Le chiamano semplicemente “iris da giardino” perché sono le più coltivate in assoluto all’interno del variopinto mondo delle iridacee. Il genere prende il nome dalla divinità greca Iride, messaggera degli dei e personificazione dell’arcobaleno. Solo le iris Barbate, in fiore tra aprile e giugno, che devono il loro nome alla caratteristica peluria, la “barba”, che orna la base delle “ali”, i tre tepali esterni ripiegati verso il basso. Ma che ha una funzione importante: questa striscia di peli colorati è una guida nettarifera, praticamente una pista di atterraggio per gli insetti impollinatori.
I bellissimi fiori, effimeri e dai petali quasi impalpabili, spesso delicatamente profumati, sono in realtà espressione di piante molto forti. Dal punto di vista botanico sono erbacee perenni rizomatose, poco esigenti in fatto di irrigazioni, che si adattano bene anche alla coltivazione in vaso. La loro capacità di adattarsi a diversi terreni e di fiorire in modo abbondante e duraturo le rende protagoniste di molte aiuole, arricchendo il paesaggio con un tocco di eleganza naturale. Con i loro fiori imponenti e dai colori vivaci, creano un vero spettacolo visivo.
Le iris Barbate sono il frutto di secoli di ibridazione: a partire dal Seicento, una ventina di specie selvatiche sono state incrociate con pazienza e ingegno per dare vita alle varietà che oggi popolano i nostri giardini. Tra i grandi protagonisti di questa storia, spicca il francese Ferdinand Cayeux che, ai primi del Novecento, realizzò una serie straordinaria di ibridi a fiore grande, considerati ancora oggi alla base delle migliori varietà moderne.
In generale le iris Barbate, come spiega la paesaggista Camilla Zanarotti, sono piante molto versatili. Quelle di media altezza si possono utilizzare per sottolineare i bordi di un viale. Le varietà nane, invece, sono perfette nel primo piano delle bordure. Nei bordi misti è bene associarle con piante che abbiano le stesse esigenze quanto a sole e richiesta idrica, e sono compagne ideali di peonie e molte specie mediterranee, tra cui salvie, lavande, phlomis e rosmarini.

Coltiviamole così
Vediamo come coltivare correttamente le iris Barbate con i consigli di Antonietta Rigon, che nel suo giardino sulle colline di Breganze (Vicenza) le colleziona da oltre 50 anni, coltivandone oltre 750 varietà lungo i filari di un vigneto.
Clima
Molto rustiche, resistono fino a -20 °C, purché il terreno sia ben drenato.
Esposizione
Amano posizioni in pieno sole o leggermente ombreggiate. Prediligono i declivi collinari.
Terreno
Ben drenato, a pH neutro o alcalino, ricco di materia organica.
In che periodo si piantano le iris
In genere le iris sono vendute quando sono a riposo. Si vendono i rizomi. Il rizoma è un fusto modificato, che si sviluppa orizzontalmente sotto terra o in superficie, e non è una radice. È come un fusto che cresce lateralmente, da cui possono nascere foglie, fiori e nuove piante a ogni nodo.
Perché l’apparato radicale si sviluppi prima dell’inverno, il periodo ideale per piantare è tra luglio e fine settembre.
Dove piantarle
Le iris si avvantaggiano di un terreno ben lavorato, da cui siano state rimosse tutte le infestanti ed eventuali radici di altre piante. Durante la vangatura è bene arricchire il terreno incorporando compost o stallatico ben maturo. I rizomi vanno posizionati orizzontalmente, a livello del terreno, evitando di interrarli completamente. Dove c’è un rischio di ristagno idrico si consiglia di piantarli creando leggeri rialzi di terreno e interrando il rizoma solo per metà. Le iris grandi vanno posizionate con una densità di 8-10 rizomi al metro quadrato; per le intermedie e nane la densità a metro quadrato è di 10-15.

Irrigazioni
I rizomi appena messi a dimora richiedono innaffiature frequenti e abbondanti. Le piante già ben accestite solitamente non hanno bisogno di essere irrigate, se non subito dopo la divisione estiva o in caso di prolungata siccità, soprattutto nel periodo della fioritura.
Concimazioni
Le iris, in particolare quelle molto ibridate, fioriscono meglio se nutrite con concimazioni complete a basso titolo di azoto, effettuandone una a metà marzo e la seconda dopo la fioritura. Ideali sono i concimi ternari NPK 6-8-12.
Che cosa fare dopo la fioritura
Il terreno intorno alle iris deve essere tenuto pulito dalle infestanti. Poiché non amano la competizione radicale con altri arbusti o alberi è consigliabile estrarli dal terreno ogni 3 o 4 anni, approfittando con l’occasione per dividerli e bonificare accuratamente il terreno da eventuali radici di piante vicine. Anche una leggera pacciamatura consente di ridurre la competizione delle erbe infestanti. Dopo la fioritura gli steli sfioriti vanno rimossi tagliandoli alla base. Le foglie, invece, vanno fatte seccare sulla pianta.
Avversità
Le foglie possono subire attacchi fungini che si manifestano con macchie e apici marroni. In questo caso è indicato trattare con fungicidi sistemici e ripetere il trattamento ogni 2-3 settimane. Oppure con fungicidi a base di rame, e in questo caso dovranno essere dati in maniera preventiva ogni 2 settimane dalla ripresa vegetativa.

Come moltiplicare le iris Barbate
Si consiglia di effettuarla dopo la fioritura, quindi intorno a giugno-luglio, quando le iris sono in riposo. I vecchi rizomi vanno estratti delicatamente dal terreno con l’aiuto di una forca. Vediamo insieme come fare:
- Con un coltello affilato o un paio di forbici da giardinaggio accorciare le radici;
- Eliminare le foglie secche o malandate;
- Lasciare asciutare il taglio per qualche ora, in modo da evitare eventuali marciumi;
- Accorciare a ventaglio le foglie per diminuire l’evapotraspirazione;
- Scartare le parti più vecchie, al centro del cespo;
- Ripiantare le porzioni periferiche, più giovani e forti, che presentino almeno una gemma.
Al terreno, vangato in profondità, va aggiunta una buona dose di compost. Premere e irrigare bene il terreno di modo che le nuove radici possano approfondirsi facilmente.
Sono alla base di molti profumi
Dai rizomi essiccati e macinati delle iris Barbate si ricava fin dall’antichità una polvere profumata. Egizi, Greci e Romani li utilizzavano per la produzione di unguenti. Questa tradizione si conserva fino ai nostri giorni in particolare in Toscana, dove le Iris pallida sono coltivate per ottenere una polvere dal sentore di violetta e viene utilizzata tuttora come fissativo e base per molti profumi.
Che cosa significa Iris nel linguaggio dei fiori
L’iris rappresenta la speranza e il coraggio nel linguaggio dei fiori, come scritto nel libro Le Langage des Fleurs, del 1819, da Louis Aimé Martin sotto lo pseudonimo di Charlotte de La Tour. La sua bellezza e varietà di colori ne fanno anche un simbolo di ammirazione e rispetto. Ogni colore può avere sfumature di significato, ma in generale, l’iris è un messaggio di fiducia e di desiderio di rinnovamento.
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