C’è un giardino in Bretagna con una storia da favola, tra arte, natura e bellezza. Kerdalo, inserito dal New York Times tra i venticinque giardini più belli del mondo, si trova sulle colline che dominano il fiume Jaudy, di fronte alla città vecchia di Tréguier, nel dipartimento delle Côtes-d’Armor, ed è stato creato nel 1965 da un principe e pittore russo, Peter Wolkonsky. Diciassette ettari, oltre cinquemila piante e sette ambienti distinti: un’idea di giardino che assomiglia a un dipinto abitabile. A distanza di 60 anni, il proprietario di quel giardino è Christian Louboutin, il celebre stilista francese conosciuto in tutto il mondo per l’iconica suola rossa delle sue décolleté, che quest’anno è il patrono della manifestazione Journée des Plantes di Chantilly, che lo ha acquistato nel 2021 e lo ha descritto come “l’evocazione perfetta del giardino, un giardino da sogno”.
La nascita di un giardino straordinario
Il principe russo Peter Wolkonsky, pittore di paesaggi e soggetti botanici, nel 1965 si imbatte in una vecchia fattoria abbandonata sulle colline che dominano il fiume Jaudy, in Bretagna. La compra e, a 65 anni, vi realizza Kerdalo, tra i giardini più straordinari d’Europa. Wolkonsky non progetta solo un giardino: compone una tela, servendosi di piante, acqua e della luce diffusa e mutevole della Bretagna, che impara a leggere e usare come una tavolozza. Nasce così Kerdalo, un luogo d’ispirazione anglo-italiana ma con clima bretone. Gli ambienti evocano ora i giardini rinascimentali italiani, ora atmosfere orientali e la naturalità brumosa dei boschi atlantici. Oltre cinquemila piante sono distribuite in sette ambienti distinti, ciascuno con una propria identità cromatica e stagionale: la Valle Alta, il Canale, la Brughiera dorata, i Quattro Riquadri, la Valle Bassa, la Grotta Italiana e le Terrazze.
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Louboutin, il giardiniere
Alla morte del principe Wolkonsky, nel 1997, Kerdalo passa alla figlia Isabelle e al marito Timothy Vaughan, che lo aprono al pubblico nei primi anni 2000. Isabelle, formatasi come orticoltrice al RHS Garden Wisley in Inghilterra, si occupa della cura botanica e del restauro delle collezioni vegetali, mentre il marito Timothy Vaughan, paesaggista, ridisegna alcune aree del parco, tra cui i Quattro Riquadri, riprogettati tra il 2002 e il 2004.
Isabelle, formatasi come orticoltrice al RHS Garden Wisley in Inghilterra, si occupa della cura botanica e del restauro delle collezioni vegetali, mentre il marito Timothy Vaughan, paesaggista di fama, ridisegna alcune aree del parco, tra cui i Quattro Riquadri, riprogettati tra il 2002 e il 2004. Nel 2021 il giardino viene acquistato dallo stilista francese Christian Louboutin. Ma la storia tra lui e Kerdalo comincia molto prima, e ha radici più personali di quanto si potrebbe immaginare. Siamo a metà degli anni Ottanta. Louboutin ha poco più di vent’anni e nonostante abbia già raggiunto grandi traguardi nel mondo della moda, attraversa un momento di crisi, sentendo di non riconoscersi più nel mestiere che ha scelto. Scopre però il piacere di lavorare la terra, aiutando amici a curare piccoli giardini parigini. Decide di staccare e accettare un incarico da giardiniere in Bretagna, sull’île-de-Bréhat. E qui che, lavorando in un vivaio, vede per la prima volta Kerdalo, confinante con l’attività.
