Annuali facili, le portulache sono perfette in vasi da appendere o come tappezzanti. Amano il sole, il caldo e i terreni asciutti.
Giallo, arancio, rosso, bianco, rosa e fucsia. Sono i colori dei fiori delle portulache, tappezzanti generose e tenaci, che amano il sole, il caldo e i terreni molto ben drenati e non disdegnano neppure la salsedine, spingendosi a fiorire fin sulla sabbia, a pochi passi dal mare. Hanno fusti carnosi, prostrati o striscianti, spesso di una bella tonalità porpora, lunghi da 10 a 50 centimetri a seconda della varietà, fitte foglie carnose, spatolate, tonde o lineari, e abbondanti corolle semplici a cinque petali, oppure semidoppie o doppie, che durano all’incirca cinque giorni e si aprono solo se baciate dal sole, chiudendosi rapidamente non appena sopraggiunge l’ombra.
«Essendo originarie di zone tropicali o subtropicali, nei nostri climi si comportano come annuali», dice Gianni Geotti titolare assieme alla moglie Suzanne Lukas del vivaio Susigarden, in provincia di Udine, che nel tempo ne ha raccolto una piccola collezione. «Con i primi freddi muoiono, non prima però di aver lasciato sul terreno numerosi minuscoli semi, pronti a germinare la primavera successiva, quando le temperature si mantengono stabilmente sopra 18 °C».

Spontanea, tenace e commestibile
Il genere Portulaca, il cui nome deriva dal latino portula, ovvero piccola porta, in riferimento al sistema di apertura del frutto, una capsula che a maturità si apre all’improvviso, è piuttosto ricco, comprendendo un centinaio di specie, presenti soprattutto nell’emisfero australe. «In Italia cresce spontanea Portulaca oleracea», dice Gianni Geotti, «specie dai piccoli e poco appariscenti fiori gialli, originaria dell’India, ma oggi diffusa un po’ ovunque. La si trova negli orti e negli ambienti ruderali, e anche nelle aree fortemente antropizzate, dove riesce a spuntare persino tra le fessure dei marciapiedi». Si tratta di una specie tenace e vigorosa, considerata infestante: «Non è soltanto un’erbaccia da eliminare però!», dice Geotti. Le foglie e i giovani getti dal sapore appena piccante, infatti, sono ottimi in insalata e, come hanno dimostrato studi recenti, un’importante fonte di acidi grassi omega-3, utili nella prevenzione degli attacchi cardiaci e nell’aumento delle difese del sistema immunitario.

Specie e varietà ornamentali
Piante facili e generose, con il tappeto delle loro sgargianti fioriture estive sono capaci di risolvere anche zone difficili, purché soleggiate. «Le specie ornamentali reperibili in Italia sono due», dice il vivaista. «Molte le varietà, differenti per il colore delle corolle, la forma delle foglie e il vigore». Portulaca umbraticola è la più esuberante e voluminosa. Originaria del Brasile e dell’Uruguay, ha fitte foglie carnose e tonde, spesso bordate di rosso scuro, portate da fusti prostrato-striscianti lunghi anche 40 centimetri. È particolarmente adatta alla coltivazione in vasi da appendere. I fiori a cinque petali hanno un diametro di circa 2 centimetri, sono numerosi e variopinti, con corolle che vanno dal giallo brillante di ‘Pazazz Yellow’ a quello più spento e caldo di ‘Yellow Summer’, all’arancione vivo di ‘Rio Scarlet’. «Tra le ultime nate, le Portulaca umbraticola a righe», interviene Suzanne. Appartengono tutte alla serie Comet, inconfondibile per le pennellate regolari rosse come in ‘Comet Red Bicolor’, viola, come in ‘Comet Magenta Bicolor’, e arancio, come in ‘Comet Orange Bicolor’.

Fogliame leggero, fatto di foglioline aghiformi e carnose e fiori semidoppi o doppi, sono invece i tratti distintivi delle Portulaca grandiflora. È apprezzata anche per le dimensioni delle corolle, il cui diametro si aggira intorno a 3 centimetri, e nella serie Samba può arrivare a 5. Si tratta però di piante compatte, con fusti carnosi lunghi appena 15 centimetri, perfette da coltivare nelle fessure dei muri a secco, nei giardini rocciosi e come coprisuolo.
«Da noi in vivaio sono in vendita le piantine pronte da mettere a dimora», conclude Geotti, «ma ovunque si possono acquistare i semi». Dopo la prima semina sarà difficile liberarsi di queste prolifiche tappezzanti, che tendono ad autodisseminarsi. Una volta stanchi di vederle in giardino, basterà vangare il terreno in inverno in modo da ricoprire i semi con uno spesso strato che ne impedirà la germinazione.
Altri articoli che potrebbero interessarti
Coloratissime portulache in giardino: guida alla coltivazione

Resistenti, ornamentali o spontanee, scopri nella nostra guida come coltivare le portulache in giardino e in vaso.
Oxalis, piccole meraviglie: guida alla coltivazione

Compatte e decorative, queste piccole erbacee sorprendono per adattabilità e facilità di coltivazione. Scopri nella nostra guida come coltivare le Oxalis.