoglie compatte a quelle con racemi lunghissimi.
Nuove introduzioni
Oggi ai giardini di Villa della Pergola tra specie, cultivar e ibridi si contano quasi una trentita di introduzioni. A W. sinensis si affiancano W. fluribunda nelle sue varietà scenografiche, da ‘Rosea’ a ‘Royal Purple’, e la lunga e candida ‘Longissima Alba’, con racemi penduli tipici della specie giapponese. Le cultivar doppie, come ‘Violacea Plena’, aggiungo volume e densità cromatica, mentre W. brachybotrys, con i suoi racemi corti e carnosi, introduce profumi intensi e fioriture precoci. Nei giardini è stata inserita anche Wisteria frutescens, il glicine americano, che fiorisce più tardi, sui rami nuovi, con tonalità lilla-porpora e un aroma speziato.

Foto di Matteo Carassale
Il valore botanico dei giardini di Villa della Pergola riconosciuto dalla RHS
La collezione contribuisce a costruire l’estetica e la conformazione dei giardini. Le pergole legano i livelli, i tralci si allungano sulle scalinate, alcune cultivar sconfinano verso il laghetto delle ninfee, altre sfiorano le agavi sulla scarpata. Il risultato è una sequenza di scorci in cui il monocromo diventa variabile: lilla, violetto, bianco, porpora, rosa pallido.
Il riconoscimento della RHS arriva non tanto per la sola bellezza delle fioriture, che ogni anno attirano appassionati da tutta Italia, quanto per il valore botanico della collezione, la cura del restauro paesaggistico e la continuità storico-culturale del luogo.