Rampicanti generose e di grande temperamento, portano nei giardini i colori dell’estate. Vediamo come coltivare la bougainvillea con i consigli di Francesco Intini dei vivai Capitanio.
Originarie del Sud America, le bougainvillee sono tra le rampicanti più scenografiche della stagione estiva, Generose, vigorose, capaci di trasformare in pochi anni un muro anonimo o una pergola assolata in una quinta mediterranea di grande effetto, dove il loro fascino non solo ai fiori, piccoli e discreti, quanto alle brattee cartacee che li circondano: rosa, viola, arancio, porpora, bianco e giallo, accese come stoffe stese al sole.
Appartenenti alla famiglia delle Nyctaginaceae, le bougainvillee sono arbusti sarmentosi, sempreverdi nei climi miti e talvolta decidui dove le temperature invernali si abbassano, dotati di rami lunghi, flessibili e spesso con spine. Le foglie, alterne, ovate e appuntite, possono essere lisce oppure leggermente tomentose a seconda della specie e della varietà.

Come coltivare la bougainvillea
Clima
Amanti dei climi miti, le Bougainvillea sono perfettamente acclimatate e coltivabili in piena terra nelle regioni meridionali e centrali, oltre che sulla coste liguri e in prossimità dei laghi del Nord. Tra le più rustiche figura B. x spectoglabra, seguida da B. glabra, che per brevi periodi sopravvivono a 0 °C, purché in assenza di umidità. Nelle regioni settentrionali, quindi, complici i cambiamenti climatici, queste oltre che in vaso, addossate a un muro ben esposto, possono essere coltivate in piena terra e protette con tessuto-non tessuto nei mesi freddi.
Gli ibridi, invece, in particolari quelli di Bougainvillea spectabilis, sono più delicati e al Nord è bene coltivarli esclusivamente in grandi vasi da ricoverare in un luogo protetto in inverno.
Esposizione
Richiedono il pieno sole. A mezz’ombra hanno uno sviluppo contenuto e una fioritura stentata o addirittura assente.
Terreno
Non deve essere particolarmente ricco ma soprattutto deve garantire un buon drenaggio, per evitare ristagni idrici.
Messa a dimora
L’ideale è l’inizio della primavera, mentre vanno evitati l’autunno e l’inverno.
Irrigazioni
Dopo la messa a dimora in primavera è indispensabile seguire la Bougainvillea per tutto il primo anno, attendendo che il suo asciughi bene tra una bagnatura e la successiva, mentre nel secondo anno si prevede solo qualche irrigazioni di soccorso nei periodi più caldi. In seguito la pianta, affrancata, sarà autosufficiente e in grado di reggere con disinvoltura anche periodi di siccità. In vaso, invece, come per tutte le piante, si manterranno irrigazioni regolari (ma non eccessive), intervenendo quando il terriccio è asciutto.

Concimazioni
In piena terra non sono necessarie, mentre in vaso a maggio-giugno si prevede una sola somministrazione di un concime ternario con un maggiore contenuto di fosforo e potassio (che stimolano la fioritura) rispetto a quello di azoto che, invece, spingerebbe maggiormanete la produzione di foglie.
Potatura
Come per tutte le piante in fiore nel periodo estivo, si interviene in primavera. Se la pianta è un bell’esemplare in piena terra, non si toccano i rami principali, che costituiscono la sua ossatura, e si riducono drasticamente quelli secondari, lasciando solo due-tre gemme. Il che talvolta può significare eliminare circa due-terzi dei rami: la Bougainvillea risponderà in modo generoso. Per le piante in vaso, invece, il taglio deve mantenersi più contenuto, accorciando tutti i rami non oltre il 50 per cento. Sia in piena terra sia in vaso, si recidono rami secchi, danneggiati o che si incrociano o si sovrappongono.
Come propagare la bougainvillea
Può avvenire tramite talea semilegnosa, da prelevare in primavera inoltrata. Per agevolare la radicazione, si intinge la base in acqua e poi in un ormone radicante; quindi si inserisce il primo nodo in un vaso con un substrato per taleaggio. Si colloca il vaso in una posizione ombrosa ma calda e riparata, mantenendo una buona umidità costante, evitando anche in questa fase eccessi idrici.

Come coltivare la bougainvillea in vaso
È bene scegliere un contenitore il più possibile capiente, in modo che la pianta si avvicini alle condizioni che ha in piena terra. Meglio se in terracotta, materiale che assicura la traspirabilità e impedisce che il terriccio asciughi troppo velocemente. Anche in vaso è necessario ricorrere a un substrato ben drenante.
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