La pianta perfetta, valida per ogni casa e per ogni stile di vita, non esiste. Esiste però la pianta giusta: quella che meglio si adatta alle nostre abitudini e alle condizioni degli ambienti domestici. Per chi deve fare i conti con annaffiature irregolari, luce naturale limitata e rinvasi spesso rimandati, ecco le piante da interno più semplici, resistenti e affidabili da coltivare. Ecco le piante da interno più facili da curare.
Indice degli argomenti:

Quali piante da interno resistono anche in ambienti bui?
Sansevieria
Sansevieria è un pianta perenne appartenente alla famiglia delle Asparagaceae. Ha foglie carnose ed erette che servono da organi di riserva, contribuendo così a ridurre la perdità d’acqua. Può vivere anche in ambienti con scarsa illuminazione, perché in condizioni di luce ridotta riesce a mantenere un’attività fotosintetica funzionale, che rallenta la crescita ma non compromette la vitalità della pianta.

Aglaonema
Appartenente alla famiglia delle Araceae, Aglaonema è una pianta perenne tropicale eretta di colore verde scuro lucido con margini ondulati. È perfetta come pianta per un appartamento o un ambiente poco luminoso perché predilige la mezz’ombra, quindi non deve essere esposta alla luce diretta del sole.

Quali piante da interno tollerano il pieno sole?
Strelitzia
Strelitzia appartiene alla famiglia delle Strelitziaceae ed è una pianta perenne sempreverde con portamento cespitoso. I fusti rigidi portano brattee a forma di becco, dalle quali si aprono fiori vistosi, sui toni dell’arancione e del blu, dalla fine dell’inverno alla primavera. Strelitzia reginae può produrre fiori se riceve luce a sufficienza, mentre altre varietà come S. nicolai e S. augusta vengono coltivate soprattutto per il fogliame rigoroso e fioriscono solo in età adulta.-


Ficus lyrata
Albero sempreverde robusto, Ficus lyrata appartiene alla famiglia delle Moraceae. Presenta foglie lucide verde scuro, obovate o a forma di violino, con nevature incavate sulla pagina superiore. Nelle piante coltivate in vaso non compaiono fiori e frutti. Anche se preferisce la luce indiretta, Ficus lyrata tollera l’esposizione in pieno sole.

Quali piante da interno sopravvivono anche se ci si dimentica di annaffiare?
Mammillaria
Mammillaria appartiene alla famiglia delle Cactacee. Il nome del genere deriva dal greco mamilla (mammella), in riferimento alla forma dei tubercoli più o meno presenti in ogni specie. A differenza di molti altri cactus che presentano costolature continue, nelle Mammillaria la superficie è suddivisa in questi rilievi conici o cilindrici, disposti in spirale. Sulla sommità di ogni tubercolo si trova l’areola, da cui spuntano spine e, nella stagione di crescita, i fiori. Sopravvive bene anche se ci si dimentica di annaffiarla perché il suo fusto carnoso funziona come un serbatoio d’acqua, in grado di accumulare acqua e utilizzala al bisogno.

Gymnocalycium
Anche Gymnocalycium appartiene alla famiglia delle Cactacee. Il suo nome deriva dal greco ghymòs (nudo) e càlyx (calice), in riferimento ai boccioli che spuntano, senza protezione. Questa pianta è in grado di sopravvivere quando si dimentica di annaffiarla grazie al fusto carnoso che immagazzina acqua, rilasciandola lentamente.

Quali piante da interno resistono anche a troppa acqua?
Clusia
Clusia è un arbusto tropicale con foglie particolarmente spesse e lucide e fusti robusti. Questa pianta può essere coltivata anche in coltura idroponica a casa. A differenza di altre, Clusia tollerà a lungo l’ambiente acquatico, perché in natura può svilupparsi come emiepifita e sopravvivere in condizioni molto umide. Per questo motivo è perfetta se state cercando una pianta da interno che possa resistere anche se viene annaffiata eccessivamente.

Hydrocotyle
Hydrocotyle è un’erba perenne dalle foglie tondeggianti e lucide, simili a piccole monete, e i fiori che possono apparire in stagioni calde la rendono decorativa sia in giardino sia in casa.
Questa pianta ama il costante contatto con l’acqua: in natura cresce lungo i bordi di stagni o zone paludose e può svilupparsi con il substrato sempre umido o direttamente in acqua poco profonda. Inoltre non serve concimarla spesso: Hydrocotyle si adatta facilmente e cresce vigorosa purché non venga lasciata seccare.

Quali piante da interno crescono bene senza rinvasi frequenti?
Tillandsia
Conosciuta come “pianta dell’aria”, Tillandsia appartiene alla famiglia delle Bromeliaceae è una pianta perenne sempreverde, spesso epifite, che cresce su alberi, rocce, sabbia e altre superfici prive di suolo. Forma sorette di foglie verdi lineari o nostriformi, talvolta vellutate, che arrossiscono se esposte alla luce solare.

Philodendron ‘Imperial Red’
Philodendron ‘Imperial Red’ appartiene alla famiglia delle Araceae ed è una pianta a portamento eretto, con grandi foglie coriacee, che emergono di rosso brillante e scuriscono con l’età, virando verso il porpora e il verde scuro. Non richiede rinvasi frequenti, è sufficiente rinvarsarla ogni 2-3 anni, preferibilmente in primavera. Tollera bene il root-bound, ovvero avere le radici compresse nel vaso, al punto da non avere spazio per crescere.

Quali piante da interno non hanno bisogno di concimazioni frequenti?
Dionaea muscipula
Dionea muscipula, appartenente alla famiglia delle Droseraceae, è una pianta perenne, sempreverde e insettivora. Forma rosette di foglie che terminano in piccole trappole verdi, spesso sfumate di rosa o rosso all’interno e bordate da setole rigide, che si incastrano tra loro quando la trappola si chiude.
È fondamentale irrigarla esclusivamente con acqua distillata, che può essere riciclata, ad esempio, dai condizionatori, oppure acquistata nei supermercati; l’acqua del rubinetto o troppo ricca di minerali può danneggiarla. A parte questa accortezza, la Dionea è una pianta facile da coltivare e non richiede concimazioni: fertilizzanti o eccesso di nutrienti possono bruciare le radici e compromettere la pianta, poiché il suo nutrimento proviene direttamente dai piccoli insetti che cattura.

Nepenthes
Le Nepenthes, della famiglia delle Nepenthaceae, sono piante perenni rampicanti e insettivore. Le loro foglie allungate terminano in tubi o “brocche”, spesso dai colori vivaci come rosso, viola o verde, con labbri cerosi o frangiati che intrappolano gli insetti. Per coltivarle correttamente basta semplicemente bagnarle con acqua distillata, che si può riciclare dai condizionatori o acquistare nei supermercati; l’acqua troppo ricca di minerali può nuocere.
Oltre a questo, le Nepenthes sono facili da mantenere e non hanno bisogno di concimazioni: il loro nutrimento proviene direttamente dagli insetti catturati nelle brocche.
