Chiamati anche cornetti o fagioli mangiatutto, sono ortaggi molto produttivi, questi fagiolini sono facili da coltivare e utili all’orto perché arricchiscono il terreno di azoto. Ce ne sono di rampicanti e di nani, verdi e colorati, tondi e piatti.
Leguminose molto utili nell’orto perché arricchiscono il terreno di azoto, permettendo una rotazione ottimale delle colture, i fagiolini possono essere classificati, a seconda della vigoria, in rampicanti e nani. Vi sono poi numerose altre distinzioni possibili, per forme e colori: verdi, gialli, filiformi, piatti… Tra i molti fagiolini presenti sul mercato, negli orti casalinghi è bene preferire le varietà antiche agli ibridi, non solo perché risultano più gustose, ma anche per la maggiore resistenza alla siccità e alle malattie. Dalle varietà antiche, inoltre, è possibile ottenere semi da cui si sviluppano piante con caratteri identici a quelli dei genitori. La maturazione di queste varietà, infine, è scalare, caratteristica che per l’orto casalingo può essere un vantaggio.
Varietà
- P. vulgaris ‘Blauhilde’: antica varietà produttiva e precoce. Matura bacelli cilindrici e polposi, di colore blu-violetto, che con la cottura diventano scuri. Molto saporiti, sono lunghi 24-25 cm e contengono semi di colore beige. Si semina in maggio-giugno e si raccoglie da luglio a ottobre;
- P. vulgaris ‘Goldfield’: varietà molto precoce e produttiva, con baccello piatto e largo, di color giallo oro, lungo 20-25 cm. Si semina in pieno campo tra aprile e giugno e si raccoglie da giugno a ottobre;
- P. vulgaris ‘Neckargold’: varietà dai baccelli rotondi-ovali, lunghi 23-25 cm, di color giallo intenso a maturità. Contengono semi bianchi. La maturazione è medio-precoce, con alta resa. Privi di filo, sono carnosi, teneri e gustosi. Si seminano in maggio-giugno e si raccolgono a metà luglio;
- P. vulgaris ‘Neckarkönigin’: varietà standard con baccello verde, tondo e senza filo. I baccelli, lunghi 27-28 cm, rimangono teneri a lungo, anche quando i semi cominciano a ingrandirsi leggermente. Si semina in maggio-giugno e si raccoglie da metà luglio a metà ottobre;
- P. vulgaris ‘Trebona’: varietà molto precoce e ad alto rendimento, adatta alla coltivazione protetta e all’aperto. I baccelli verde medio sono da piatti a ovali, lunghi 25-27 cm. I semi sono bianchi. Si semi all’aperto da aprile a luglio e si raccoglie da giugno a fine settembre;
- P. vulgaris ‘Vigneronne’: veriatà medio-tardiva con baccello decorativo di color verde marmorizzato di rosso, lungo 20-25 cm. Molto produttivo, ha fogliame rigoglioso. I semi hanno colorazione grigio-viola marmorizzato.

Semina
Considerando che i fagiolini germinano a partire dai 10 °C, la semina si esegue dalla primavera, distribuendo, su file distanti un metro, 3-4 grani ogni 50 cm. Dopo la germinazione si eliminano le piantine di troppo, lasciandolo solo quella più vigorosa e robusta.
Tutori
Subito dopo la semina, o appena le piantine nascono, è necessario collocare i sostegni alle varietà rampicanti, che altrimenti si adagerebbero a terra e difficilmente riuscirebbero ad avvolgersi al tutore. Sono da evitare singole canne di bambù o pali, preferendo invece reti robuste come, per esempio, quelle elettrosaldate da edilizia, che possono essere riutilizzate ogni anno e che vanno fissate alle estremità a pali di legno da inserire nel terreno fino a 40-50 cm di profondità. Per una maggiore stabilità si può interrare per qualche centimetro anche la rete.
Raccolta
Si esegue staccando i legumi con le dita o con le forbici. È importante che la raccolta avvenga al momento giusto, prima che i semi d’ingrossino, altrimenti i fagiolini risultranno fibrosi. Per stimolare la produzione di nuovi fiori (e quindi di frutti) bisogna raccogliere con cadenze ravvicinate. Se invece si vuole ottenere il seme, lasciare che i bacelli secchino completamente sulla pianta prima di raccoglierli e sgusciarli. I grani lasciati all’ombra per qualche giorno si conservano fino all’anno successivo, in sacchetti di carta, al buio.

Le esigenze dei fagiolini
Clima
Originari di Paesi caldi, i fagiolini crescono bene nei climi miti. Germinano a partire dai 10 °C, ma possono soffrire anche l’aridità e le temperature troppo elevate. In Italia l’ideale è quindi seminarli a inizio primavera o a fine inverno (al Sud), per raccoglierli prima dell’estate.
Terreno
Non sono esigenti, anche se prediligono suoli freschi e di medio impasto, privi di ristagni idrici.
Irrigazioni
Dal momento della comparsa dei fiori, bagnare regolarmente.
Concimazioni
Trattandosi di piante azotofissatrici, ovvero capaci di fissare l’azoto atmosferisco grazie ai batteri simbionti contenuti nei tubercoli radicali, i fagiolini si accontentano di poco. Fornire una moderata quantità di sostanza organica prima della semina.
Il trucco: se lo spazio è poco, meglio piantare i nani
Meno produttivo rispetto al classico fagiolino rampicante, il fagiolino nano, che cresce fino a un’altezza massima di 40 cm e non ha bisogno di essere sostenuto, offre però numerosi vantaggi, soprattutto a chi possiede un orto di dimensioni ridotte. Primo fra tutti la durata minima del ciclo colturale: seminandolo a inizio marzo potremo raccogliere i fagiolini già a fine aprile, per poi liberare il campo e avere la possibilità di seminare gli ortaggi estivi. Trattandosi di leguminose avremo inoltre il vantaggio, coltivandoli, di arricchire di azoto il terreno. È possibile anche seminare il fagiolino a giugno e raccoglierlo a luglio, prima di dedicarsi alla preparazione dell’orto che produrrà in estate-autunno.
Altri spunti per l’orto
Melanzane nell’orto: la nostra guida alla coltivazione

Ama il caldo, il sole e i terreni fertili: partendo da piantine ben sviluppate, produce a lungo anche nelle regioni con climi meno miti. Scopri nel nostro articolo come coltivare le melenzane.
Zucchine insolite nell’orto: la nostra guida alla coltivazione

Dalla semina primaverile ai raccolti autunnali, tutti i consigli per ottenere zucchine sane, vigorose e ricche di frutti.