Ne esistono tanti tipi diversi ed è importante saperle distinguere per poi scegliere le specie e le varietà adeguate a ogni situazione.
Che in botanica e nel giardinaggio non vi sia certezza alcune, è risaputo. Pensiamo, per esempio, all’esposizione: sappiamo che le rose richiedono in genere sei ore di sole diretto al giorno, ma in climi caldi è preferibile piantarle a mezz’ombra o in ombra luminosa, altrimenti esauriscono in fretta la fioritura. Ci sono piante decisamente eliofile, che cioè richiedono il pieno sole (per esempio le mediterranee a foglia grigia), piante sciafile che amano l’ombra e quelle, la maggior parte, più o meno indifferenti, in base anche all’altitiduine e al tipo di terreno.
La scelta è quindi ampia se abbiamo a che fare con un giardino, ma anche con un terrazzo più o meno ombroso. A questo proposito Paolo Pejrone, nel suo libro I dubbi del giardiniere (Einaudi editore), dire: “Sono le woodplants, come vengono chiamate in Inghilterra, dove da sempre si coltivano nei giardini e ricevono premi e riconoscimenti“. Purtroppo, lamenta, il nostro paese ne ha fatto vere e proprie cenerentole, quasi sconosciute al grande pubblico. Anche se spesso poco fiorifere, ma dotate di foglie vistoste, le “piante dei boschi” o “da sottobosco” “insieme ai microscopici mondo dei quali sanno essere benefiche portatrici rappresentano davvero il futuro”, scrive Pejore, che continua: “Le variazioni sul tema potrebbero essere molte. Basti pensare allo sconfinato mondo delle felci, piante talmente antiche da essere presenti in ciascun continente, là dove ci siano terre umide, ombrose e ben drenate”.
Ombra: esaminarla e capirla
Ma attenzione: c’è ombra e ombra, con caratteristiche, limiti e possibilità differenti, per cui, prima di pensare alle piante più adatte, bisogna esaminarla e capirla. Intanto, chi o cosa la produce? Un palazzo, alberi sempreverdi o alberi a foglia caduca? Nei primi due casi, l’ombra sarà profonda e omogenea, seppure in parte infuenzabile dal pavimento del sole: condizione favorevole solo a poche specie, tra cui Ophiopogon japonicus, Begonia evansiana e le felci. L’ombra prodotta da caducifoglie arboree sarà invece stagionale e poi più o meno a chiazza (dappled, dicono gli inglesi), situazione gradita a moltissime piante che si conserva nel tempo provvedendo, quando necessario, al diradamento di qualche ramo, per lasciare passare più luce diretta. Ma attenzione: l’ombra a macchie non è tollerata dalle sciafile vere e proprie, come mughetti, begonie e anemoni boschivi, che durante l’estate rischiano bruciature fogliari e colpi di caldo.

L’importanza dell’esposizione
Anche l’esposizione gioca un ruolo importante. il lato della casa rivolto a nord offre un’ombra luminosa, con poche ore di sole, gradita a molte piante, comprese alcune che crescono bene anche in sole pieno (un esempio tra tutti: Trachelospermum jasminoides), ma la presenza di un albero di alto fusto, seppure con una chioma non troppo fitta, può prolungarla e intensificarla: di nuovo, si può intervenire con un’adeguata potatura di sfoltimento e tinteggiando di bianco muri e recinzioni, affinché riflettano la luce. Le esposizioni a est e a ovest procurano invece la cossidetta “mezz’ombra”, che significa un minimo di sei ore al giorno di sole, ma fra le due esposizioni c’è una bella differenza: a est il sole è mattutino, fresco e gradito a molte specie, anche perché nel pomeriggio sono in ombra, al riparo da scottature e caldo eccessivo; a ovest le piante si trovano invece ad affrontare una lunga insolazione pomeridiana, i cui effetti sono peggiorati, per alcune specie, proprio dalla frescua del mattino. Fra le poche piante adatte ci sono le mediterranee e le succulente.

