La bevanda più diffusa al mondo si ricava da Camellia sinensis var. sinensis, arbusto di grande eleganza. Da accompagnare con una fucsia dai fiori madreperla e un rododendro sempreverde.
Avvicinandosi all’universo orientale del tè ci si perde tra minuziose varie distinzioni: tè verde, nero, bianco, giallo, oolong… Nomi convenzioni riferiti soltanto in certa misura alle sfumature di colore dell’infusione ottenuto o delle foglie essicate. A questi se ne aggiungono innumerevoli altri, a volte poetici, utili a distinguere provenienze, metodi di raccolta, lavorazioni e, soprattutto percezioni gustative. Se pensate alla miriade di nomi differenti che in Occidente definiscono i vini, capirete meglio come sia possibile qualcosa di simile rispetto al tè, ricavato in maggioranza da foglie di una camelia di origine cinese, Camellia sinensis var. sinensis.
Questa camelia del tè si presenta come un grande arbusto dotato di notevole bellezza, meno appariscente di Camellia japonica, la più frequente nei giardini. Poiché camelie diverse hanno esigenze simili, non vi speventerà dedicarvi a Camellia sinensis var. sinensis se ne avete già coltivate altre e vi sosterrà sapere che non sarete gli unici pionieri. Da qualche anno in Val d’Ossola prospera infatti una vasta piantagione il cui raccolto è già reperibile in discreta quantità in Italia. È sorprendente la possibilità di trovare, anche da noi, condizioni climatiche e di terreno per un ottimo risultato non solo in Val d’Ossola ma pure in luoghi molto lontani tra loro come in Lucchesia, sull’Etna – oltre i 700 metri d’altitudine – o alle pendici del Vesuvio, o ancora sui Colli Albani.

Foglie di tè: raccolta, essiccazione e maturazione
Come insegna la Compagnia del Lago, vivaio di Verbania che produce uno dei primi tè italiani, raccogliete solo le prime due foglie con le gemme apicali da ogni ramo di nuove vegetazione da maggio a settembre e lasciate asciugare il raccolto per circa una settimana al fresco, all’ombra, in un ambiente ventilato e secco. Le foglie ossideranno poco per volta naturalmente. Arriva ora un momento delicato. scaldate il forno a 150 °C e poi spegnetelo, inseritevi le foglie e lasciatele dentro per dieci minuti. Poi tiratele fuori, fatele raffreddare e conservatele in un sacchetto di carta per circa due mesi, durante i quali l’aroma subirà una sorta di maturazione.

Il sapore è delicato – si dice ricordi quello di un tè bianco – e va degustato al meglio dopo un’infusione in acqua calda a 80 °C per due-tre minuti. Tutto è nuovo, il processo un pochino laboroioso, l’emozione tanta, ma è un’esperienza allettante qualunque sia il numero delle volte in cui godrete della vostra bevanda in beata solitudine o in compagnia di qualche persona ben scelta.
Potete preprare un tè anche in tempi più brevi, raccogliendo una manciata di foglie apicali, sfregandole e spiegazzandole tra le mani. Dopo averle lasciate un paio d’ore ad asciugare all’ombra, saranno pronte per la consueta infusione in acqua calda, che questa volta dovrà durare cinque minuti: gusterete un tè fresco unico al mondo, il vostro, che risolleva e conforta senza inebriare. La camelia del tè si sviluppa in un esemplare sempreverde, elegante, pieno e vaporoso allo stesso tempo, con fiori bianchi, semplici, dal lieve profumo, che si aprono durante qualche mese da ottobre a dicembre, e foglie non grandi, ben modellate, meno coriacee rispetto a quelle di Camellia japonica.
Tre piante compagne di Camellia sinensis
Coltivatela in un vaso via via più grande – alla fine inamovibile – perché diventare alta due-tre metri e larga quasi altrettanto in zone climatiche che si avvicinino a quelle del Lago Maggiore. Preferite un contenitore a conca: garantisce maggiore stabilità alla pianta e accoglie meglio la zolla, che nelle camelie tende a essere più ampia che profonda.
Poche piante di sviluppo ridotto nello stesso vaso aumentano la durata di interessanti fioriture in questa sorta di piccolo giardino. In tarda estate e autubbo è un tripudio di fogliame scuro illuminato da una miriade di fiori. bianchi semplici con evidentissimi stami giallo oro della camelia e rosa peau d’ange-madreperlaceo degli slanciati e pendenti fiori di una fucsia (Fuchsia ‘Whiteknights Pearl’).


In primavera, quando la camelia inizia ad aprire le prime gemme, fioriscono una manciatina di violette, con il blu-violetto delle corolle di un rododendro (Rhododendron impeditum), portate in mezzo a una nuvola di piccolissime voglie verde-argento.
Come coltivare Camellia sinensis var. sinensis
Clima ed esposizione
Temperato e con pioggi frequenti in più stagioni. Posizionare il vaso al riparo dai venti in mezz’ombra luminosa, o in pieno sole solo in ottimali condizioni di terreno e umidità.
Terreno
Specifico per piante acidofile, con alla base un ottimo drenaggio che permetta il deflusso rapido dell’acqua.
Irrigazioni e concimazioni
La camelia va irrigata con regolarità durante il periodo di crescita attiva, evitando di rendere fradicio il terreno, con acqua neutra o leggermente acida. Come per tutte le camelie, da fine autunno a inizio primavera innaffiate di tanto in tanto, per evitare che il terreno secchi completamente. Utilizzate in primavera un concime organico a lento rilascio.
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