Questo giardino, con i suoi alberi in fiore, come Magnolia x soulangeana ‘Brozzoni’ e Magnolia sprengeri diva, e gli specchi d’acqua, gli fanno domandare se la moda sia davvero la sua passione. La risposta è sì, perchè nel 1992 fonda il suo celebre marchio. Kerdalo, però, rimane dentro la sua mente come un’immagine difficile da cancellare. Così, quando nel 2019 scopre che il giardino è in vendita, interrompe un viaggio di lavoro e torna in Bretagna, insieme al paesaggista Louis Benech, è stato il suo compagno e aveva tra l’altro fatto il suo apprendistato proprio a Kerdalo, sotto la guida del principe Wolkonsky. Poco dopo, nel 2021, Kerdalo diventa suo.

Uno scorcio del giardino di Kerdalo, in Bretagna – Foto di Matteo Carassale
Nel giardino Louboutin bando al rosso
“Camminare in questi viali è come passeggiare dentro un dipinto vivente” ha dichiarato Louboutin. “Il giardinaggio libera la mente. L’unico colore che curiosamente non amo nei giardini è il rosso. Ma va bene così: ce n’è già abbastanza nella mia vita”. Louboutin ha inizialmente pensato di rendere Kerdalo nuovamente privato, ma ha poi cambiato idea: “Ho il dovere di renderlo accessibile anche agli altri. Il giardino non mi appartiene, sono io ad appartenere al giardino”. Il nuovo proprietario ha ereditato anche alcune criticità: impianti idrici deteriorati e il bosso colpito da malattie diffuse in tutta Europa. Per la sua sostituzione, nel 2026 l’artista italiano Giuseppe Ducrot realizzerà un’installazione ispirata alle siepi originarie, collaborando alla conservazione del giardino.
Kerdalo è classificato come Jardin Remarquable, un marchio istituito dal Ministero della Cultura francese che garantisce qualità e valore ai giardini e ai parchi che dimostrano un interesse culturale, estetico, storico o botanico, dal 2005 e sito storico protetto dal 2007. Oggi continua a evolversi, fedele all’idea originaria del principe Wolkonsky: un giardino che non si limita a essere osservato, ma che va vissuto.

Il percorso dell’acqua
Tutto comincia dalla Valle Alta, il punto più elevato del giardino, protetto da una barriera frangivento di lauroceraso. Da qui prende avvio il percorso dell’acqua di Kerdalo: la Valle Alta nasce tra le radici delle magnolie decidue e dei Rhododendron augustinii, attraversa la Grotta italiana e si riversa infine nel Jaudy. È un sistema costruito sfruttando cinque sorgenti naturali, che connette fisicamente tutti gli ambienti del giardino in un unico sistema idrico. Nella Valle Alta si trovano anche esemplari di notevole interesse botanico: Styrax japonicus, piccolo albero deciduo con fiori bianchi a campana profumati, Stewartia japonica, albero deciduo dai fiori bianchi simili a quelli della camelia, Drimys lanceolata, arbusto sempreverde australiano dalle foglie aromatiche e dai piccoli fiori bianchi, Magnolia x soulageana ‘Brozzoni’, cultivar dai grandi fiori bianchi sfumati di rosa e Rhododendron ‘Sir Charles Lemon’, rododendro sempreverde dalle foglie color ruggine e fiori bianco crema, molti dei quali provenienti direttamente da The Garden House, considerato uno dei giardini più importanti della Gran Bretagna, situato a Buckland Monachorum, nel Devon.
Un omaggio all’Asia
Il Canale, il secondo ambiente, è un omaggio all’Asia. Wolkonsky vi colloca una pagoda in legno ispirata agli acquerelli realizzati alla fine del Settecento dal pittore inglese Thomas Robins the Elder per i giardini di Woodside, a Old Windsor, in Inghilterra.
