Ortaggio perenne di origine mediterranea, il carciofo può rimanere nell’orto per diversi anni. A ottobre e a primavera lo si propaga tramite i germogli che crescono alla base della pianta, detti carducci.
Il carciofo (Cynara scolymus) appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è originario del bacino del Mediterraneo. È una pianta erbacea perenne, dotata di radici carnose e di un fusto robusto e ramificato, che può raggiungere i 120 cm di altezza. Le foglie sono grandi, verde-grigie, più o meno incise e talvolta spinescenti, lunghe fino a un metro.
La parte commestibile è l’infiorescenza immatura, comunemente chiamata capolino o bottone floreale. Questa è formata da brattee verdi o violette, di forma e consistenza variabili a seconda della cultivar. Le brattee possono presentare apice intero o sinuoso, inerme oppure provvisto di spine. Vediamo insieme come coltivarlo.

Indice dei contenuti:
Come coltivare il carciofo
Preparazione del terreno
La carciofaia dovrà produrre per qualche anno, per cui il terreno richiede, prima dell’impianto, una lavorazione piuttosto profonda (30-40 cm) nel corso della quale bisogna aggiungere letame maturo e un buon concime minerale ricco di fosforo e potassio (10-20-20).
Propagazione
Il carciofo si moltiplica facilmente attraverso i germogli che crescono alla base della pianta, chiamati carducci. Questi ultimi devono essere alti circa 30 cm e muniti di 4-5 foglie. Vanno messi a dimora tra settembre e novembre o tra marzo e aprile.
Prelievo e messa a dimora dei carcucci
Scalzata la pianta madre, vecchia di almeno 2-3 anni, si recidono con il coltello uno o due carducci, scegliendo i migliori e conservando per quanto possibile il tallone che li unisce al ceppo e qualche radichetta. Rincalzare poi la pianta madre in modo che la radice non venga danneggiata dal gelo in inverno. Eliminate le foglie più esterne, si piantano i carducci a una profondità di 5-6 cm, evitando di seppellirne il colletto, che potrebbe marcire. Si mantiene una distanza di 80 cm circa, sia tra i carducci, sia tra le file.
Cure
In estate si mantiene il terreno libero dalle infestanti e si rincalzano le nuove piantine in modo da creare un avvallamento attorno al quale l’acqua può penetrare più lentamente. In questo modo, inoltre, si mantiene più fresca la zona del colletto, favorando la formazione di nuovi carducci.
Conservazione
I carciofi non si conservano a lungo. Per garantire una maggiore freschezza è consigliabile raccoglierli con un lungo pezzo di gambo che abbia una foglia e porli in acqua come fossero fiori.

Raccolta dei carciofi
Prima raccolta
In aprile-maggio al Nard e in febbraio-marzo al Sud si raccolgono le infiorescenze immature della pianta, ovvero i carciofi, quando sono ancora ben chiusi e le squame esterne si spezzano ma non si piegano. Li si recide con 20-30 cm di gambo, in modo da includere almeno una foglia.
Seconda raccolta
A distanza di un mese dalla prima raccolta, lungo il gambo reciso si svilupperanno nuovi getti che produrranno numerosi nuovi carciofi, piccoli ma ugualmente gustosi. Nell’industria vengono solitamente utilizzati per preparare conserve, ma si possono gustare anche crudi.
Proprietà dei carciofi
Sano e nutriente, il carciofo possiede proprietà medicinali conosciute fin dall’antichità e confermate dalla scienza moderna, che ha accertato la presenza nella pianta, soprattutto nelle foglie, della cinarina, sostanza dai comprovati effetti epatoprotettori.

Le sue esigenze
Clima
Originario dei Paesi mediterranei, il carciofo ama i climi temperato-caldi, con una bassa percentuale di umidità. È poco rustico e va protetto se le temperature scendono sotto i 3 °C.
Terreno
Vegeta bene in suoli silico-argillosi o silico-calcarei, di medio impasto, profondi, permeabili, dove la pianta può approfondire il suo robusto apparato radicale.
Irrigazioni
Elevate all’impianto, poi di soccorso. L’apparato radicale è infatti profondo e ben sviluppato.
Concimazioni
All’impianto necessita di abbondante sostanza organica e di un concime minerale a elevato titolo di potassio e fosforo.
Il nostro consiglio: copriamoli con le foglie sminuzzate
Seguendo qualche piccolo accorgimento è possibile coltivare i carciofi anche dove gli inverni sono rigidi. In novembre si taglia a livello del terreno tutta la vegetazione, che va poi ricoperta con uno strato di foglie secche spesse almeno 7 cm. In alternativa si possono usare le stesse foglie recise del carciofo. l’ideale sarebbe sminuzzarle prima di stenderle sul terreno. In primavera i nuovi getti sbucheranno dalla paccimatura che, decomponendosi, fornirà anche il giusto apporto di sostanza organica.
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