Quando arriva l’inverno, le piante che teniamo in casa devono affrontare condizioni molto diverse da quelle dei mesi primaverili ed estivi. Le giornate si accorciano, la luce naturale diminuisce, i termosifoni rendono l’aria più secca e gli sbalzi di temperatura possono diventare frequenti. Vediamo insieme come coltivarle correttamente, quali prediligere e quali sono gli errori da evitare.
L’espressione piante da interno è stata creata per indicare alcune specie che, per le loro caratteristiche, possono essere coltivate all’interno delle nostre abitazioni. Molte delle specie comunemente vendute come piante da interno provengono da regioni tropicali e subtropicali di Africa, Asia e America.
Pensiamo, per esempio, a tre piante molto diffuse in appartamento:
- Monstera deliciosa: una pianta rampicante, originaria delle foreste tropicali dell’America centrale, dove cresce sfruttando gli alberi come sostegno;
- Pothos (Epipremnum aureum): rampicante tropicale che in natura può svilupparsi sguli alberi, raggiungendo dimensioni molto maggiori rispetto a quelle che osserviamo in appartamento;
- Sansevieria (Draceana trifasciata): proveniente dall’Africa tropicale, si è adattata a condizoni molto diverse da quelle della foresta umida.
Inoltre, molte piante tropicali possono essere coltivate in casa perché necessitano di temperature relativamente miti anche durante l’inverno. Grazie al riscaldamento domestico, riusciamo quindi a ricreare una delle condizioni climatiche ideali per la loro coltivazione. È importante, però, scegliere le specie più adatte alle condizioni di luce, temperatura e umidità presenti nei nostri ambienti domestici.
5 piante da interno da coltivare in inverno
Zamioculcas zamiifolia

Conosciuta come gemma di Zanzibar, Zamioculcas zamiifolia appartiene alla famiglia delle Araceae, è originaria dell’Africa tropicale ed è una sempreverde apprezzata per le foglie lucide portate su rachidi carnosi. Ha sviluppato tuberi e tessuti carnosi che le permettono di immagazzinare abbondanti quantità d’acqua.
Tre consigli per coltivarla in interno
- Luce abbondante e diffusa, ma non diretta;
- È una delle poche specie della famiglia delle Araceae in grado di utilizzare il metabolismo fotosintetico CAM. Questo adattamento le consente, soprattutto in condizioni di stress idrico, di assorbire CO2 durante la notte, limitando la perdita d’acqua per traspirazione e aumentando la resistenza alla siccità;
- Lasciar asciugare il terriccio tra un’innaffiatura e l’altra durante l’inverno.
Lingua di suocera (Draceana trifasciata)

Appartenente alla famiglia delle Asparagaceae, Draceana trifasciata, conosciuta anche come lingua di suocera, è caratterizzata da un portamento eretto e cespitoso, con foglie rigide, verticali, a forma di spada e di colore verde scuro.
Tre consigli per coltivarla in interno
- Posizione luminosa, con luce filtrata, evitando l’esposizione diretta al sole intenso durante l’estate;
- Sensibile al freddo;
- Ogni 2 settimane circa controllare che il terreno sia completamente asciutto e procedere con una bagnatura per immersione o irrigazione. In inverno ridurre le innaffiature.
Ficus elastica

Noto come fico del caucciù o pianta della gomma, Ficus elastica appartiene alla famiglia delle Moraceae ed è una pianta tropicale sempreverde caratterizzata da foglie lucide, ovali e di colore verde scuro.
Tre consigli per coltivarla in interno
- Predilige luce intensa ma filtrata o indiretta, in modo da evitare scottature. Temperatura ideale tra i 16° e i 24° C;
- Annaffiature moderate durante il periodo di crescita e irrigazioni ridotte al minimo durante l’inverno. Far asciugare il substrato tra una bagnatura e l’altra durante la stagione fredda.
- Substrato fertile, capace di trattenere una moderata quantità di umidità, ma ben drenato.
Ceropegia woodii

Pianta ricadente o strisciante originaria dell’Africa meridionale, Ceropegia woodii, conosciuta anche come stringa di cuori, appartiene alla famiglia delle Apocynaceae ed è caratterizzata da foglie piccole ma molto riconoscibili, a forma di cuore, generalmente di colore grigio-verde sopra e violaceo sotto. Grazie ai tuberi rigonfi, sotterranei, Ceropegia woodii può sopportare lunghi periodi senz’acqua meglio di tante altre piante da interno.
Tre consigli per coltivarla in interno
- Predilige luce abbondante. Può adattarsi anche ad ambienti meno luminosi, ma la crescita potrebbe risultare meno vigorosa;
- La temperatura non deve scendere sotto i 5-10 °C.
- Trattala come una succulenta, scegliendo un substrato adatto alle cactacee o una miscela molto leggera e drenata.
Aglaonema

Sempreverde cespitosa, originaria del Sudest asiatico, Aglaonema appartiaene alla famiglia delle Araceae ed è caratterizzata dal fogliame decorativo, con combinazioni di colori che variano dall’argento al bianco, dal giallo al rosso e al rosa, a seconda delle cultivar.
Tre consigli per coltivarla in interno
- Posizione luminosa, con sole diretto in inverno;
- Temperatura ideale tra i 18 e i 24 °C. Non apprezza gli sbalzi termici e il freddo interno. Importante: non scendere sotto i 15°C.
- Scegliere un terriccio per piante verdi drenante. In inverno, lasciar asciugare completamente il terriccio prima di innaffiare.
Gli errori da evitare
- Annaffiature troppo frequenti: in inverno la riduzione delle ore di luce rallenta la fotosintesi e la crescita e, di conseguenza, anche il consumo di acqua può diminuire. È quindi importante osservare il substrato e valutare le esigenze specifiche della pianta;
- Attenzione al calore dei termosifoni: in inverno il calore diretto può provocare un’eccessiva disidratazione delle foglie. Inoltre, l’aria all’interno tende a diventare più secca, soprattutto negli ambienti riscaldati. È quindi importante sistemare le piante lontano dal calore diretto e migliorare l’umidità ambientale, anche attraverso l’utilizzo di umidificatori;
- Non sottovalutare la mancanza di luce: una pianta che tollera scarsa luminosità non necessariamente può sopravvivere al buoi. Durante l’inverno avvicinare le piante a una finestra lumninosa, facendo attenzione al contatto con vetri molto freddi e alle correnti d’aria.
- Attenzione ai rinvasi: la presenza di radici che fuoriescono dai fori di drenaggio non indica necessariamente che sia arrivato il momento di rinvasare. Il rinvaso può essere effettuato durante tutto l’anno, ma richiede maggiore attenzione nei mesi invernali, quando la minore disponibilità di luce rallenta la crescita e l’attività delle radici. In queste condizioni, la pianta può impiegare più tempo a riprendersi e il substrato tende ad asciugarsi più lentamente, aumentando il rischio di marciumi radicali.
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