Una selezione di camelie autunno-invernali con corolle ricche di petali. Nuvole di colori, per il giardino nel freddo.
Basterebbe una breve passeggiata nel giardino dimostrativo dell’azienda florovivaistica Savioli, a Verbania Pallanza, per farsi venire voglia di coltivare camelie, arbusti in voga dall’Ottocento agli anni Novanta del secolo scorso. Nell’insolito, esteso giardino adagiato sulle colline che circondano il Lago Maggiore, intorno a un’antica cascina oggi trasformata in abitazione, crescono infatti 3.000 piante del genere Camellia, appartenenti a 700 tra specie e varietà.
«Le abbiamo piantate a partire da una decina di anni fa per studiare da vicino il comportamento di ciascuna e per avere a disposizione piante-madri alle quali attingere per rifornire il vivaio», racconta Lara Savioli che, insieme con il cugino Luca, nel 1995 è entrata a far parte dell’azienda di famiglia, fondata nei primi anni Sessanta.

Ormai cresciute, le camelie, messe a dimora in lunghi filari a una distanza di 2 metri circa l’una dall’altra, formano un’unica, densa massa di lucide foglie sempreverdi che, a partire da fine settembre, prende vita, coprendosi di fiori con sfumature variabili nei toni del bianco, rosa e rosso. «Lo spettacolo continua a fine maggio», garantisce Lara, «con una breve interruzione in febbraio, quando termina la fioritura delle varietà autunno-invernali – Camelia sasanqua, C. x hiemalis, C. x vernalis le più numerose – e iniziano a fiorire le primaverili, principalmente C. japonica e C. reticulata».
Tra le innumerevoli varietà in fiore in questo periodo, molte sono quelle a corolla doppia. «Di solito la ricchezza di petali è associata alle camelie primaverili», continua la vivaista, «mentre quelle annuali si immaginano a corolla semplice. Ultimamente, tuttavia, i fiori doppi sono molto richiesti, in tutte le stagioni… Forse per l’aspetto vaporoso, che meglio soddisfa l’attuale tendenza ad apprezzare forme morbide e naturali».
Le varietà più interessanti
Reginetta delle fioriture autunnali è la ben nota Camellia sasanqua, endemica del Giappone, che conta un buon numero di varietà a fiore doppio, accomunate dal fatto di avere portamento piuttosto morbido, foglie piccole e strette e, spesso, un lieve profumo. «In climi secchi consiglio di piantare una delle varietà selezionate in Australia da Paradise Plant Nursery negli anni Ottanta», suggerisce Lara. «Per esempio ‘Paradise Little Liane’, il cui bianco puro è appena spruzzato di rosa in boccio, oppure ‘Paradise Petite’, con petali leggermente increspati e cuore confetto». Chi ama il rosa apprezzerà invece l’intensa tonalità di ‘Presidente Antonio Sevesi’, varietà dedicata all’ingregnere che nel 1965 ha fondato la Società Italiana della Camelia, o quella di ‘Rosette’, che in breve può raggiungere 4 metri di altezza, coprendosi di piccoli fiori stradoppi dai petali «‘Hime Botan’ è una varietà particolare», dice Lara, «perché alle corolle bianche e piene associa foglie sulle quali spicca la trama di nervature chiare, che può attenuarsi per qualche settimana dopo la concimazione».

Tra le doppie illustri c’è Camelia oleifera, specie botanica di origine cinese con piccole foglie tondeggianti finemente dentellate e fusto color cannella, molto usata nelle ibridazioni proprio per la ricchezza di petali e la particolare resistenza al freddo. «È facile coglierne la presenza anche senza vederla», dice Lara, «per l’intenso profumo rilasciato dalle candide corolle, che catturano l’attenzione con il fitto ciuffo di stami dorati». Ma, come ricorda il nome, la sua fama è legata soprattutto all’olio che si ricava dai suoi semi, molto impiegato in cosmetica.

Qualche bella varietà a fiore doppio si nota anche tra le C. x hiemalis, caratterizzate da foglie tondeggianti larghe fino a 4 centimetri e fiori tardivi che si schiudono nonostante il freddo. ‘Bonanza’, per esempio, lenta nella crescita (raggiunge al massimo 2 metri di altezza), ha fiori grandi e ricchi, di un intenso rosso-viola che scurisce con le basse temperature, o ‘Showa-No-Sakae’, con corolle rosa simili a pompon, che rapidamente arriva a 5 metri e presenta un curioso portamento a palchi orizzontali, che può essere accentuato con potature adeguate.
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