Frugale e resistente al caldo e alla siccità, ecco come coltivare l’oleandro (Nerium oleander) con i consigli di Luca Agostini del vivaio Botanical Dry Garden.
L’oleandro (Nerium oleander) è un arbusto o piccolo albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Apocynaceae. Originario delle regioni mediterranee e dell’Asia occidentale, si distingue per la sua chioma arrotondata, le foglie lanceolate e i fiori profumati che possono essere di vari colori, come rosso, rosa, bianco e giallo. È molto resistente e si sviluppa velocemente, rendendolo una pianta molto apprezzata nei giardini e sui terrazzi. Vediamo insieme come coltivarlo con i consigli di Luca Agostini, che nel suo vivaio Botanical Dry Garden colleziona più di cento varietà di oleandri.

Clima
Gli oleandri vivono bene nello stesso clima in cui prosperano gli olivi: temono, dunque, le basse temperature e le gelate. Tuttavia in zone mediamente fredde, oltre che in vaso da ritirare in inverno, possono essere coltivati in piena terra, purché in posizione riparata, per esempio da un muro. Invece, non patiscono caldo e siccità.
Esposizione
Amano il pieno sole; volendoli coltivare nelle zone meno fredde del Settentrione è preferibile esporli a sud.
Terreno
Molto frugali, si adattano a qualsiasi tipo di suolo, anche povero, sabbioso, calcareo e con un pH subacido.
Messa a dimora
Si procede a settembre. Se in giardino si dispone di un impianto di irrigazione a goccia, basta scavare una buca sovradimensionata rispetto al pane di terra, adagiarvi quest’ultimo e riempire con terra da giardino e sabbia in parti uguali. È importante assicurarsi che il gocciolatore non sia troppo vicino al colletto della pianta.
In un dry garden, invece, vale a dire un giardino in cui si interviene raramente con le bagnature, al momento dell’impianto si lavorerà bene il terreno, aggiungendo, se necessario, sabbia e sassi per migliorarne il drenaggio. Una volta messo a dimora, intorno all’oleandro si scaverà una piccola conca che si riempirà di acqua in un’unica soluzione, all’impianto e poi occasionalmente, in modo da stimolare la capacità di sopravvivere alla siccità da parte della pianta, autosufficiente dopo un paio di anni.
Coltivazione in vaso
In vaso il substrato ideale è un mix di 50 per cento di torba, 30 di terra da giardino e 20 di pomice. È bene prevedere alla base uno strato drenante di qualche centimetro con pomice, argilla espansa, ghiaietta o cocci, separato dal substrato con un telo di iuta o tessuto-non tessuto.

Irrigazioni
Se sono stati messi a dimora correttamente, una volta ben attecchiti gli oleandri non hanno più bisogno di essere irrigati. Volendo, si possono tutt’al più bagnare abbondantemente una o due volte all’anno, nei periodi più caldi, prestando attenzione a non bagnare la chioma. Se in vaso, invece, vanno irrigati con regolarità, aspettando che il terriccio asciughi bene tra un intervento e il successivo.
Concimazioni
In giardino non sono necessarie. Con nutrimenti eccessivi, infatti, le piante potrebbero allargare troppo la chioma a scapito dell’apparato radicale e andare più facilmente in crisi se acqua e concime vengono ridotti. In vaso, invece, si somministra un concime a lenta cessione in primavera, sufficiente per tutta la bella stagione.
Potatura
Per mantenere la chioma degli oleandri piena e folta è bene potarli ogni anno a febbraio-marzo. Si può intervenire su tutti i rami in modo drastico, oppure con moderazione, partendo dal basso, eliminando prima i rami laterali malmessi e risalendo in modo da conferire all’arbusto una forma piramidale. Si taglia sempre nell’internodo, 1-2 cm (non di più!) appena sopra le tre foglie, tenendo presente che la pianta ricaccia dal taglio. È importante, dunque, prevedere rami esterni più bassi, in modo che, rigermogliando, riempiano bene anche la parte inferiore dell’arbusto.
Moltiplicazione
Gli oleandri si moltiplicano per talea semilegnosa (i risultati migliori si ottengono partendo da piante giovani) a luglio e agosto. Si preleva una talea lunga 10 cm circa con almeno due internodi, uno da interrare e uno da tenere fuori, e si tagliano a metà le foglie. Quindi la si pone in un vasetto con un substrato formato da torba e pomice in parti uguali, da tenere il più possibile umido. Le radici compariranno dopo circa un mese. Dopo due si potrà rinvasare.
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