Le achillee sono piante molto rustiche, in grado di resistere bene fino a -25 °C. Sopportano anche il caldo, purché non sia troppo intenso e prolungato. Possono essere coltivate anche in pianura, ma risultano più adatte al Centro e al Nord Italia, mentre al Sud la coltivazione richiede maggiore attenzione. Ecco una guida pratica su esposizione, terreno, irrigazioni, concimazioni, potatura e divisione, con i consigli del vivaista Pier Luigi Priola.
Per scoprire le varietà e le cultivar più decorative, si rimanda all’articolo Achillea: le varietà più belle per bordure e giardini rocciosi.

Preferiscono un substrato sciolto, leggero, non argilloso né calcareo, con un drenaggio eccellente. Alcune specie indicate per i giardini rocciosi, come A. coarctata e A. nobilis subsp. neilreichii, crescono bene anche in suoli aridi, poveri e ghiaiosi.
Molto rustiche, resistono bene fino a -25 °C e sopportano il caldo, purché non sia troppo intenso e prolungato. Si adattano anche alla pianura, ma risultano più adatte al Centro e al Nord Italia; al Sud la coltivazione richiede maggiore attenzione.
La messa a dimora può avvenire in qualsiasi periodo dell’anno, a eccezione dei momenti di caldo o freddo estremo. È necessario vangare bene il terreno e, se molto argilloso, incorporare un po’ di sabbia grossolana, sovradimensionando leggermente la buca senza prevedere uno strato drenante. Le piantine vanno distanziate di 25-30 cm: se troppo ravvicinate, quelle al centro tendono ad allungare gli steli fiorali di 10-15 cm in più rispetto al normale, rendendo necessario un tutore.
Una piantina in un vaso di 12-14 cm di diametro può essere rinvasata in un contenitore largo 20-25 cm; in una cassetta di 50x20x20 cm se ne possono porre due. È indispensabile uno strato drenante di 2-3 cm sul fondo, realizzato con cocci rotti o ghiaietta (no argilla espansa). Il substrato ideale è un buon terriccio universale con l’aggiunta di un 7-8 per cento di terreno di campo e una quantità simile di sabbia.
Durante la fioritura, dalla tarda primavera a fine estate, il suolo va mantenuto fresco: un metodo pratico è appoggiare il palmo della mano sulla superficie del terreno e, se risulta caldo, innaffiare. Si interviene nelle ore più fresche della giornata, evitando di bagnare fogliame e fiori. Per le piante in vaso, non va mai lasciata acqua nel sottovaso, poiché le achillee soffrono particolarmente i ristagni idrici. Le irrigazioni si sospendono dalla fine dell’autunno per tutto l’inverno; in vaso si interviene solo saltuariamente.
In piena terra si somministra cornunghia (un cucchiaio per pianta) a febbraio, per arricchire il suolo di sostanza organica. Dalla primavera fino a fine estate si può aggiungere ogni 15-20 giorni un concime liquido per piante fiorite, sospendendo nei mesi più caldi. In vaso la somministrazione estiva non va interrotta, ma il fertilizzante va sempre dosato in quantità molto basse.
Per favorire la rifiorenza autunnale è opportuno eliminare le infiorescenze quando iniziano a sfiorire, tagliando lo stelo dalla base. In autunno si accorciano della metà tutti gli steli: il materiale di risulta, privato dei capolini sfioriti, può essere disposto ai piedi delle piante come pacciamatura per i mesi invernali, dove si decomporrà arricchendo il terreno di sostanza organica insieme alle foglie basali essiccate.
Si effettua in settembre-ottobre oppure in febbraio. Si estrae la pianta dal suolo o dal vaso; se il terreno è molto asciutto, va bagnato abbondantemente prima di procedere per non danneggiare le radici. Si tagliano le infiorescenze appassite e si accorcia la vegetazione a circa 10 cm di altezza. Con un coltello affilato si divide il cespo, ponendo ciascuna porzione in un vaso con terriccio universale e sabbia, al riparo dal sole diretto. Per la messa a dimora definitiva in piena terra si attendono due-tre settimane.

Domande frequenti e curiosità
A che temperatura resiste l’achillea in inverno?
L’achillea è molto rustica e resiste bene fino a -25 °C.
Quanto distanziare le piante di achillea in piena terra?
Le piantine vanno messe a dimora a 25-30 cm di distanza l’una dall’altra. Più ravvicinate, quelle al centro tendono ad allungare eccessivamente gli steli fiorali.
Quando si divide l’achillea?
La divisione del cespo si effettua in settembre-ottobre oppure in febbraio.
Quanto va irrigata l’achillea?
Nel periodo della fioritura il suolo va mantenuto fresco, evitando ristagni. Le irrigazioni si sospendono da fine autunno per tutto l’inverno, salvo interventi saltuari in vaso.
Come si pota l’achillea in autunno?
Gli steli si tagliano a metà altezza; il materiale di risulta, privato dei capolini sfioriti, si usa come pacciamatura ai piedi della pianta.
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