Tutte e nessuna
Questa risposta apparentemente contraddittoria sfata una delle forme più diffuse di disinformazione botanica. La convinzione che le piante da interno, presenti in piccole quantità come accade negli ambienti in cui viviamo, riescano a eliminare gli inquinanti dall’aria. Una credenza confutata definitivamente sei anni fa dalla scienza – e se continuate a leggere spieghiamo con quali argomenti – che invece continua a circolare, soprattutto online.
Il mito delle piante purificatrici dell’aria in casa
Negli ultimi decenni, una delle convinzioni più radicate tra gli appassionati di piante da interno è che queste possano migliorare significativamente la qualità dell’aria domestica. Questo mito deriva da uno studio condotto dalla NASA nel 1989, che dimostrava come alcune specie vegetali fossero capaci di assorbire composti organici volatili (VOC) come formaldeide e benzene.
Il problema? Questi risultati erano stati ottenuti in camere sigillate di laboratorio, in condizioni completamente diverse da quelle di una normale abitazione o ufficio. Lo studio della NASA è stato quindi svolto in un contesto completamente diverso.
La ricerca originale della NASA aveva obiettivi molto specifici: studiare sistemi di purificazione dell’aria per stazioni spaziali, ambienti chiusi e controllati. Le piante venivano testate in contenitori sigillati, senza ricambio d’aria, con concentrazioni di inquinanti elevate e controllate. Tuttavia, quando questi dati sono stati divulgati al grande pubblico, il contesto sperimentale è andato perduto, dando origine a una delle più diffuse forme di disinformazione nel mondo del giardinaggio indoor.
Cosa dice la ricerca
Nel 2019, uno studio pubblicato su Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology & Nature ha fatto definitivamente chiarezza su decenni di studi sull’argomento. L’articolo, intitolato “Potted plants do not improve indoor air quality: a review and analysis of reported VOC removal efficiencies”, gli autori hanno condotto una revisione sistematica di 12 studi pubblicati e analizzato 196 risultati sperimentali per valutare l’efficacia reale delle piante in vaso nel rimuovere i composti organici volatili (VOC) dagli ambienti interni.
Risultati e metriche
Per la prima volta, i ricercatori hanno convertito i risultati degli studi precedenti in una metrica standard per i purificatori d’aria, la Clean Air Delivery Rate (CADR). La capacità di purificare l’aria per singola pianta è risultata in un valore estremamente basso, 0,023 m³/h.
Per ottenere effetti significativi sulla rimozione dei VOC, servirebbero da 10 a 1.000 piante per metro quadrato. La ventilazione naturale, cioè il ricambio d’aria esterno-interno, supera di gran lunga le piante quando si tratta di pulire l’aria.
Scenari reali
Traducendo questi dati in scenari reali:
In una casa media da 140 m², ci vorrebbero oltre 600 vasi
In un ufficio, ogni scrivania dovrebbe essere circondata da decine di piante
Gli effetti osservati in laboratorio sono comunque trascurabili in un contesto domestico
Anche l’American Lung Association ha affrontato il tema, sottolineando che la maggior parte delle ricerche favorevoli alle piante è stata condotta in condizioni irrealistiche:
Camere completamente chiuse
Un solo inquinante presente
Assenza totale di ricambio d’aria

Apprezzare le piante per quello che sono
Le piante da interno sono meravigliose compagne di vita che arricchiscono i nostri spazi e favoriscono il nostro benessere. Tecnicamente, tutte le piante purificano l’aria, le radici assorbono composti discolti nell’acqua e le foglie catturano anidride carbonica e composti organici volativi, ma l’effetto in casa è così piccolo che per essere significativo richiederebbe quantità molto elevate di vasi e vasetti.
La prossima volta che sentite parlare di piante che “purificano l’aria”, ricordate che si tratta di un mito ben radicato ma che la loro efficacia è relativa e che tutte le piante contribuiscono minimamente alla purificazione dell’aria, ma nessuna lo fa in misura significativa per gli ambienti domestici.