La cicoria catalogna (Cichorium intybus var. foliosum), appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è un ortaggio rustico, produttivo e facile da coltivare nell’orto, apprezzato per il suo sapore gradevolmente amarognolo e per le spiccate proprietà nutritive. Si distingue anche per la sua versatilità colturale: può essere coltivata per un lungo periodo dell’anno e sopporta bene le basse temperature, rendendola ideale anche per semina tardiva in estate e per raccolti autunnali o invernali. In questo articolo ti sveliamo come coltivare la cicoria catalogna.
Come coltivare la cicoria catalogna
Varietà
Le varietà di cicoria catalogna si distinguono in base alla forma delle foglie, che possono essere strette, larghe, con margine intero, poco o molto frastagliato.
Epoca di semina
Si esegue da giugno a metà agosto, nelle regioni del Sud anche in seguito.
Modalità di semina
La catalogna può essere seminata direttamente nell’orto, meglio se a righe per mantenere le distanze di impianto e favorire un’agevole esecuzione dei lavori. La si può anche seminare in contenitori alveolati, ricoprendo il seme con meno di cm di terriccio.

Trapianto
Circa sette settimane dopo la semina si seleziona per ciascun alveolo la pianticella più vigorosa e sana. Le piantine vanno poste su file distanti 40 cm, così da poter agire senza difficoltà nell’interfila, mentre sulla fila la distanza minima è di 25 cm, oppure di 30 se si desidera raccogliere cespi grandi; distanze minori infatti penalizzano lo sviluppo.
Aiuole
Dove le piogge sono abbondanti e/o il terreno è pesante, per evitare problemi di ristagno, le aiuole devono risultare rialzate di circa 15 cm rispetto al piano di campagna, con prelievo del terreno dalla rete di scolo.
Raccolta
La raccolta è scalare e va eseguita al bisogno prima che arrivi il gelo; si può tagliare il cespo a livello del terreno per consentire alla pianta di rivegetare, oppure scalzarlo intero usando una vanga o una forca a denti larghi.
Consiglio: pacciamate il terreno e proteggete
le piante dal freddo
Una volta che le pianticelle sono cresciute tanto da avere raggiunto 20 cm di altezza e si presentano vigorose, provvedo a pacciamare il terreno con una ricca copertura di paglia, materiale piuttosto facile da procurarsi e a costo zero, meno marcescibile dell’erba sfalciata del prato. Così facendo il terreno resta più fresco e le poche malerbe che si sviluppano si asportano facilmente per semplice trazione. Al sopraggiungere del freddo intenso, proteggo i cespi ancora in campo con tessuto-non tessuto. Raccolgo, pulisco, cucino e surgelo.

Cure colturali
La cicoria catalogna richiede bagnature regolari per mantenere il terreno fresco, da eseguire al piede, senza bagnare il cespo così che l’acqua non si fermi al suo interno, e lotta alle malerbe tramite erpicatura o zappettatura nell’interfila e diserbo manuale in prossimità dei cespi.
Consociazioni
Si consocia a ortaggi a ciclo breve e rapida crescita, da seminare dopo il caldo estivo, come i ravanelli.
Avversità
La cicoria catalogna non soffre di patologie ricorrenti; talvolta in stagioni molto umide o dove si pratichi l’irrigazione a pioggia, può essere colpita dall’oidio. Evitate di coltivarla su se stessa o in aiuole occupate in precedenza da piante della stessa famiglia, le asteracee, come lattuga, scarola, radicchi e altre cicorie.

Proprietà nutritive
La cicoria catalogna è un ottimo alleato di chi ha problemi di glicemia e colesterolo perché il consumo regolare aiuta a regolarizzarne i livelli ematici. L’azione depurativa si esplica a livello dei reni, della pelle in quanto efficace antiacne, di fegato e pancreas. Aiuta la digestione e il funzionamento della cistifellea. Conservazione: ponetela in un lungo sacchetto di carta da pane e quindi in un sacchetto di plastica.
Conservazione
Ponetela in un lungo sacchetto di carta da pane e quindi in un sacchetto di plastica
Le esigenze della cicoria catalogna
Clima
Più sensibile al freddo di altre cicorie, la catalogna vegeta sopra 6 °C, ha i migliori accrescimenti fra 15 e 18 °C.
Terreno
Adattabile, preferisce comunque substrati di medio impasto, freschi, profondi e senza ristagni, con pH fra 6 e 7.
Esigenze nutritive
È un ortaggio molto produttivo, fino a 4 kg per metro quadro, sfrutta la fertilità residua di aiuole precedentemente letamate. Meglio evitare i fertilizzanti azotati.
Esigenze idriche
Richiede irrigazioni continue e regolari in modo che il terreno si mantenga fresco

Le varietà
- ‘Pugliese selezione Latina’: varietà riconoscibile per il colore chiaro e luminoso delle foglie e della costolatura che conferisce all’ortaggio, anche se consigliato per la coltivazione autunnale, l’aspetto di una primizia. Elevata la resistenza alla salita a seme.
- ‘Italiko’: varietà che si riconosce per le coste rosse che la rendono indicata per la preparazione di piatti dove è richiesto uno spiccato cromatismo. La lamina fogliare, di medio sviluppo e colore verde, è particolarmente frastagliata. La pianta è eretta e serrata. Media precocità.
- ‘Katrina’: varietà ibrida con portamento eretto e serrato, ha foglie dai margini molto frastagliati e larga costolatura bianca; arriva a produrre cespi di oltre 1 kg di peso. È precoce e ha un’alta resa in cucina.

- ‘Greca Rossa’: varietà nella quale il contrasto di colore tra la lamina verde-bruno e la costa rosso intenso è particolarmente accentuato.
- ‘Clio’: varietà a foglia larga, indicata per la coltivazione in regioni con clima piovoso e umido perché mostra una buona resistenza all’oidio. I cespi sono grandi, con lamine fogliari molto frastagliate e la produttività è molto elevata.
- ‘Gigante di Chioggia’: varietà indicata per la coltivazione nei mesi autunno-invernali per la buona resistenza al freddo. I cespi sono vigorosi, con foglie di colore verde medio e costolature bianco-verdi. Presenta una buona resistenza alla salita a seme.
- ‘Dolci Talli’: varietà scarsamente resistente al freddo, con foglie dalla lamina ridotta e frastagliata di colore verde scuro con costolatura bianca; il cespo raggiunge l’altezza di circa 50 cm.
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