Citrus x myrtifolia ‘di Savona’ è una rara selezione ligure di chinotto, apprezzata per i piccoli frutti aromatici, i fiori profumati e la bella chioma sempreverde. Ecco come coltivarlo in vaso e quali piante abbinare.
Il chinotto è un agrume. Altrettanto bello di mandarini (con aspetto simile) e arance, con la fondamentale differenza che è impossibile gustarne il frutto fresco perché troppo amaro anche quando perfettamente maturo. Si consuma solo trasformato: in sciroppi o liquori, cui conferisce la piacevole nota agrumata amarognola ed erbacea riconoscibile negli aperitivi e nei digestivi. La stessa punta amabile di amaro si ritrova nella bibita che ne porta il nome, dal gusto complesso e dissetante. Per queste preparazioni, come per candirlo secondo tradizione, il frutto si coglie acerbo, ancora ben verde, nei mesi di settembre-ottobre, nel momento della massima concentrazione aromatica, quando si presenta sotto forma di incantevoli piccole sfere
verde smeraldo. Per confezionare marmellate si coglie a piena maturazione in novembredicembre, quando la buccia si presenta color arancio intenso. Cosi dice la tradizione, anche se una ricetta casalinga, ora riproposta, utilizza per fare canditi anche il frutto maturo.
Chinotto di Savona, una rarità ligure
Si pensa che la pianta e il frutto, oggi protetti da un Presidio Slow Food, siano arrivati in Liguria intorno al 1500 trovando la loro terra di elezione in nicchie di territorio del Finalese, nelle vicinanze di Savona, dove sono coltivati con tradizionale sapienza. Si studia ancora per precisarne la nomenclatura botanica — a tutt’oggi non c’è un sistema univoco —, probabilmente meglio definita solo in seguito ad analisi e confronti del Dna. Anche per questo Citrus x myrtifolia selezione “di Savona” rimane una rarità poco conosciuta. Le piante selezionate in Liguria mostrano infatti alcune marcate differenze rispetto al Citrus x myrtifolia selezionato altrove. Le foglie del chinotto di Savona sono più ampie, ricordano quelle di un mandarino comune piuttosto che le foglie del mirto; la buccia è più profumata e sottile, la polpa molto più morbida e i semi sono pochi o assenti; i fiori, molto piccoli e profumati, ricoprono completamente la pianta a primavera, nascondendo le foglie.

Quando si raccolgono i frutti del chinotto
Un solo esemplare di pochi anni coltivato in vaso dà un raccolto più che soddisfacente, anche se di certo non identico, nelle sue qualità organolettiche, a quello che offre la fertile terra savonese. Per preparare in casa una marmellata fuori dal comune, altrettanto piacevole al palato quanto la più nota di arancia amara, cogliete i frutti non appena maturi perché, diversamente dagli altri agrumi, tendono a non permanere a lungo sulla pianta. Seguite la consueta ricetta utile per tutte le marmellate di agrumi biologici non trattati; potreste variarne a piacimento il gusto in tanti modi, usando chinotto in purezza, ma anche, in caso di un magro raccolto, aggiungere metà o ugual peso di arancia dolce, oppure unire o sostituire lo zucchero semolato con una parte di zucchero demerara. Sperimentate nel tempo le proporzioni a voi gradite e, se vi piace, conservate alcune zeste congelate, aggiungendole alla ricetta del vostro aperitivo casalingo.
Se nelle collezioni botaniche gli agrumi in vaso sono sempre coltivati da soli, per non subire eccessiva competizione radicale, nelle conche dei miei terrazzi sono, da anni, accompagnati da qualche altra pianta ben selezionata, non aggressiva.


