Dopo la stagione degli ibridi di Tea e la riscoperta delle rose antiche, la ricerca si orienta oggi verso varietà che uniscono robustezza, rifiorenza e fiori semplici, amici degli insetti impollinatori. Su Gardenia di ottobre, online da oggi, presentiamo le più interessanti fra le nuove proposte. A partire da quella dedicata a Re Carlo III di Inghilterra.
Agli inizi c’era la rosa Tea, così chiamata dagli inglesi che le importavano dalla Cina nelle navi che trasportavano il tè, anche perché il profumo ne evocava quello delle foglie fresche. È la rosa delle nostre nonne, che nel dopoguerra le coltivavano nei giardini. Nei primi anni Ottanta in Italia, grazie anche ad appassionati vivaisti e collezionisti come Anna Peyron, si riscoprono le rose cosiddette antiche, romantiche, con le loro corolle stradoppie, ma non rifiorenti, e arrivano le prime Rose Inglesi, ibridate da David Austin, che uniscono al fascino delle rose antiche il carattere della rifiorenza. Ma dopo decenni in cui la selezione delle rose ha privilegiato corolle sempre più grandi, piene e spettacolari, la ricerca dei vivaisti oggi torna a guardare a fiori semplici o semidoppi, con stami visibili, ottenuti da piante capaci di restare sane senza continui trattamenti fitosanitari.

Questo per l’accresciuta sensibilità contemporanea verso la tutela degli insetti impollinatori, che passa anche dalla forma del fiore. A differenza delle rose romatiche, stradoppie o quartate, che tendono a ridurre gli stami e nasconderli tra i petali, le nuove varietà si aprono così da renderli più facilmente raggiungibili dagli insetti. Il cambiamento verso la ricerca di rose robuste è accelerato dal progressivo ritiro dal mercato amatoriale di molti fungicidi e insetticidi: le nuove varietà devono mantenersi in salute con meno interventi, in un clima che cambia, tra inverni miti e piovosi che favoriscono lo sviluppo precoce di malattie fungine come ticchiolatura e oidio.
I risultati dei principali concorsi internazionali del biennio 2025-2026, dalla Roseraie Princesse Grace di Monaco a Nyon, da Adelaide a Baden-Baden, fino ai trial Unibo del roseto “Raffaele Bazzocchi” di Faenza, restituiscono un quadro coerente delle direzioni in cui si muove oggi l’ibridazione delle rose moderne.
Indice dei contenuti:
Dai colori tenuti alla resitenza alle malattie: 7 tendenze per le nuove rose
Aziende storiche come David Austin Roses hanno dovuto rivedere il proprio catalogo, ritirando varietà molto amate ma ormai troppo esigenti in fatto di trattamenti fitosanitari, come ‘Munstead Wood’ e ‘Lady Emma Hamilton’. Come spiega Liam Beddall, senior rose consultant dell’azienda, oggi da una rosa ci si aspetta molto più che in passato: profumo, capacità di attrarre gli impollinatori, adattabilità al taglio e alla coltivazione in vaso, e soprattutto buona salute senza bisogno di trattamenti.
Resistenza alle malattie e alla resilienza climatica
A Nyon, in Svizzera, il concorso internazionale per rose nuove è stato il primo a introdurre il marchio “zero trattamenti”, che esclude qualsiasi intervento chimico o biologico sui rosai in gara nei tre anni di osservazione.
Jean-Luc Pasquier, presidente del corso, indica nella resistenza alle malattie e nella resilienza climatica – alla siccità e agli eventi meteorologici estremi – la direttrice della ricerca degli ultimi anni. In questo campo il patrimonio genetico di specie naturalmente resistenti, come Rosa persica (sin. Hulthemia persica), originaria di Iran, Afghanistan e Russia, sta consentendo progressi importanti. Le sue origini in clima caldi e asciutti aiutano gli ibridi che ne derivano ad affrontare il surriscaldamento globale. Questi ultimi sono riconoscibili per l’occhio scuro alla base dei petali, detto anche unghia.
Rifiorenza
Secondo Beatrice Barni, ibridatrice del vivaio Rose Barni di Pistoia, un’attenzione crescente è rivolta anche alla rifiorenza: con l’allungarsi della stagione calda, si cercano rose capaci di fiorire per tutti i mesi in cui le temperature lo consentono. Contro il freddo continua la lunga tradizione canadese di selezione di rose resistenti, dalle serie Parkland, Explorer e Canadian Artist fino ai più recenti programmi di ibridazione. Un esempio particolarmente significativo di questa ricerca, che unisce lunga fioritura e resistenza climatica, arriva dal Canada:
- ‘Chinook Sunrise’ ibridata da Rumen Conev per il Vineland Research and Innovation Centre (premio per la resistenza e rifiorenza al Concour de Lyon). Rifiorente, resistente fino a -40 °C, ha fiori semidoppi nei toni corallo, rosa e giallo. Forma un cespuglio compatto e rustico alto 60-120 cm.

