Settembre è un mese di passaggio, ma tutt’altro che tranquillo per chi coltiva. Le giornate possono essere ancora molto calde, mentre le piante iniziano lentamente a prepararsi all’autunno. È il momento di raccogliere, seminare, moltiplicare, ripulire e programmare i nuovi impianti, senza dimenticare le ultime irrigazioni e alcune importanti potature.
Con la fine dell’estate il ritmo del giardino cambia. Le temperature possono restare elevate, soprattutto nelle prime settimane del mese, ma la luce diminuisce, le notti si fanno più fresche e molte piante iniziano ad avvicinarsi al riposo vegetativo. Settembre diventa così un mese particolarmente intenso: si raccolgono frutti e ortaggi maturi, si conservano i semi per la stagione successiva, si preparano talee e nuovi impianti e si comincia a mettere ordine dopo l’estate.
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I lavori di settembre in casa
Per molte piante d’appartamento settembre segna l’inizio di una fase di rallentamento. Con l’avvicinarsi dell’autunno è quindi opportuno ridurre progressivamente le innaffiature, assecondando l’ingresso nel riposo vegetativo. Un esempio sono i Gymnocalycium, cactus originari del Sudamerica. Durante settembre possono ancora essere bagnati, ma sempre lasciando asciugare completamente il substrato tra un’irrigazione e la successiva. Da ottobre a marzo, invece, le annaffiature vanno sospese. È importante evitare di bagnare direttamente il corpo della pianta e assicurare un drenaggio molto efficiente, perché gli eccessi d’acqua possono favorire marciumi radicali e del colletto.

L’ultima concimazione prima del riposo
A fine stagione si può effettuare un’ultima concimazione autunnale, così da accompagnare i cactus verso il riposo invernale. Nello stesso periodo conviene controllare attentamente la presenza di cocciniglia, più frequente negli ambienti caldi e asciutti. La regola generale, in casa, è quindi quella di osservare le piante e non continuare automaticamente con le cure estive: meno luce e temperature in diminuzione significano anche consumi idrici progressivamente inferiori.
I lavori di settembre in giardino
Settembre viene spesso percepito come l’inizio dell’autunno, ma negli ultimi anni può essere ancora un mese decisamente caldo. Per questo irrigazioni e scerbature rimangono prioritarie, soprattutto per i nuovi impianti e per arbusti come camelie e rododendri, che proprio in questo periodo stanno preparando le gemme della futura fioritura.
Si continua anche a eliminare i fiori appassiti delle dalie per stimolare nuove fioriture, mentre nei crisantemi la sbocciolatura permette di ottenere fiori più grandi. Le piante destinate a fiorire tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera possono invece essere rinvasate incorporando nel substrato un concime a lenta cessione.
È il momento di seminare
Se le temperature cominciano a scendere, settembre è un buon periodo per seminare il prato e iniziare la messa a dimora dei bulbi a fioritura primaverile, in particolare i narcisi. Si possono inoltre seminare annuali e perenni come papaveri, Orlaya grandiflora, calendule, scabiose e piselli odorosi.
Tra i fiori da riscoprire ci sono i fiordalisi (Centaurea cyanus). La semina si effettua tra la fine di agosto e la prima metà di settembre, direttamente a dimora oppure in semenzaio. In quest’ultimo caso i semi vanno distribuiti su un substrato molto drenante, coperti con un velo di terra e mantenuti costantemente umidi in ombra luminosa.
Le piantine ottenute dalla semina possono poi essere messe a dimora in autunno: anticipare l’impianto rispetto alla primavera permette di ottenere esemplari più forti e meno bisognosi di sostegni durante la fioritura.

