Facili e di grande resa, le Oxalis sono annuali o perenni capaci di far fiorire aiuole, vasi, cortili… Da rustiche a delicate, hanno corolle graziose e foglie composte, spesso dalle insolite sfumature.
Nonostante l’aspetto delicato del fogliame leggero, simile a quello dei trifogli, e dei fiori piccini e aggraziati, le Oxalis sono pianticelle tenaci e robuste, capaci di spuntare e rispuntare dove meno te le aspetti, nei giardini, ma anche nei vasi su terrazzi e balconi e fra l’acciottolato e le pietre dei cortili. Erbacee perenni, di primo acchito appaiono molto simili tra loro, ma nascondono una complessa, seppur minuta, variabilità.
Alte da pochi a 20 centimetri, possono avere radici fascicolate o piccoli bulbi, tuberi o rizomi; fusti striscianti, eretti o assenti; fiori (a 5 petali) campanulati o imbutiformi, solitari o in cime rade; foglie radicali e/o caulinari, tri o quadrifogliate, che in alcune specie si piegano verso il basso in risposta a stimoli luminosi o a stress idrici e termici: comportamento tipico per esempio della comune Oxalis acetosella, che, quando piove e tira vento, si chiude su se stessa, motivo per il quale, nel linguaggio dei fiori, le è stato assegnato il significato di “protezione” e “amore materno”.
Il genere Oxalis
Il nome deriva dal greco oxys, acido, e hals, sale, per il sapore acidulo e sapido di foglie, fiori e radici, ed è un genere molto ricco, anche se i botanici non concordano ancora sul numero delle specie (da 500 a 900), perlopiù cosmopolite, molte delle quali originarie dell’America settentrionale, meridionale e tropicale. Delle 14 attualmente spontanee in Italia, solo O. acetosella, con fiori bianchi o rosa venati di azzurro, e O. corniculata, a fiore giallo, possono essere considerate autoctone, mentre le altre, introdotte per caso o “scappate” dai giardini, si sono da tempo naturalizzate. Le si incontra, a seconda della specie, in boschi, coltivi e incolti, lungo le strade, negli ambienti ruderali, in città e in altri luoghi antropizzati. Va da sé che siano dunque molto facili da coltivare, in giardini, cortili, roccaglie e contenitori: più o meno rustiche, hanno bene o male le stesse esigenze in fatto di terreno ed esposizione.

Oxalis in giardino e in vaso
Andrea e Silvia Martini, del vivaio Un quadrato di giardino, nel Piacentino, ne hanno raccolto nel tempo una piccola collezione: «Abbiamo cominciato prima ancora di aprire la nostra attività, dopo che ci siamo innamorati di una distesa di Oxalis tetraphylla ‘Iron Cross’ nel giardino di un’anziana vicina», dice Andrea. «È la cultivar di una specie messicana bulbosa, con foglie a quadrifoglio e una macchia porpora a forma di V rovesciata alla base di ogni fogliolina, per cui al centro si forma una croce dai riflessi metallici. Ancora oggi è la mia preferita! Ce ne siamo fatti regalare una piantina e da allora ogni volta che abbiamo visto una specie o varietà nuova, durante le mostre-mercato e da altri produttori, le abbiamo comperate. Per esempio, O. magellanica, una deliziosa specie tappezzante diffusa in Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica, l’abbiamo trovata in Belgio».
Interviene Silvia: «Io invece amo in modo particolare O. auriculata, a fiore rosa, e la sua varietà ‘Alba’, bianca, tipiche piante da giardino della nonna: la specie, di origine sudamericana, è ormai naturalizzata in Italia. In realtà ci piacciono molto tutte quante: sono facili, generose, di grande resa con poche cure e, a seconda della situazione, più o meno invadenti: O. pes-caprae, per esempio, una sudafricana a fiore giallo, al Sud, soprattutto in ambienti disturbati dall’uomo, può essere molto invasiva, a differenza del Nord a causa del freddo».

Differenti cicli vegetativi
Nei nostri climi le Oxalis presentano cicli vegetativi differenti, influenzati dalla temperatura: «Vanno bene o male tutte in riposo, chi in estate, chi in inverno. L’epoca di fioritura, che coincide con la presenza delle foglie, dipende dalla specie e dal clima», dice Andrea Marini. «Per esempio, O. adenophylla, O. pes-caprae e O. magellanica fioriscono in primavera fino all’inizio dell’estate, poi entrano in dormienza, mentre O. articulata e le sue varietà vanno avanti fino ai primi geli. O tetraphylla e O. ‘Double Trouble’, una alta bulbosa a fiore giallo, fioriscono in estate, come pure O. triangularis e varietà, che però proseguono fino ai freddi. O. bowiei e O. purpurea, sudafricane, semirustiche e bulbose, fioriscono invece da settembre-ottobre a dicembre-marzo. Alcune specie, come O. tetraphylla, O. triangularis e O. compressa, tenute in casa con temperature superiori a 8 °C su una finestra con molta luce e irrigate non vanno a riposo, pur fiorendo un po’ meno».
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