Rose a fiore semplice e stami ben visibili
Per le rose a fiore semplice e aperto, con stami ben visibili che facilitano l’accesso degli impollinatori, l’interesse continua a crescere. Tra le più interessanti:
- Knock Out ‘Easy Bee-zy’ di Meilland (medaglia d’oro ad Adelaide);
- ‘BAR8865’ di Rose Barni (medaglia d’oro a Madrid);
- ‘KO14/4650’, floribunda lilla a fiori semidoppi apprezzata per la salute della vegetazione, di Kordes (premio assoluto Faventhia 2026 al concorso dell’Università di Bologna);
- ‘Candy Cloud’ di Jannik Dräger (Golden Rose a Baden-Baden e medaglia d’oro nella categoria floribunda).




I colori di tendenza
Dal burro al giallo sole
Tra le tonalità che stanno emergendo con più forza ci sono i gialli tenui, dal crema al burro fino alle sfumature più calde, spesso accesi da un centro dorato o da macchie più intense. Due varietà premiate nel 2025-2026 lo mostrano bene:
- ‘Zauberhaft’ di Kordes, floribunda dai fiori color crema rosato riuniti in corolle semidoppie, il cui centro resta aperto e lascia intravedere gli stami, descritti dal vivaio tedesco come “piccoli soli” (Rosa d’Oro a Nyon);
- ‘Milya’ di Rosen Tantu, floribunda Orienta, ibrido di R. persica, con fiori semplici giallo intenso illuminati da cinque macchie color lampone alla base e un vistoso ciuffo di stami al centro della corolla (Rosa d’Oro a Baden-Baden).


La rosa ‘Sir David Beckham’
Seconda novità 2026 dell’ibridatore David Austin, ha fiori color conchiglia sfumati di giallo, che si aprono attorno a un cuore dorato dove gli stami restano visibili e ricchi di polline.

Bicolore e screziati
Accanto alle tonalità più morbide, continua però la ricerca di effetti cromatici più grafici. Striature, screziature e petali bicolori tornano infatti nelle varietà premiate e nelle novità degli ibridatori:
- ‘Simsalabim’ di Kordes, dai fiori semplici, bianchi screziati di porpora, con stampi esposti e facilmente raggiungibili dagli insetti (Trophée Piaget Rose al Rosaraie Princesse Grace di Monaco);
- ‘The King’s Rose’ di David Austin, simile nell’aspetto a ‘Simsalabim’, è stata presentata dopo dodici anni di selezione in collaborazione con The King’s Foundation, l’associazione benefica fondata da Re Carlo III. È la prima rosa screziata della casa inglese, con petali fucsia e bianchi che ricordano le antiche Gallica.


Ritorna il profumo
Complice l’introduzione di un nuovo sistema di valutazione che assegna 10 punti alla fragranza, il profumo ha guadagnato peso nei concorsi. In passato la selezione che privilegiava fiori doppi e pieni aveva penalizzato il profumo, dato che più petali significa spesso meno spazio per le ghiandole odorose. Ma oggi la tendenza si sta invertendo.
Mirra
Tra le note olfattive in crescita c’è quella di mirra, tipica delle cosiddette Rose Inglesi, proposta negli ultimi anni sia come accordo principale sia come sfumatura. La ritroviamo in:
- ‘Sir David Beckham’, con anche note di muscho e chiodi di garofano;
- ‘The King’s Rose’, con un profumo più leggero, di mela e acqua di rose.
Fragranze floreali e fruttate
Beatrice Barni spiega che nelle nuove selezioni sono particolarmente apprezzate le fragranze floreali e fruttate, più di quelle speziate. «Il profumo è uno dei caratteri più sorprendeti della rosa anche dal punto di vista genetico. Non è una caratteristica dominante e anche incrociando due rose profumatissime non è detto che la nuova generazione presenti una forte fragranza».
Piccole dimensioni
Grande il successo delle rose di piccole dimensioni, pensate per essere coltivate anche in vaso. All’IPM di Essen 2026, una delle più importanti fiere internazionali dedicate al florovivaismo, Matthias Meilland, ibridatore della maison Meilland, ha raccontato il lavoro dell’azienda sulle rose da patio, compatte, poco esigenti e adatte a balconi e terrazzi, con l’obiettivo di avvicinare alla rosa anche un pubblico più giovane.
- Serie Zepeti di Meilland, selezionata per la coltivazione in vaso. Facile da gestire, molto rifiorenti e resistenti alle malattie, che fioriscono da maggio-giugno fino ai primi geli;
- Amirose di Kordes (gestita da Plantipp). Compatta, alta circa 40 cm, forma una grande quantità di fiori semidoppi, dai boccioli color pesca che si aprono in rosa, per oltre 175 giorni di fioritura.


Mai in monocoltura
Il rosaista inglese Michael Marriott ripete da anni che le rose non dovrebbero mai essere coltivate in monocoltura. Un roseto composto esclusivamente da rose, sostiene, è più vulnerabile a parassiti e malattie, mentre in un ambiente naturale la diversità vegetale (e animale) contribuisce a mantenere un certo equilibrio.
La soluzione non è quindi aumentare i trattamenti, ma progettare meglio il giardino, mescolando rose, erbacee perenni, bulbi e arbusti, e lasciando che un ecosistema più ricco svolga parte del lavoro un tempo affidato alla chimica.

Come fare: privilegiare rose dai fiori semplici o semidoppi, ricchi di nettare e utili alla microfauna, e piantare insieme a varietà capaci di produrre cinorrodi apprezzati dagli uccelli.