Eleganza dorata
La Brughiera dorata è forse l’ambiente più emblematico dello stile compositivo di Wolkonsky: le ginestre originarie sono state nel tempo sostituite da Taxus baccata ‘Fastigiata Aureomarginata’, tasso sempreverde con foglie bordate di giallo dorato, Pittosporum tenuifolium ‘Variegatum’, arbusto sempreverde dalle foglie verde-grigio bordate di bianco crema, Pittosporum tenuifolium ‘Golden King’, cultivar dal fogliame giallo-verde brillante, Cornus alba ‘Gouchaultii’, arbusto dalle foglie variegate giallo-verde brillante e Genista aetnensis, ginestra dell’Eta dai rami sottili e fiori gialli profumati in estate. Il risultato è una composizione che vira sui colori dell’oro e del verde chiaro, con il rosso porpora dei Cotinus a fare da contrappunto. L’effetto più suggestivo si raggiunge quando le graminacee iniziano a seccarsi in estate, aggiungendo una nota di giallo tenue.

I Quattro Riquadri e la Valle Bassa
I Quattro Riquadri occupano lo spazio dell’antico orto della fattoria. Wolkonsky li pensa per le sue collezioni di iris, ma il paesaggista Timothy Vaughan, marito della figlia Isabelle, li ha riprogettati tra il 2002 e il 2004, realizzando una composizione stagionale: in estate dominano il rosa di Penstemon ‘Evelyn’ e Allium sphaerocephalon, il blu di Geranium ‘Rozanne’ e Ceratostigma plumbaginoides, e il giallo brillante di Hakonechloa macra ‘Aureola’ e Anthemis. In inverno, quando i parterre si spogliano, sono le geometrie vegetali e le sfumature di verde a mantenere l’interesse visivo, grazie anche a tre varietà di bosso di tonalità differenti disposte a rombo.
Ogni stagione è diversa
La Valle Bassa costeggia il grande stagno fino alla diga, dove, dopo Drimys lanceolata, arbusto sempreverde originario della Tasmania dai caratteristici steli rosso vivo, noto come “pepe di montagna” per il sapore pungente delle foglie e delle bacche nere, il percorso si biforca. È un ambiente che cambia radicalmente con le stagioni: in primavera si aprono le fioriture dei Lysichiton americanus e L. camtschatcensis, piante palustri perenni che sviluppano foglie enormi che persistono per tutta l’estate, seguite a maggio dall’esplosione di azalee e rododendri. In estate la vegetazione si fa più lussureggiante, con Matteuccia struthiopteris, astilbi e lysichiton. In autunno l’atmosfera diventa più quieta e raccolta: Gunnera manicata vengono protette dal gelo piegando su se stesse le loro stesse foglie tagliate a coprire il cuore della pianta, in un gesto che segna la fine dell’estate nella Valle Bassa.
La Grotta Italiana e le Terrazze

La Grotta italiana è il cuore segreto di Kerdalo. Wolkonsky, che conosce i giardini italiani da giovane, ne condensa qui l’essenza: si entra attraversando un bacino coperto di lenticchie d’acqua, piccole piante acquatiche galleggianti che formano un tappeto verde compatto sulla superficie dell’acqua, e circondato da Gunnera manicata, seguendo un vialetto di passi giapponesi, pietre piatte posate a distanza regolare sul terreno o sull’acqua per creare un percorso praticabile, a rombi che si restringono prospetticamente. All’interno, l’acqua sgorga da una parete e si raccoglie in una vasca, mentre pesci e sirene musicanti, figure marine bretoni, decorano le pareti con conchiglie.
Le terrazze
Le Terrazze, esposte a sud, ospitano le specie meno rustiche. In primavera dominano i toni giallo-verdi delle acacie; in estate esplodono Crocosmia, perenne dai fiori tubolari rosso-arancio disposti a spiga, Melianthus major, arbusto sudafricano dalle grandi foglie argentate seghettate e Kniphofia, perenne sudafricana dalla caratteristica infiorescenza a torcia. In autunno si accendono i rossi di Cotinus coggygria ‘Grace’, arbusto dalle grandi foglie che in autunno virano a un rosso intenso e Fascicularia pitcairniifolia, bromeliacea cilena che in autunno tinge il centro della rosetta di un rosso acceso vivido.
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