Facile da coltivare, è il re delle insalate per il sapore inconfondibile e la bellezza delle foglie, che in alcune varietà si aprono a corolla. Siamo ancora in tempo per seminarlo in vista del raccolto invernale, quando diventare ancora più gustoso dopo qualche gelata.
Il radicchio, Cichorium intybus var. foliosum, appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è originario del bacino del Mediterraneo, con una diffusione particolarmente importante in Italia. È una pianta erbacea biennale, anche se viene generalmente coltivata come annuale. Le sue foglie possono essere variegate oppure assumere diverse tonalità di rosso, giallo e rosa. A seconda della varietà, possono presentarsi lunghe e strette, con portamento eretto, oppure tondeggianti e sovrapposte tra loro, fino a formare cespi compatti e rotondi. Nel secondo anno di vita la pianta sviluppa scapi fiorali, sui quali compaiono corolle di un intenso colore azzurro. Vediamo insieme come le principali varietà e come coltivare il radicchio nell’orto.
Varietà
- ‘Rosso di Treviso Precoce’: tipologia dal cespo chiuso, con forma simile a quella di un pallone da rubgy e foglie di colore rosso scarlatto, allungate come la lama di una spada: per questo motivo è detto anche ‘Spadone’. La nervatura centrale è bianca e ampia. Amarognolo, risulta più adatto al consumo cotto, in risotti, alla griglia o stufato al forno. Si semina a partire da inizio luglio al Nord, fino a inizio agosto al Sud, con raccolte da metà ottobre fino a dicembre;
- ‘Rosso di Verona’: il cespo ha la caratteristica forma a pigna, ossia affusolata in punta, con un cespo compatto e foglie rosso porpora fermamente adese le une alle altre. Amaro e croccante, si mangia sia cotto sia crudo e viene perfino utilizzato per realizzare prelibatezze dolci. Si semina a partire da inizio luglio al Nord, fino a fine agosto al Sud, con raccolte dai primi di ottobre fino a febbraio;
- ‘Variegato di Castelfranco’: detto anche la ‘Rosa’ o il ‘Fiore che si mangia’, per il suo cespo aperto con foglie color crema screziate di rosso il margine fogliare frastagliato. Le foglie normalmente vengono aperte a mano in acqua dopo la raccolta per conferirgli la tradizionale forma a corolla. È tendenzialmente dolce, con un retrogusto lievemente amarognolo che lo rende molto versatile e apprezzato in cucina: il suo utilizzo tradizionale è crudo in insalata, ma si adatta molto bene all’impiego in ripieni, sughi e anche dolci. Si semina a partire da inizio luglio al Nord, fino a metà agosto al Sud, con raccolte da ottobre fino a metà febbraio;
- ‘Variegato di Lusia’: il cespo è compatto e rotondo, le foglie sono bianco-giallastre con venature rosso cremisi. Ha un sapore dal retrogusto dolce ed è gradevolmente aromatico, per cui si presta al consumo in insalata, benché venga usato anche stufato. Si semina a fine giugno al Nord, fino a metà agosto al Sud, con raccolte da metà settembre a metà gennaio;
- ‘Verona Banda Rossa’: si tratta di un discendente del ‘Rosso di Verona’ in cui è stata selezionata la caratteristica delle nervature colorate di rosso-violaceo con bordo bianco, pertanto la forma del cespo è a pigna come nel ‘Rosso di Verona’.- Per la carnosità delle foglie è particolarmente indicato da mangiare crudo, in insalata. Si semina all’inizio di agosto al Nord, a metà agosto al Sud, con raccolte in gennaio e febbraio;
- ‘Verona Giallo’: la forma del cespo è tipicamente ovoidale, mentre il colore è un bel giallo paglierino, con foglie polpose. È molto apprezzato crudo in insalata per la sua consistenza. Ne esistono solo varietà medio-tardive con semina nella prima metà di agosto al Nord e a metà agosto al Sud, con raccolte in dicembre e gennaio;
- ‘Verona Rosa’: le foglie sono di colore rosa con sfumature più o meno intense, mentre la forma del grumolo ricorda quella del ‘Rosso di Verona’. Per il colore e per la consistenza carnosa delle foglie è più apprezzato per il consumo crudo. Si semina a metà agosto, con raccolta da dicembre a fine gennaio.

Come coltivare il radicchio nell’orto
Preparazione del terreno
La coltivazione del radicchio, pianta dotata di fittone lungo anche 30-40 cm, richiede una lavorazione profonda del terreno, che va dissodato con una forca vangam, senza girare le zolle di terra. Si distribuisce poi, in superficie, 1,5 kg per metro quadrato di compost maturo (oppure 1 kg di stallatico pellettato per metro quadrato) che va interrato con una leggera fresatura o con un rastrello.
Epoca di semina
La semina del radicchio a maturazione autunno-vernina si esegue generalmente tra giugno e luglio al Nord e tra fine luglio e inizio agosto al Sud.
Modalità di semina
Il radicchio si semina direttamente a dimora. su terreno ben affinato si rtacciano con un bastoncino solchi paralleli profondi al massimo 1 cm e distanti 40 cm l’uno dall’altro. Si distribuisce poi il seme lungo i solchi e lo si ricopre con la terra. La superficie può essere eventualmente livellata con un apposito rullo, in modo da far aderire bene la terra al seme. Subito dopo occorre innaffiare a pioggia.
Diradamento
Le nuove piantine spuntano dopo 2-3 giorni dalla semina e, quando hanno sviluppato 4-5 foglie vere, vanno diradate, lasciando una piantina ogni 30 cm.
Diserbo
Durante tutto il periodo di coltivazione è molto importante tenere pulito il terreno dalle malerbe con sarchiature costanti.
Irrigazioni
Devono essere regolari, soprattutto se l’andamento stagionale è asciutto. Meglio bagnare il mattino presto, in modo che le foglie possano asciugare durante la giornata.
Raccolta
A seconda della tipologia scelta il radicchio sarà pronto a partire da 55 fino a 150 giorni dopo il diradamento. Il momento giusto per raccoglierlo è quando il cespo risulta sodo e le foglie ben embricate. Se si raccoglie dopo qualche gelata, il suo sapore migliore: il freddo ne addolcisce il gusto tendenzialmente amarognolo, lo rende più croccante e accentua la colorazione delle foglie. Dopo aver reciso il cespo circa 2 cm sotto il colletto, si eliminano le prime foglie che potrebbero essere danneggiate.
Avversità
Il radicchio può subire attacchi di afidi, che si possono controllare con il sapone molle o altri metodi biologici. In caso di caldo umido e scarsa circolazione dell’aria, possono svilupparsi malattie fungine come l’oidio, che si contiene con vaporizzazioni fogliari a base d’acqua e bicarbonato, da ripetersi ogni 2-3 giorni.
Le esigenze del radicchio
Clima
Il radicchio ama il clima temperato, con temperature tra 15 e 20 °C, e posizioni soleggiate e ventilate. Le varietà tardive sopportano brinate e nevicate leggere, resistendo fino a -4 °C.
Terreno
Cresce bene nei suoli sciolti, profondi, ricchi di sostanza organica e privi di ristagni idrici.
Esigenze nutritive
Ama i suoli fertili: distribuire compost o stallatico maturo prima della semina.
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