Un viaggio attraverso cinque giardini restaurati con il PNRR: dalla Reggia di Caserta all’Orto giardino del Redentore alla Giudecca, a Venezia, un itinerario che racconta la nuova stagione del patrimonio verde italiano.
Il PNRR ha riacceso l’attenzione sui giardini storici italiani, trasformando restauri complessi in nuove destinazioni di viaggio. In tutta la penisola stanno riaprendo giardini, terrazze e orti monumentali a lungo non accessibili o poco leggibili sul piano storico-progettuale, ora nuovamente restituiti al pubblico grazie a interventi di restauro finanziati dal PNRR.
In questo articolo
- Reggia di Caserta: la Via d’Acqua del Vanvitelli;
- Castello Ruspoli: ritorno a Vignanello;
- Fondazione Magnani-Rocca: nel giardino del collezionista;
- Villa Rezzola di Lerici: una terrazza sospesa nel tempo;
- L’orto giardino del Redentore: un progetto esemplare.

Fondazione Magnani-Rocca – Foto Elisa Marmiroli
I 5 giardini storici restaurati da non perdere
La via d’Acqua del Vanvitelli
La Reggia di Caserta rappresenta uno dei complessi storico-paesaggistici più amati d’Italia, dove architettura e giardini convivono in un unico progetto monumentale. L’investimento delle risorse PNRR serve a riqualificare il sistema paesaggistico, idrico e forestale. Il complesso beneficia di un finanziamento di 25 milioni di euro destinato a parchi e giardini, che comprende il nuovo impianto di irrigazione automatica del Parco Reale e il restauro e la valorizzazione delle fontane monumentali lungo la Via d’Acqua progettata da Luigi Vanvitelli nel Settecento. Un ulteriore intervento da 1,7 milioni di euro riguarda il Bosco San Silvestro, per il recupero del Casino Collecini, del giardino monumentale, del muro di cinta e della componente vegetale. La Reggia di Caserta è tra le tappe de In viaggio con Gardenia tra Napoli e Ischia (dal 16 al 19 aprile 2026).

Ritorno a Vignanello
II giardini del Castello Ruspoli a Vignanello sono celebri per i parterre tardorinascimentali e rappresentano un modello del giardino all’italiana. Hanno beneficiato di un intervento di restauro finanziato dal PNRR per 1 milione e 900mila euro. Il progetto non si è limitato al celebre giardino topiato, custodito dalla famiglia Marescotti Ruspoli, ma ha interessato anche le parti meno note del complesso: il Giardino Segreto, la Marescotta e il sistema di frutteti e selvatici che circonda i parterre. L’architetto Elisa Fochetti, il paesaggista Luciano Giubbilei e i vivai Margheriti e Michelini hanno lavorato sulla vegetazione, sui perimetri boscosi, sulle siepi e sui manufatti, introducendo anche una serra storicista per l’accoglienza. La sorpresa riguarda la rinascita del Barchetto, l’antico accesso monumentale sul fronte sud, oggi nuovamente leggibile con scalinate, fontane, balaustre e tasselli vegetali.

al castello sul versante meridionale – Foto di Matteo Carassale
Nel giardino del collezionista
La Villa dei Capolavori della Fondazione Magnani-Rocca ha beneficiato di un importante intervento finanziato dal PNRR, che ha destinato 2 milioni di euro al restauro del suo parco storico di 12 ettari. I lavori hanno coinvolto la riqualificazione del giardino all’italiana, la sentieristica, le collezioni botaniche e la messa a dimora di oltre 3.000 nuove piante. L’agronoma Elisa Marmiroli (Studio àrbora) ha guidato la progettazione paesaggistica con lo studio Bordi Rossi Zarotti per la parte architettonica. Ha così restituito leggibilità e coerenza al disegno originario. Accanto agli scenari romantici ottocenteschi ha preso forma un Giardino contemporaneo con 6.500 erbacee perenni ispirato ai principi di Piet Oudolf. Tra le nuove realizzazioni figurano inoltre un biolago di 1.600 m² e l’ampliamento delle collezioni arboree, con magnolie, aceri e sequoie, a supporto della biodiversità.

Una terrazza sospesa nel tempo
Il Fai ha concluso nel 2025 il restauro del giardino di Villa Rezzola, tra Lerici e San Terenzo. Il lavoro ha riportato alla luce il progetto realizzato nel 1900 dagli inglesi Helen Lavinia e Percy Cochrane. Quando il Fondo ha ereditato la proprietà nel 2020, il giardino risultava inselvatichito. Con i consigli di Paolo Pejrone e il progetto di Emanuele Bortolotti (AG&P greenscape), il Fai ha riaperto i percorsi, consolidato pergolati e muraglioni, ripristinato vasche, fontane e pavimentazioni in ciottoli. Nei terrazzamenti affacciati sul Golfo dei Poeti sono tornati equilibrio e luce, con sottoboschi di acanto, edera e iris. Nel giardino formale i bossi compromessi dalla piralide sono stati sostituiti con Ilex crenata. Anche la serra, l’ombrario e il giardino dei fiori sono stati oggetto del restauro.

Un progetto esemplare
Gli Orti del Redentore alla Giudecca (Venezia) sono rinati grazie a un intervento promosso dalla Venice Gardens Foundation. Il progetto paesaggistico è stato affidato a Paolo Pejrone, con gli architetti Alessandra Raso e Franco Brugo, e con il supporto dei vivai De Zottis di Treviso e Degl’Innocenti di Firenze. Il restauro ha avuto un costo complessivo di 5,5 milioni di euro, di cui 2 milioni finanziati dal PNRR. Contributo che ha permesso di recuperare l’antico hortus dei frati cappuccini, riorganizzando percorsi, pergole e spazi di coltivazione.

Giudecca (Venezia) – Foto di Niccolò Tacconi