Poche piante hanno accompagnato la storia del giardinaggio quanto le rose. Dietro le migliaia di varietà coltivate oggi si nasconde una storia evolutiva iniziata milioni di anni fa, fatta di incroci, mutazioni e selezioni che hanno trasformato le specie selvatiche in una straordinaria varietà di forme, colori e portamenti. Per secoli le nuove varietà sono nate soprattutto da incroci spontanei e mutazioni, fino al Settecento-Ottocento, quando l’ibridazione è diventata progressivamente intenzionale e, nella seconda metà dell’Ottocento, sempre più sistematica.
Oggi le nuove selezioni vengono valutate per diversi anni per verificarne stabilità, vigoria, rifiorenza, qualità del fiore, portamento e resistenza alle malattie. Dall’incrocio iniziale alla commercializzazione possono trascorrere anche dieci anni. Ma ci sono differenze tra rose arbustive e rampicanti? E tra Tea e ibridi di Tea? Ecco quali sono le principali caratteristiche e differenze.
Indice dei contenuti:
Le rose appartengono a un genere originario dell’emisfero boreale, diffuso naturalmente dal Nord America all’Europa, dal Nord Africa al Medio Oriente fino all’Asia. I fossili più antichi attribuiti al genere Rosa risalgono all’Eocene, oltre 40 milioni di anni fa. Questa lunga storia evolutiva ha prodotto una notevole diversità di specie e forme, dalla quale l’uomo ha attinto per selezionare e creare nuove rose.
Le specie selvatiche sono numerose, ma soltanto una piccola parte ha contribuito in modo determinante alla formazione di migliaia di rose da giardino esistenti oggi. Per secoli le nuove varietà sono nate soprattutto da incroci spontanei e mutazioni, fino al Settecento-Ottocento, quando l’ibridazione è diventata progressivamente intenzionale e, nella seconda metà dell’Ottocento, sempre più sistematica.
Oggi le nuove selezioni vengono valutate per diversi anni per verificarne stabilità, vigoria, rifiorenza, qualità del fiore, portamento e resistenza alle malattie. Dall’incrocio iniziale alla commercializzazione possono trascorrere anche dieci anni. Ma ci sono differenze tra rose arbustive e rampicanti? E tra Tea e ibridi di Tea? Ecco quali sono le principali caratteristiche e differenze.
Arbustive

Le rose arbustive moderne costituiscono un gruppo molto ampio e diversificato. Non sono definite da una particolare forma del fiore, ma soprattutto dal portamento della pianta. Di dimensioni variabili, possono avere fiori semplici o doppi, piccoli o grandi, profumati o inodori. Alcune rifioriscono a lungo, altre concentrano la fioritura in un periodo più breve.
In generale, formano cespugli più naturali e strutturati rispetto agli ibridi di Tea o alle Floribunda. I rami possono essere eretti, arcuati o espandi e la pianta viene apprezzata nel suo insieme, non soltanto per le singole corolle. Nel corso del XX e XXI secolo gli ibridatori hanno migliorato notevolmente le caratteristiche di questo gruppo, selezionando rose più sane, rifiorenti e adatte al giardino. Tra le cultivar e le linee più note figurano selezioni di Kordes, storica azienda vivaistica tedesca, e la serie americana Knock Out, sviluppata privilegiando resistenza alle malattie e facilità di coltivazione.
Rampicanti

Le rose rampicanti sono capaci di produrre lunghi rami che possono essere coltivati su muri, archi, pergole, recinzioni e altre strutture. Non sono vere piante rampicanti dal punto di vista botanico: non possiedono viticci e devono essere quindi guidate e legate ai sostegni.
Non costituiscono un gruppo geneticamente uniforme. Esistono rampicanti derivate da Tea, Noisette, Bourbon, ibridi di Tea, Floribunda e rose arbustive. Molte, inotre, sono nate anche come mutazioni spontaee di cultivar originariamente cespugliose. Il loro comportamento dipende molto dal clima: una rosa che in una regione fresca forma un grande arbusto può sviluppare rami molto più lunghi e assumere un portamento rampicante in condizioni più calde.
Anche fiori, profumo, vigoria e rifiorenza nelle rose rampicanti variano enormemente. Molte rose rampicanti moderne producono grandi fiori e ripetono la fioritura durante la stagione, mentre le rose sarmentose (ramblers) tendono generalmente ad avere rami ancora più lunghi e flessibili e, nelle varietà tradizionali, una sola grande fioritura annuale.
Tea

