Arbusto rampicante sempreverde, l’edera si aggrappa alle superfici tramite radici aeree. Tra le specie più note: Hedera azorica (edera delle Azzorre), H. colchica (edera persiana), H. maroccana (edera marocchina), H. helix (edera comune) e H. rhombea (edera giapponese). Scopriarmo come curare l’edera con i consigli del vivaista, giardiniere e paesaggista Ruggero Bosco del vivaio-giardino Botanica Santa Marizza.
Tra i rampicanti sempreverdi più diffusi in Europa, l’edera (H. helix) appartiene alla famiglia delle Araliaceae. È una specie longeva e rustica, capace di aderire a muri, rocce e tronchi grazie a radici avventizie che non sottraggono nutrimento al supporto. Apprezzata per la crescita vigorosa e per il fogliame decorativo persistente, tollera ombra, inquinamento e potature drastiche. Attenzione però, tutte le sue parti sono tossiche se ingerite.
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Ferruccio Carassale
Come curare l’edera: guida pratica completa
L’edera è una pianta generosa: cresce quasi ovunque e vi chiede poco. Ma se le garantite le condizioni giuste, diventa folta, sana e davvero decorativa.
Esposizione
Ama l’ombra e la mezz’ombra, perché in natura vive nel sottobosco. È perfetta lungo muri esposti a nord, sotto alberi o negli angoli meno soleggiati del giardino.
Le varietà variegate gradiscono qualche ora di sole: la luce diretta (evitando le ore più calde) rende i colori più intensi. In pieno sole si adatta, ma in estate può apparire un po’ affaticata.
Temperatura
È una pianta rustica: sopporta senza problemi il freddo intenso, fino a -25 °C, e tollera bene anche il caldo estivo.
Le gelate tardive possono danneggiare la parte aerea, ma difficilmente la compromettono del tutto: se necessario, ricaccia dalla base con nuovi getti.
Terreno
Si adatta a quasi tutti i terreni, purché siano ben drenati e mantengano una certa freschezza.
Per ottenere risultati migliori, scegliete un terreno ricco e fertile. Al momento dell’impianto, lasciate spazio libero intorno alle radici: per attecchire bene non deve competere subito con altre piante.
In vaso utilizzate un terriccio universale, alleggerito con un quarto di pietra pomice per migliorare il drenaggio e arricchito con un quarto di stallatico per garantire nutrimento.
Come innaffiarla e concimarla
Innaffiature
In piena terra, dopo il primo anno dall’impianto, intervenite solo in caso di siccità prolungata. L’edera, una volta ben radicata, si arrangia senza difficoltà.
In vaso, invece, è bene controllare con più attenzione: bagnate quando il terriccio è quasi asciutto, senza eccedere. Evitate ristagni e svuotate sempre il sottovaso: l’umidità in eccesso favorisce lo sviluppo di patogeni fungini.
Concimazioni
In giardino, la concimazione è utile ma non indispensabile: durante la bella stagione potete distribuire un concime a lenta cessione per sostenere la crescita.
In vaso, dalla primavera all’autunno, ogni 15 giorni aggiungete all’acqua di irrigazione un concime liquido per piante verdi.
Nelle zone a clima molto freddo, in autunno è consigliabile distribuire ai piedi della pianta uno strato di stallatico, incorporandolo leggermente al terreno con una zappettatura superficiale: aiuta a nutrire e a proteggere le radici durante l’inverno.

Come curare l’edera: consigli per moltiplicarla e potarla
Moltiplicazione
Per talea
Dalla tarda primavera a fine estate potete procedere con talee semilegnose; in autunno, invece, con talee legnose.
Prelevate rametti lunghi circa 10 cm, con almeno cinque nodi. Eliminate quasi tutte le foglie, lasciandone solo due all’apice, e interrate la porzione inferiore per la lunghezza di due nodi in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali.
In un vaso di 18 cm di diametro potete inserire cinque-sette talee. Mantenete il substrato leggermente umido e sistemate il vaso all’ombra. L’anno successivo le giovani piante potranno essere trapiantate in piena terra o in contenitori più grandi.
Per propaggine
Altrettanto semplice è la moltiplicazione per propaggine, da eseguire in aprile o maggio, sia per piante coltivate in vaso sia in giardino.
Disponete, vicino alla pianta madre, vasetti di 10 cm riempiti con terriccio universale e sabbia in parti uguali. Interrate un fusticino per circa mezzo centimetro, in corrispondenza di un nodo, lasciando le foglie all’esterno. Fissatelo con un pezzetto di filo di ferro piegato a U.
All’inizio dell’autunno, quando i fusti avranno radicato, separateli dalla pianta madre. Per il trapianto definitivo attendete la primavera successiva.
Potatura
Le edere si possono tagliare in qualunque momento dell’anno, prediligendo la bella stagione, e anche più volte in un solo anno. Sono perciò piante particolarmente adatte alla realizzazione di forme topiarieo siepi ordinate. D’altra parte si svilupperanno bene anche se si decide di non potarle mai, lasciandole crescere liberamente.
Come curare l’edera: attenzione alle malattie
Le specie botaniche sono molto robuste e non si ammalano mai; cultivar e ibridi possono contrarre malattie fungine dove le condizioni di coltivazione non siano ottimali, soprattutto in caso di ristagni idrici.