Potare le siepi sempreverdi dopo il caldo
La fine dell’estate è anche il momento di restituire ordine alle siepi sempreverdi che durante la stagione vegetativa hanno perso la loro geometria.
Per quelle ornamentali, mantenute in forme precise e regolari, settembre e ottobre sono mesi adatti alla seconda potatura dell’anno. È invece sconsigliabile intervenire durante il caldo torrido, quando la siccità sottopone già le piante a forte stress e può rallentare la cicatrizzazione dei tagli.
Meglio evitare due errori opposti: lasciare la siepe senza interventi per anni e poi effettuare tagli drastici, oppure tagliare pochissimo ma troppo frequentemente. Nel primo caso alcune specie, soprattutto le conifere, possono non ricacciare dal legno vecchio; nel secondo le continue potature rischiano di indebolire le piante.
Dopo l’uso anche gli attrezzi richiedono attenzione: le lame dei tagliasiepi vanno accuratamente pulite e gli ingranaggi lubrificati, in particolare quando si è lavorato vicino al terreno.
Settembre è anche il mese delle talee
Fino alla fine del mese si possono prelevare talee semilegnose da numerosi arbusti: ortensie, viburni, hamamelis, rose e pelargoni, ma anche aromatiche come lavanda, rosmarino e salvia. Contemporaneamente si raccolgono i semi delle annuali man mano che maturano, per conservarli e utilizzarli nelle stagioni successive.
Dopo la fioritura è anche possibile dividere i rizomi degli agapanti. Ogni porzione deve conservare alcune radici e almeno qualche foglia; una volta sistemate in vaso, le nuove divisioni vanno mantenute in ombra luminosa e irrigate con moderazione, evitando di concimare fino alla primavera successiva.
I lavori di settembre sul terrazzo
Sul terrazzo settembre è innanzitutto il momento delle pulizie. Eliminate le parti secche lasciate dall’estate, irrigate bene le piante e somministrate un concime ricco di potassio.
Nelle zone di montagna si possono già piantare crochi, muscari, narcisi, scille e tulipani. Dove le temperature sono ancora elevate, invece, è meglio acquistare o ordinare i bulbi e aspettare che il caldo si attenui prima di metterli a dimora.
Le erbacee perenni ormai appassite possono essere tagliate rasoterra e concimate con stallatico pellettato; aubrezie, alissi, campanule e altre perenni a fioritura precoce possono essere divise quando necessario. Per i rampicanti è invece il momento di accorciare i tralci troppo lunghi e verificare che siano ben fissati ai sostegni.
Moltiplicare i viburni
Tra i lavori più interessanti del mese c’è la moltiplicazione dei viburni sempreverdi, che radicano facilmente da talea semilegnosa in settembre e ottobre. Le talee vanno prelevate preferibilmente al mattino presto, dopo aver irrigato bene la pianta madre la sera precedente. Si scelgono rametti giovani, apicali o laterali, lunghi circa 15-20 centimetri; si eliminano le foglie inferiori e si dimezzano quelle rimaste.
Si inseriscono quindi in un substrato molto leggero, per esempio a base di torba e perlite, si bagnano e si coprono con un sacchetto trasparente. Il vaso va conservato in un luogo ombroso e riparato, irrigando ogni tre-quattro giorni. Una volta avvenuta la radicazione si elimina la copertura e la primavera successiva le giovani piante potranno essere trapiantate. Per dare colore a balconi e terrazzi nei mesi successivi si possono inoltre preparare vasi con crisantemi, ciclamini, eriche e callune, protagonisti dell’autunno e dell’inverno.

I lavori di settembre nell’orto
L’orto di settembre continua a essere generoso, ma richiede rapidità: accanto agli ultimi raccolti estivi bisogna già organizzare le colture autunnali e invernali. All’aperto si possono ancora seminare cicoria e lattuga da taglio, lattughe per i raccolti autunno-invernali, rape, ravanelli, rucola, spinaci e valerianella. Entro metà mese va ultimata anche la semina in semenzaio della cipolla bianca, mentre nelle zone a clima mite la finestra utile può prolungarsi ulteriormente.

