Originario del Sud-Est asiatico, Citrus Aurantium, comunemente conosciuto come arancio amaro o arancio sivigliano, è una specie arborea semprevede. La nostra guida per una corretta coltivazione dell’arancio amaro.
Apparentente alla famiglia delle Rutaceae, Citrus aurantium è caraterizzata da chioma compatta, rami tavolta spino e foglie ovate e lucide. I fiori, candidi e profumati, sono noti come zagare. L’arancio amaro è considerato uno dei taxa “originari” da cui derivano numerosi agrumi coltivati attraverso ibridazioni complesse. Il frutto, globoso e con una buccia spessa e ricca di ghiandole oleifere, contiene una polpa acida e amarognola, poco adatta al consumo fresco ma ottima per trasformazioni alimentari, come marmellate, canditi e liquori. Scopriamo come coltivare l’arancio amaro al meglio con i consigli di Davide Chiaravalli dell’omonima floricoltura.

Clima
Citrus aurantium, così come le sue cultivar, vive bene in pieno sole. Ma mentre la specie-tipo è piuttosto resistente al freddo e in condizioni di scarsa umidità, coltivata in piena terra, sopporta temperature fino a -10 °C, le cultivar sono piuttosto sensibili al freddo e al Nord vanno ritirate in serra fredda durante l’inverno. Questi agrumi non amano il vento, ma sono favoriti da una buona circolazione d’aria.
Terriccio
Deve essere fertile, sciolto, ben drenato, con pH subacido (6,5-6,8). Si prepara con terriccio universale e terra da giardino in parti uguali e qualche manciata di letame maturo e pietra pomice grossolana.
Irrigazione dell’arancio amaro
Da aprile a ottobre bagnare spesso: la terra deve asciugare solo superficialmente tra un’innaffiatura e l’altra. Non far mancare l’acqua né durante la fioritura né durante lo sviluppo dei frutti, altrimenti i fiori cadranno e i frutti non matureranno. D’inverno si bagna ogni 7-10 giorni; anche in questo periodoèimportantenonfarsoffrirelasete alla pianta, altrimenti perderà le foglie.

Coltivazione dell’arancio amaro: concimazioni corrette
La concimazione di Citrus aurantium deve essere regolata in base alla stagione. Meglio preferire formulazioni specifiche per agrumi, con macro e microelementi ben bilanciati.
In estate
Necessitano di concime bilanciato (20-20-20) che li auti a sostenere la crescita tipica di questo periodo, altrimenti le foglie ingialliscono.
In autunno
Non bisogna far mancare potassio e microelementi, che favoriscono la maturazione dei frutti. Due volte l’anno distribuire solfato di ferro per evitare la clorosi, riconoscibile perché le foglie diventano gialle, a esclusione delle zone vicine alle nervature mediane e laterali.
Pacciamatura
Si effettua con paglia o letame ben maturo ed è utile per ridurre gli sbalzi termici, poco graditi a questi agrumi con radici superficiali.
Potatura
Non è necessaria poiché si tratta di agrumi a crescita lenta. È invece importante eliminare i seccumi e i polloni non appena spuntano ed effettuare, all’occorrenza, una potatura di sfoltimento per consentire a luce e aria di penetrare nella chioma ed evitare che i giovani rami possano ferirsi con le spine dei rami vicini. Si esegue in estate, eliminando all’attaccatura i rami secondari che crescono verso l’interno.

Propagazione
La specie-tipo si può riprodurre per seme. A fine inverno si interrano i semi in terriccio universale, a circa mezzo centimetro di profondità: dopo circa tre settimane germineranno e le piantine incominceranno a svilupparsi. Tuttavia per vedere i primi fiori e frutti bisognerà attendere 10-12 anni. Nel caso delle cultivar, il sistema di moltiplicazione migliore è l’innesto che consente di perpetuare le caratteristiche varietali.
Rinvaso
Se la pianta è giovane rinvasare ogni estate, in contenitori con un diametro di 5 cm maggiore del precedente. Le piante adulte possono rimanere in vasi definitivi di 70-80 cm per 6-7 anni. Successivamente svasarle in estate e, con l’aiuto di un segaccio, ridurre la zolla di circa 5 cm, quindi rimetterla nello stesso vaso aggiungendo un mix di terra e concime.