Colorate e resistenti, le portulache sono originarie delle regioni tropicali e subtropicali. Il genere comprende specie ornamentali e spontanee, accomunate da fusti carnosi e fioriture che si aprono al sole.
Il genere Portulaca comprende circa 100 specie erbacee, annuali o perenni, originarie delle zone tropicali e subtropicali dell’emisfero australe. Sono piante caratterizzate da fusti e foglie carnosi, adattati a immagazzinare acqua. Le foglie, di colore verde chiaro, possono essere strette, tondeggianti oppure spatolate. Portulaca grandiflora e P. umbraticola sono le specie più coltivate a scopo ornamentale, mentre P. oleracea, diffusa in tutta Italia, cresce spontaneamente ed è considerata infestante. Vediamo insieme come coltivare la portulaca in giardino e in vaso con i consigli di Gianni Geotti del vivaio Susigarden.

Come coltivare la portulaca in giardino
Temperatura
Piante di origine tropicale e subtropicale, le portulache sopportano temperature anche molto elevate, ma non sopravvivono se il termometro scende molto e si avvicina allo zero. Nel nostro Paese quindi si comportano da annuali.
Esposizione
Vanno tenute in pieno sole altrimenti non fioriscono. Anche la mezz’ombra è da evitarsi.
Irrigazioni
Una volta che la pianta ha attecchito, va bagnata pochissimo, solo quando il terreno si è completamente asciugato, e senza mai lasciare ristagni idrici.
Terreno
Deve essere molto drenante: in natura le si vede fiorire anche sulla sabbia, a pochi passi dal mare. Nelle aiuole è conveniente aggiungere un po’ di sabbia alla terra da giardino, mentre il vaso, sopra allo strato di argilla espansa, andrà riempito con terriccio universale mescolato a un buon 30 per cento di sabbia.
Concimazioni
Si tratta di piante frugali che si accontentano di poco, sviluppandosi in qualunque terreno asciutto, ma una concimazione moderata renderà più copiosi e intensamente colorati i fiori. Durante tutta la stagione vegetativa è perciò consigliabile aggiungere un concime liquido ricco in fosforo all’acqua delle irrigazioni, dimezzando la dose consigliata sulla confezione.

Semina
Le portulache si possono moltiplicare per talea, ma l’operazione viene effettuata quasi esclusivamente dai vivaisti, soprattutto nel caso di Portulaca umbraticola. La semina risulta molto più semplice. Si può eseguire in casa, a fine febbraio, avendo l’accortezza di trapiantare le piantine in vasetti a marzo, per poi metterle a dimora in aprile. La scelta migliore comunque è quella di seminare in piena terra, in maggio, visto che le portulache tollerano male il trapianto. Poiché i semi sono minuscoli, conviene mescolarli a sabbia, in proporzione uno a dieci; per favorire l’adesione della sabbia, inumiditela, se asciutta, con uno spruzzino continuando intanto a mescolarla alle sementi. Si procede quindi alla semina a spaglio, distribuendo i semi secondo direzioni diverse. I semi vanno poi coperti con un sottile strato di vermiculite (o terriccio) e sabbia in parti uguali, da distribuire con un setaccio a maglia piuttosto fine.
Il terreno va tenuto umido, innaffiando costantemente fino alla germinazione, che in genere avviene dopo sette-dieci giorni. Le piantine vanno successivamente diradate. Di solito i semi si acquistano, ma si possono anche ottenere lasciando andare a frutto la pianta e raccogliendo a fine estate le capsule contenenti i semi. Fatte seccare, si conservano in un sacchetto di carta in luogo asciutto per tutto l’inverno. In primavera basta stropicciare il sacchetto tra le mani per liberare i semi dalle capsule.
Cure colturali
Per stimolare la produzione continua di fiori è consigliabile eliminare prontamente quelli appassiti, senza lasciar sviluppare i frutti, recidendoli appena sotto la corolla.
Coltivare la portulaca in vaso
Le portulache più adatte alla coltivazione in vaso, soprattutto in cestini da appendere, sono le varietà di Portulaca umbraticola, i cui fusticini crescono vigorosi fino a 40 cm di lunghezza. Il vaso ideale ha un diametro di circa 20 cm.
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