Tra i trapianti troviamo cicoria catalogna, Pan di zucchero, fragole e porri; il radicchio a foglie colorate va messo a dimora preferibilmente nella prima metà del mese, mentre i finocchi devono essere trapiantati nei primi giorni di settembre. È anche il momento di rincalzare cavoli, finocchi, indivia, porri e sedani, sia per sostenere le piante sia, quando necessario, per favorire l’imbianchimento.
Raccogliere le patate
Settembre coincide anche con la raccolta delle patate per molte coltivazioni. Dopo aver smosso la terra con il forcone bisogna controllare con attenzione di non lasciare tuberi nel terreno: potrebbero diventare un rifugio invernale per insetti e patogeni e attirare anche i roditori. Il terreno va poi liberato dai residui vegetali, mentre le patate danneggiate o malate devono essere eliminate. Quelle sane si conservano in un luogo fresco e asciutto. Se una parte del raccolto è destinata a diventare patata da semina, i tuberi selezionati devono essere conservati al buio e all’asciutto, idealmente a 5-7 °C, fino al momento della nuova piantagione.
Zucche, carciofi e pomodori
Le zucche mature vanno raccolte, fatte asciugare e trasferite in magazzino. Quelle ancora appoggiate al terreno possono essere isolate dall’umidità con un asse o un pallet, così da limitare il rischio di marciumi. Nella carciofaia si esegue la scarducciatura, lasciando due o tre germogli per pianta e selezionando i carducci migliori per eventuali nuovi impianti. Ai pomodori, invece, si continuano a legare i fusti e si può eliminare qualche foglia per esporre meglio i frutti al sole e accelerarne la maturazione.

I lavori di settembre nel frutteto
Il frutteto entra in uno dei momenti più piacevoli dell’anno. Uva e fichi sono fra i grandi protagonisti di settembre, insieme alle prugne da essiccare e alle mele da conservare. I grappoli più appetibili per gli uccelli possono essere protetti con sacchetti di carta. Alcune uve, se ben conservate e appese in cantina, possono arrivare fino alle feste natalizie. Le prugne destinate all’essiccazione vanno esposte al sole su graticci e ritirate la sera, evitando che le prime rugiade le danneggino.

Per i fichi settembre è piena stagione: varietà come il ‘Brogiotto Nero’ sono adatte anche alla preparazione delle confetture, mentre il ‘Dottato’ raggiunge il meglio quando inizia leggermente ad appassire sulla pianta. Le mele sono pronte quando si staccano facilmente dal ramo con una leggera torsione; dopo la raccolta possono essere riposte in cassette di legno, mantenendo separate le diverse varietà.
I lavori di settembre nel bosco
Anche il bosco richiede programmazione. Settembre è un buon momento per individuare dove saranno necessari nuovi impianti, per colmare eventuali fallanze o aumentare la biodiversità introducendo specie sporadiche, spinose o da frutto. I punti scelti possono essere segnati con picchetti in attesa della piantagione. Per la scelta del materiale vegetale sono particolarmente importanti i vivai forestali, che producono giovani piante autoctone ottenute da seme raccolto nel territorio di riferimento. L’impiego di provenienze locali consente di conservare il patrimonio genetico delle popolazioni naturali e riduce il rischio di introdurre materiale estraneo all’area.
Nel bosco bisogna inoltre controllare gli alberi con grandi cavità per valutarne stabilità e stato di salute, verificare le ceppaie eliminando i polloni più deboli e non abbassare la guardia sul rischio incendi: erba secca e ramaglie non devono essere accumulate sul fronte della vegetazione.
Il mese dei semi e della preparazione all’autunno
Il filo conduttore del mese è soprattutto uno: conservare ciò che l’estate ci ha dato e preparare ciò che verrà dopo. Le annuali stanno completando il proprio ciclo e i semi maturi possono essere raccolti e messi da parte per la stagione successiva. Anche zinnie e fiordalisi possono essere lasciati asciugare completamente prima della raccolta dei semi.
Le prime foglie cadute possono invece diventare una pacciamatura naturale attorno agli arbusti, proteggendo il terreno e restituendogli sostanza organica; secondo le indicazioni riportate nel calendario di Gardenia, questa pratica va evitata alla base delle rose.
Settembre, insomma, non è ancora autunno pieno e non è più estate: è proprio questa doppia natura a renderlo uno dei mesi più importanti per chi coltiva. Mentre si raccolgono gli ultimi frutti della bella stagione, si pongono già le basi per il giardino, il terrazzo e l’orto dei mesi futuri.
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