Restaurati tra il 2021 e il 2024 su progetto di Paolo Pejrone, i giardini del Convento del Redentore, sull’isola della Giudecca, hanno riaperto al pubblico nell’ottobre 2024. Lunedì 5 ottobre si è tenuta la Cerimonia di premiazione dei Venice Garden Foundation Natura. Premio Letterario Giovani Lettori e Adulti, due riconoscimenti nati per dare rilievo ad opere meritevoli, concepite con il proposito di ispirare conoscenza, rispetto della natura e impegno per contribuire alla sua salvaguardia.
È da quasi cinque secoli che queste terre salmastre, tra la Laguna di Venezia e il Canale della Giudecca, vengono coltivate. Da quando vi sorse un piccolo romitorio cappuccino, sostituito nel 1577 dalla monumentale chiesa del Santissimo Redentore progettata da Palladio e voluta dalla Serenissima come voto contro la peste.

A beneficio del convento nacque un vasto hortus conclusus, delimitato dall’acqua e dalle mura e ripartito in orti, frutteti, boschetti, fiori per gli altari e un giardino dei semplici, alla base di una farmacopea celebre in tutto il Triveneto. dotti elenchi lo descrivono, ma sono soprattutto le atmosfere a trasmettere l’idea di che cosa questo posto sia stato: la barca che approda tra le nebbie, i fitti cipressi a proteggere dalla bora, le prode ingrassate e difese contro afa e acqua alta, le preghiere scandite camminando e, sulle fondamenta verso il Canale, i poveri che attendono la minestra preparata con gli ortaggi del Convento.

Nel 2021 i frati cappuccini hanno affidato l’Orto alla Venice Gardens Foundation, fondata e presieduta da Adele Re Rebaudengo. Paolo Pejrone ne ha progettato il restauro insieme agli architetti Franco Brugo e Alessandra Raso e ai vivaisti Andrea De Zottis e Niccolò Degl’Innocenti e grazie ai finanziamenti del PNRR e al sostegno di numerosi mecenati. La cura è affidata al capo giardiniere Edoardo Bodi e alla sua squadra. Tra il 2021 e il 2024 la Fondazione ha restituito alla città un complesso di eccezionale valore storico e paesaggistico, già premiato con il Gold Award Acanthus Prize 2025 e l’European Garden Award 2026.
Un progetto di rinascita
La forza del progetto sta nella sua naturalezza. Pejrone evita retoriche e compiacimenti e non sovrappone un nuovo giardino all’antico: ne favorisce la rinascita. Lunghe pergole in castagno danno struttura all’insieme, mentre ortaggi, alberi da frutto e fiori convivono senza separazioni troppo nette, con il ritmo domestico di un giardino vivo.
Il cuore è una vasca d’acqua che non esisteva e sembra esserci da sempre. Intorno si alternano ulivi, carciofaie, rose, piccoli frutti, colture stagionali e alberi disposti con l’apparente casualità di un frutteto familiare. Pietre di recupero dell’opera palladiana arredano il giardino; la serra d’inizio Novecento è tornata a essere luogo di lavoro e insegnamento. Oltre le Antiche Officine dei frati, oggi nuovamente attive, si apre infine un mondo più ombroso e segreto, fino alla pergola di Rosa banksiae affacciata verso il mare.

I premi letterari Venice Garden Foundation Natura
Ma il restauro è solo una parte del progetto. Venice Gardens Foundation considera i giardini luoghi attivi di conoscenza e di relazione con la natura. Da questa stessa idea sono nati i premi letterari Venice Gardens Foundation Natura: il Premio Giovani Lettori, istituito nel 2025, e il Premio Adulti, dopo tre anni all’interno del Premio Campiello, da quest’anno autunomo. Premiano opere capaci di accrescere conoscenza e rispetto della natura.
La cerimonia di premiazione dell’edizione 2026 si è svolta all’Orto Giardino del Redentore.
Premio Letterario Giovani Lettori
- Sezione narrativa e saggistica 6-8 anni, sostenuta da Marie-Rose Kahane: Il cortile selvaggio di Anne-Hélènr Dubray e Sarah Loulendo (Camelozampa);
- Sezione narrativa e saggistica 9-11 anni, sostenuta da Oasi Zegna: Giù Giù. Alla scoperta delle meraviglie del sottosuolo di Pierluigi Donna e Fausto Gilberti (Corraini Edizioni);
- Sezione Orti e Giardini sostenuta da Venice Garden Foundation e dall’Associazione Pia Pera, Orti di Pace: Gertrude. L’arte di creare il giardino di Ángela León (Topipittori);
- Sezione Illustrazione, sostenuta da Pulsee Luce e Gas: a ex aequo Quando la foresta camminò di Marco Leoni (premiato) e testo di Martina Folena (Sabir Editore) e Il bosco segreto di Kengo Kurimoto (Editrice Il Castoro);
- Premio Speciale Casa Editrice, sostenuto da Hotel Cipriani, A Belmond Hotel, Venice: Gertrude. L’arte di creare il giardino di Ángela León.
Premio letterario adulti
- Libro vincitore edizione 2026: Io e la lepre di Chloe Dalton (Neri Pozza);
- Menzione speciale: È vivo un fiume? di Robert Macfarlane (Einaudi Editore).






e Martina Folena
In concomitanza alle premiazioni è stata inaugurata la mostra Gertrude di Ángela León, realizzata per il volume dedicato a Gertrude Jekyll, grande interprete inglese del giardino, visitabile fino a settembre 2027.
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