Con quali piante abbinare il chinotto in vaso
Questa appassionata ode al chinotto non è completa senza una conferma della sua bellezza. Se vivete in zone caratterizzate dal clima degli agrumi coltivatelo in una conca di terracotta come ogni autentica pianta mediterranea lenta a crescere. Cresce naturalmente folto, carico di foglie lustre, verde scuro, adatto alla coltivazione in vaso pure in spazi limitati perché, oltre a essere del tutto privo di spine, a maturità raggiunge al massimo 3 m di altezza, quasi altrettanto di larghezza.
Tropaeolum majus ‘Tom Pouce’
Uno degli accostamenti di migliore riuscita è sempre stato con i nasturzi, Tropaeolum majus, in fiore da maggio a novembre, scelti tra cultivar nane capaci non di rado di superare l’inverno, anche se in vaso non molto longeve. Tropaeolum majus ‘Tom Pouce’ presenta i colori più tradizionali: un misto di sgargianti giallo-arancio e arancio acceso, resi gentili e meno piatti da minute pennellate in colori contrastanti alla gola del fiore. Piantate i nasturzi coprendo solo la metà del terreno disponibile nel vaso; a fine autunno le loro sfumature richiamano il colore dei frutti maturi del chinotto. Dividete l’altra metà tra iris e giunchiglie che a primavera inoltrata fioriscono, più o meno contemporaneamente, mentre cominciano a intravvedersi sull’agrume piccoli chinotti smeraldini.

Iris germanica ‘Ultimate’
Una delle migliori iris lilliput, Iris germanica ‘Ultimate’ fiorisce in sfumature giallo vivo e rosso mogano tra ciuffi di foglie verde-grigio, sempreverdi
Narcissus jonquilla ‘Sailors’s Choice’
Al contrario, dopo la fioritura, le foglie delle giunchiglie nane Narcissus jonquilla ‘Sailors’s Choice’ seccano e si tagliano dopo aver goduto del miscuglio di fiori bianchi e gialli profumatissimi. Niente paura: i generosi nasturzi tappezzanti sono pronti a ricoprire per mesi ogni spazio lasciato vuoto.

‘Sailors’s Choice’ – Foto Pexels
Clima ed esposizione
Il Citrus x myrtifolia ‘di Savona’ non è particolarmente resistente al freddo, soprattutto quando le temperature scendono rapidamente.
Può essere coltivato tutto l’anno all’aperto nelle zone adatte agli agrumi, dove non siano frequenti gelate improvvise e le temperature rimangano alcuni gradi sopra lo zero.
Nelle zone più fredde, durante l’inverno è consigliabile proteggere chioma, fusto e vaso con un velo di tessuto non tessuto.
La posizione ideale è in pieno sole e al riparo dal vento.
Terreno
Il terreno deve essere ben drenato. Per la coltivazione in vaso si può utilizzare un terriccio specifico per agrumi, scegliendo un prodotto di buona qualità. Il drenaggio è particolarmente importante perché i ristagni d’acqua possono compromettere la salute delle radici.
Potete coltivare il chinotto anche in giardino, se il clima è mite. Riprendendo un’antica tradizione ligure del Finalese, piantate un filare di alberelli di chinotto distanti 1,5 m dal confine e 2-3 m l’uno dall’altro per una siepe di separazione di parti del giardino oppure di confine. Il profumo sarà inebriante e ai fiori seguirà una profusione di frutti.
Irrigazione e concimazione
Anche in autunno e inverno l’irrigazione deve essere curata: il chinotto, come gli altri agrumi, mantiene infatti la propria attività vegetativa durante tutto l’anno e contemporaneamente porta avanti la maturazione dei frutti. Dalla ripresa vegetativa primaverile e per tutta l’estate occorre irrigare abbondantemente e a intervalli regolari, verificando sempre che l’acqua possa defluire correttamente.
Per la concimazione si utilizza un concime specifico per agrumi, seguendo le dosi riportate sulla confezione e distribuendolo sul terreno già ben bagnato.
Quante piante servono per il vaso
Per realizzare la composizione proposta nell’articolo occorrono:
- 1 Citrus x myrtifolia ‘di Savona’, alto 80-100 cm;
- 5-7 semi di Tropaeolum majus ‘Tom Pouce’;
- 12 bulbi di Narcissus jonquilla ‘Sailors’s Choice’;
- 7 piante di Iris germanica ‘Ultimate’ in vaso di 14 cm di diametro.
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