Tra Italia e Svizzera, nel periodo di fioritura tra gennaio e aprile, ci sono giardini dove le camelie sono le protagoniste assolute. Vediamo insieme quali sono, la loro storia e le varietà più interessanti.
Alcuni giardini custodiscono centinaia, a volte migliaia, di varietà e cultivar differenti, spesso riconosciute dalla Società Italiana della Camelia e dall’International Camellia Society per il valore delle collezioni. La fioritura avviene tra fine inverno e primavera, il momento giusto per visitarli. Molti di questi giardini organizzano anche eventi e aperture dedicate. In questa selezione, cinque giardini di camelie in Italia, più uno in Svizzera, da visitare.
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Parco delle camelie di Locarno
I lavori per la realizzazione del Parco delle Camelie di Locarno sono iniziati nel 2004 e si sono sviluppati in due fasi distinte, concluse rispettivamente nel 2005 e nel 2009. Il progetto ha interessato un’area di circa 12.000 metri quadrati, in parte boschiva, trasformata attraverso la realizzazione di aiuole rialzate e un percorso “a labirinto”, che sfrutta la morfologia naturale del terreno. In questo contesto, parzialmente ombreggiato e ideale per la coltivazione delle camelie, hanno trovato dimore oltre un migliaio di esemplari, tra cui Camellia japonica, C. reticulata, C. sasanqua, C. hiemalis, C. vernalis e C. sinensis.
Inaugurato ufficialmente nel marzo 2005 in occasione del Congresso mondiale dell’International Camellia Society, il parco raccoglie oggi circa 1.100 varietà di camelie, tra cui una quarantina di specie e una decina di ibridi profumati. A queste si aggiungono circa 70 esemplari ancora da identificare e 130 camelie a fiore doppio, utilizzate anche per la formazione di siepi e per la produzione di fiori recisi destinati all’esposizione annuale. Il Parco delle Camelie ha ottenuto nel 2010 il riconoscimento internazionale “Garden of Excellence” dell’International Camellia Society ed è inserito nel network Gardens of Switzerland, che riunisce i più importanti giardini del territorio.

Camelieto storico di Villa Durazzo Pallavicini a Genova
Nel parco di Villa Durazzo Pallavicini, a Genova Pegli, si conserva il camelieto storico più antico d’Italia, realizzato tra il 1856 e il 1877 sotto la direzione del capo giardiniere Carlo Moroni, nel contesto del giardino scenografico progettato da Michele Canzio a metà Ottocento. Il percorso si sviluppa lungo il Viale delle Camelie, che oggi ospita circa 150 esemplari, molti dei quali hanno raggiunto dimensioni arboree. Si tratta di una delle collezioni storiche più importanti d’Italia, composta principalmente da Camellia japonica. Tra le cultivar presenti nel giardino C. ‘Vergine di Collebeato’, C. ‘Waratah rubra’, C. ‘Incarnata’,C. ‘Eleonora Franchetti’, C. ‘Bella di Firenze’, C. ‘Omar Pacha’, C. ‘Magnoliaeflora’ (nota anche come ‘Hagoromo’) e C. ‘Diamantina’. C. ‘Nina Durazzo’, una delle più antiche del camelieto del parco, con fiori doppi, di colore bianco perla con striature rosa, e petali disposti a spirale, è stata reidentificata e correttamente catalogata negli anni ’90, nell’ambito degli studi di catalogazione delle antiche camelie condotti durante il recupero del parco.
Eletto “Parco più bello d’Italia nel 2017”, il parco storico di Villa Durazzo Pallavicini ospita ogni anno iniziative dedicate alla fioritura delle camelie, con visite libere e guidate, spesso condotte dal direttore del parco, l’architetto Silvana Ghigino, che approfondisce anche i significati storici e simbolici del complesso. Il parco è raggiungibile in treno (la stazione di Genova Pegli è a pochi passi dall’ingresso), sia in barca, dal Porto Antico.





Camelie protagoniste a Sant’Andrea di Compito e Pieve di Compito
Tra le colline di Sant’Andrea di Compito e Pieve di Compito, nel cuore della Lucchesia, la camelia è parte dell’identità del territorio, al punto che è valsa a questi luoghi l’appellativo di “Borghi delle camelie”. Realizzato nel 2002, il Camellietum Compitese è il vero protagonista, con 1.000 esemplari, tra cui Camellia japonica, C. sasanqua, C. sinensis, C. rusticana, C. higo, C. reticulata, C. fraterna. e C. cuspidata. Il camelieto è stato riconosciuto anche a livello internazionale, ricevendo il titolo di “Garden of Excellence” nel 2016 dalla International Camellia Society.

Villa Carlotta sul Lago di Como
Il parco di Villa Carlotta si estende per circa otto ettari lungo il lago di Como. Il giardino, voluto alla fine del Seicento dal marchese milanese Giorgio II Clerici, è riconoscibile nell’asse principale con la fontana quadrilobata, le aiuole geometriche e il sistema di terrazze, scale e pergolati che accompagnano l’ingresso alla villa. Nel corso dell’Ottocento il parco è stato ampliato e trasformato dal marchese Giambattista Sommariva, con l’introduzione di percorsi, scorci panoramici, boschetti e radure. La trasformazione più scenografica è però avvenuta a metà Ottocento, con la proprietaria Marianna di Prussia e poi sua figlia Carlotta, con il marito Giorgio di Sassonia-Meiningen, con il giardino che ha assunto i caratteri di un “teatro a cielo aperto”.
Tra le collezioni più spettacolari, oltre a quella dei rododendri, c’è quella di camelie (Camellie japonica e C. sasanquea), con circa 120 cultivar. Dopo la prima guerra mondiale Villa Carlotta è diventata, nel 1927, proprietà dello Stato italiano, ed è oggi gestita da Ente Villa Carlotta, impegnato nella conversazione e valorizzazione del complesso museale e botanico. Vengono organizzate periodicamente visite guidate tematiche, con approfondimenti sulla storia della camelia in Europa e indicazioni pratiche sulla manutenzione.


Le camelie di Villa Anelli a Oggebbio
Giardino storico affacciato sul Lago Maggiore, a Oggebbio (Verbania), realizzato nel 1872 dal notaio Carlo Berzio come parco romantico con percorsi sinuosi, corsi d’acqua e vedute panoramiche. Dagli anni ’50 è diventato uno dei principali giardini italiani dedicati alle camelie grazie all’impulso di Antonio Sevesi, fondatore della Società Italiana della Camelia, oggi proseguito da Andrea Corneo, nipote e curatore del giardino. Ospita una collezione di oltre 500 piante appartenenti a più di 300 cultivar, tra cui numerose Camellia japonica, C. sasanqua e varietà ottocentesche di grande valore storico.
Il giardino è visitabile esclusivamente con visite guidate: apertura ordinaria l’ultimo fine settimana del mese da maggio a settembre (sabato ore 15, domenica ore 11), con ulteriori aperture durante le principali fioriture. Sono inoltre previste attività su prenotazione – visite tematiche, percorsi botanici e iniziative legate alle camelie..

Foto di Matteo Carassale