Attenzione all’umidità del terreno
Ma c’è un’altra variabile ancora, molto importante: l’umidità del terreno. Il suolo può essere da più o meno fresco ad asciutto, fino a decisamente arido: “Le specie amanti dell’ombra e della mezz’ombra sono numerose, un po’ meno quelle che accettano un substrato secco e meno ancora quelle che invece lo esigono”, dice Camilla Zanarotti, paesaggista vicentina che ha una lunga esperienza al riguardo visto che il terreno del suo giardino è roccioso, calcareo e asciutto: “Da me non piove mai, in esatte sono costretta a innaffiare molto spesso le zone al sole, mentre quelle ombreggiate dalle chiome degli alberi che ho scelto riesco a bagnarle solo due volte alla settimana e solo per i primi due-tre anni dall’impianto. Una volta cresciute e affrancate si arrangiano da sole”.
Al sole come in ombra
Tra gli arbusti che possono essere coltivati al sole come in ombra, purché in ombra asciutta, Zanarotti suggerisce gli allori, il bosso, il laurotino (Viburnum tinus), le filliree, il corbezzolo e altre mediterraneo, i cotini (Cotinus coggygria), Choisya ternata, Elaeagnus x ebbingei, le lantane, Lonicera nitida e L. pileata; tra le erbacee, le graminacee Stipa calamagrostis, S. tenuissima e Hosta plantaginea: “Quest’ultima si è rivelata una sorpresa, tenendo conto che tutte le altre hoste chiedono la mezz’ombra-ombra umida. Accettano l’ombra asciutta, ma solo durante l’estate, per esempio ai piedi di piccoli alberi a foglia caduca, anche i tulipani, se li si vuole naturalizzare, perché non devono ricevere acqua quando sono in riposo, altrimenti marciscono. I muscari, invece, tollerano una certa frescura. Gli uni e gli altri, quando sono in fiore richiedono invece una buona illuminazione”.

Più numerose le “indifferenti”: “Accettano, all’ombra, l’umidità come l’aridità”, continua Zanarotti, “le mahonie, Ruscus aculeatus e R. racemosus, le aucube, Daphne laureola e D. odora, anche se crescono più lentamente. Vengono abbastanza bene anche gli aceri nati da seme e ambientati presto. Fra le perenni, ho sperimentato con successo Helleborus foetidus e H. orientalis, con le loro varietà, le Heuchera, Brunnera macrophylla, Campanula persicifolia e C. trachelium, Gallum odoratum, alcuni Gerniuam, Iris japonica, soprattutto le varietà a foglia variegata, Liriope muscari, le pervinche e Viola odorata“.

Le piante giuste per ogni situazione
- Acanto
- Ajuga reptans
- Aralia
- Asarum europeaus
- Astilbe
- Begonia cordifolia
- Camelie
- Campanule
- Cyclamen haderifolium
- Felci
- Hakonechloa macra
- Helleborus niger
- Hepatica nobilis
- Hoste
- Hydrangea macrophylla
- Lamium galeobdolon
- Mughetti
- Muscari
- Ophiopogon
- Pachysandra terminalis
- Pieris japonica
- Polygonatum
- Rododendri e azalee
- Sarcoccoche
- Tiarella cordifolia
- Tricyrtis hirta
- Viburnum opulus
- Alloro
- Bosso
- Choisya ternata
- Corbezzolo
- Cotonus coggygria Elaeagnus x ebbingei
- Filiree
- Lantana camara
- Leccio
- Myscanthus sinensis
- Rhus typhina
- Stipa calamagrostis
- Stipa tenuissima
- Viburnum tinus
- Tulipani da lasciar inselvatichire (in estate)
- Aegopodium podagraria
- Aquilegie
- Brunnera macrophylla
- Campanula persicifolia
- Campanula trachelium
- Daphne laureola
- Daphne odora
- Digitalis purpurea
- Edere
- Epimedium
- Euphorbia amygdaloides
- Fargesia
- Galium odoratum
- Geranium
- Glechoma hederacea
- Helleborus foetidus
- Helleborus orientalis
- Heuchere
- Hosta plantaginea
- Kerria japonica
- Iris foetidissima
- Iris japonica
- Liriope muscari
- Lonica nitida
- Lonicera pileata
- Lunaria annua
- Luzula sylvatica
- Mahonie
- Pervinche
- Ruscus
- Viola odorata
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