Le rose Tea sono un gruppo di rose antiche sviluppatosi in Europa nell’Ottocento a partire da rose di origine cinese, in particolare dalle cosiddette Tea-scented China, successivamente incrociate con altri gruppi, tra cui Bourbon e Noisette. Una delle prime cultivar tradizionalmente associate alla nascita del gruppo è ‘Adam’, introdotta negli anni Trenta dell’Ottocento.
Le Tea hanno un aspetto raffinato e leggero. I boccioli sono spesso allungati e il centro del fiore relativamente alto, caratteristica che anticipa in parte la forma degli Ibridi di Tea. Quando completamente aperte, però, molte mantengono la morbidezza delle rose antiche, con numerosi petali disposti in modo armonioso. Il nome deriva dal loro particolare profumo, storicamente associato all’odore delle foglie di tè cinese. A questa nota possono aggiungersi sfumature floreali, fruttate, speziate o agrumate.
Le Tea ebbero anche un ruolo importante nell’ampliamento della gamma cromatica delle rose ibride, introducendo tonalità crema, gialle, albicocca, pesca e rame. Cultivar come ‘Perle des Jardins’ e ‘Lady Hillingdon’ sono esempi classici di questa tavolozza. Sono rose particolarmente adatte ai climi miti. In condizioni calde possono diventare grandi arbusti o piccoli rampicanti e fiorire per periodi molto prolungati; nelle regioni fredde tendono invece a essere più delicate.
Ibridi di Tea
Gli Ibridi di Tea sono nati nella seconda metà dell’Ottocento dall’incrocio tra rose Tea e ibridi rifiorenti, con l’obiettivo di combinare l’eleganza e la rifiorenza delle Tea con il maggior vigore delle rose europee. La cultivar ‘La France’, introdotta nel 1867, è tradizionalmente considerata il primo Ibrido di Tea e segna convenzionalmente l’inizio delle rose moderne.
L’Ibrido di Tea classico presenta un portamento piuttosto eretto e produce grandi fiori su steli lunghi, spesso singolarmente. Il bocciolo è slanciato e, aprendosi, forma il caratteristico fiore con centro alto e appuntito, diventato nel Novecento l’immagine per eccellenza della rosa da reciso. Per molti decenni gli ibridatori hanno concentrato la selezione soprattutto sulla perfezione del bocciolo, sulle dimensioni del fiore e sui colori. In alcune cultivar ciò avvenne a discapito della robustezza della pianta e della resistenza alle malattie, caratteristiche alle quali l’ibridazione moderna attribuisce invece molta più importanza. L’Ibrido di Tea più celebre è probabilmente ‘Peace’, introdotto nel 1945, una delle rose più influenti del XX secolo.
La fioritura è ripetuta durante la stagione, generalmente in successive ondate. Rispetto alle Floribunda, l’effetto ornamentale resta concentrato soprattutto sulla bellezza del singolo fiore.
Floribunda

Le Floribunda sono nate con l’obiettivo di ottenere rose robuste e cespugliose, capaci di produrre molti fiori contemporaneamente. Inizialmente conosciute come ibridi di Polyantha, furono sviluppate all’inizio del Novecento soprattutto dalla famiglia Pulsen in Danimarca, incrociando rose Polyantha con ibridi di Tea. Tra le cultivar fondamentali figura ‘Red Riding Hood’, introdotta nel 1912.
La loro principale caratteristica è la fioritura a grappolo. Invece di produrre prevalentemente un grande fiore per stelo, come avviene negli ibridi di Tea, le Floribunda sviluppano infiorescenze con numerosi boccioli e più corolle aperte nello stesso momento. Il cespuglio tende quindi a essere compatto, ramificato e ricco di colore. Le prime varietà privilegiavano soprattutto abbondanza della fioritura e rusticità, ma nel tempo i fiori sono diventati più grandi e sofisticati, avvicinandosi alla forma degli ibridi di Tea. Una delle Floribunda più coniosciute è ‘Iceberg’, introdotta nel 1958 e apprezzata per la lunga e abbondante fioritura bianca.
Paesaggistiche
Le rose paesaggistiche sono selezionate soprattutto per la qualità complessiva della pianta in giardino: contano soprattutto abbondanza della fioritura, portamento equilibrato, salute del fogliame, robustezaz e facilità di gestione.
Possono avere fiori semplici, semidoppi o doppi e assumere forme molto diverse, da cespugli compatti a piante più larghe ed espanse. Alcune vengono utilizzate come coprisuolo, ma “paesaggistica e “tappezzante” non sono sinonimi: una rosa paesaggistica può anche formare un arbusto di dimensioni considerevoli.

Altri articoli che potrebbero interessarti
Un restauro d’autore: alla scoperta del roseto di Villa Cimbrone a Ravello

Il roseto storico della villa ha ritrovato nuova vita grazie a un intervento che unisce competenza botanica e rispetto della memoria del luogo. Scopri il roseto di Villa Cimbrone nel nostro articolo.
Rose rifiorenti: la nostra guida alla coltivazione

Scopri nella nostra guida come coltivare le rose rifiorenti e tutto quello che c’è da sapere per una fioritura abbondante.