Il genere del gelsomino (Jasminus spp.) appartiene alla famiglia Oleaceae e comprende circa 200 specie arbustive e rampicanti. Conosciuto soprattutto per i suoi fiori, profumatissimi, scopriamo insieme come coltivare il gelsomino con i consigli di Filippo Figuera del Vivaio Malvarosa.
Indice dei contenuti:

Come coltivare il gelsomino: i consigli dell’esperto
Clima
I gelsomini sopportano bene il caldo e diverse specie, come Jasminum officinale e in genere quelle a fiore giallo, esibiscono anche una spiccata rusticità, grazie alla quale possono resistere fino a -17/-20 °C.
Esposizione
Tutti amano il pieno sole, a eccezione di J. multipartitum e J. nitidum che, invece, preferiscono una posizione semiombreggiata.
Terreno
Deve essere ricco di sostanza organica, soffice e ben drenante: considerato che in natura i gelsomini vivono spesso in ambienti aridi e rocciosi, è fondamentale evitare i ristagni. Terreni compatti e argillosi andranno, quindi, addizionati di sabbia o argilla espansa prima dell’impianto, da effettuare preferibilmente in autunno.

Gelsomino: come irrigarlo, concimarlo e potarlo correttamente
Irrigazione
È importante non eccedere, non essendo queste piante particolarmente esigenti. Nell’estate successiva all’impianto si possono irrigare con una certa frequenza, mentre in seguito le bagnature possono diradarsi. In vaso, invece, è necessaria qualche attenzione in più. In ogni caso, bisogna attendere che il terreno o il terriccio
si asciughino bene tra un’irrigazione e la successiva.
Concimazione
Bastano un paio di interventi l’anno: con un prodotto per piante fiorite a prevalente contenuto di fosforo e potassio nel periodo autunnale (quando si prepara la fioritura per l’anno successivo) e con un concime azotato in primavera o in estate. Le concimazioni si rivelano tanto più importanti per le piante in vaso, che contano solo sulle risorse nutritive presenti nel terriccio.

Potatura
Può rendersi necessario uno sfoltimento della chioma e una pulizia dei rami secchi, deboli o deformati. Se la parte aerea è troppo folta, infatti, potrebbero crearsi ristagni di aria umida che favoriscono l’insorgere di malattie fungine. L’operazione di sfoltimento può essere eseguita in qualunque momento dell’anno, mentre per le potature vere e proprie che danno forma alla pianta è consigliabile intervenire subito dopo la fioritura.
Semina
Sebbene i gelsomini si moltiplichino facilmente per talea o propaggine, può essere interessante sperimentare anche la semina, tanto più che alcune specie, come J. fluminense e J. fruticans, sono estremamente generose di bacche. Una volta raccolte, ben mature, scure e molli, si provvederà a ripulire per bene dalla polpa i due semi in esse contenuti, lasciandoli uno o due giorni immersi in acqua. Si collocheranno, quindi, in un vaso riempito di terriccio mescolato ad abbondante sabbia e mantenuto ben umido, avendo cura di interrarli meno di 1 centimetro e di ricoprirli appena. Dopo l’emergere dei cotiledoni, entro qualche settimana, si attenderà ancora, in modo da dar tempo alla radichetta di svilupparsi. Si trapianterà infine in un vaso con terriccio ben drenante.