Ci sono aiuole e balconi che in estate si ricoprono di fiorellini lucidi che riflettono la luce del sole, felici e forti anche in sole pieno e terreni poveri. E la fioritura continua fino ai primi freddi. Il nome comune con cui indichiamo spesso un gruppo di succulente sudafricane dal carattere robusto e generoso è mesembriantemo. Scopriamo come coltivarli e farli fiorire
Un nome per più identità botaniche
In italiano, il termine mesembriantemo viene usato in modo piuttosto libero per indicare un intero gruppo di piante succulente sud-africane dalla fioritura spettacolare: tutte imparentate, tutte amanti del sole cocente, tutte capaci di trasformare un angolo arido in un’esplosione di colore.
Il genere Mesembryanthemum in senso stretto comprende alcune specie annuali o biennali, ma quando al vivaio o in giardino si parla di “mesembriantemo”, spesso si sta indicando uno tra Lampranthus, Delosperma, Drosanthemum o Carpobrotus.
Mesembryanthemum
Il mesembriantemo non offre una sola grande fioritura stagionale: fiorisce in modo continuo e scalare da maggio fino a settembre-ottobre. Nelle condizioni giuste — sole, terreno povero, concimazione corretta e cura regolare — produce nuovi boccioli quasi senza sosta per 4–5 mesi.
Nelle regioni a clima mite (le coste liguri, la Sicilia, la Sardegna) può sopravvivere all’aperto anche d’inverno e rifiorire l’anno successivo. Al Centro-Nord, viene di solito trattato come annuale, o tenuto al riparo dal gelo nei mesi più freddi.
Originario delle zone costiere e aride del Sudafrica e delle Canarie, il Mesembryanthemum ama il pieno sole, i terreni poveri e ben drenanti, e tollera la siccità con grande disinvoltura. Soffre il freddo intenso e la prolungata umidità invernale. È perfetto per bordure basse, giardini xerici, vasi e terrazze assolate — dove il suo aspetto brillantinato crea un effetto decorativo anche fuori dalla fioritura.
Le specie più diffuse — come Mesembryanthemum crystallinum, la cosiddetta “pianta di ghiaccio” — hanno una caratteristica che le rende immediatamente riconoscibili: le foglie e i fusti sono interamente ricoperti di vescicole idrociti, cellule epidermiche ingrossate e trasparenti che scintillano al sole come se la pianta fosse cosparsa di granelli di sale o di zucchero.

I fiori sono bianchi o rosa pallido, piccoli, con i tipici petali sottilissimi a raggiera del gruppo — meno appariscenti rispetto a Lampranthus o Delosperma. Si aprono in pieno sole e si chiudono di sera.
Il portamento è tappezzante e prostrato, con fusti carnosi che si distendono sul terreno. Molte specie sono annuali o biennali: germinano, crescono rapidamente, fioriscono e completano il ciclo in una sola stagione — il che le rende interessanti da coltivare da seme, ma meno adatte a chi cerca una pianta permanente.
Lampranthus spp.
Il Lampranthus ha fiori grandi, luminosissimi, con una brillantezza quasi metallica sui petali che possono essere fucsia, viola, arancio fiamma, rosso acceso o giallo dorato.
Il portamento è cespuglioso o ricadente, con foglie cilindriche e carnose che gli danno un aspetto ordinato. Fiorisce con abbondanza in primavera e inizio estate, ed è perfetto per cassette, bordure aride e muri assolati. L’unico limite è la scarsa resistenza al gelo: sotto i -3/-5°C soffre. Nei climi mediterranei o sulle coste è la scelta ideale.

Delosperma, il più rustico
Delosperma è l più resistente al freddo del gruppo: molte specie tollerano -10°C, alcune anche temperature più basse. Forma tappeti bassi e compatti, con foglie piccole e fitte, e produce fiori numerosi e continui da tarda primavera fino all’autunno. È molto usato nei giardini rocciosi, sui tetti verdi, nelle bordure xeriche e nelle pavimentazioni drenanti.

Drosanthemum
Il Drosanthemum ha foglie minute ricoperte di papille scintillanti (cellule epidermiche modificate e rigonfie che contengono acqua e cristalli) che conferiscono conferisce alla pianta il classico aspetto “brillantinato”. Non a caso, viene spesso chiamato “ice plant” — pianta di ghiaccio. Quando fiorisce, crea un cuscino colorato, una distesa di piccoli fiori così fitti da sembrare, da lontano, una nuvola rosa o viola.
La spettacolare fioritura è più concentrata rispetto agli altri e avviene in primavera e inizio estate. Il portamento è tappezzante ed espanso, bellissimo su muretti, pendii e scarpate costiere. La rusticità è moderata — teme le gelate intense e, soprattutto, l’umidità invernale — quindi è più indicato in climi mediterranei o in zone riparate.

Carpobrotus

Il Carpobrotus è riconoscibile subito per le foglie grandi, triangolari e molto carnose e per i lunghi fusti striscianti che si espandono rapidamente a tappeto. I fiori sono grandi, gialli o fucsia, e compaiono in primavera-estate. Conosciuta anche come “fico degli Ottentotti”, questa specie proviene dal Sudafrica, dove cresce spontaneamente soprattutto nelle dune costiere. In Europa venne introdotta inizialmente come pianta ornamentale, grazie alle sue fioriture molto appariscenti, e successivamente utilizzata anche per consolidare le dune sabbiose. Col tempo, però, si è diffusa in modo spontaneo lungo gran parte delle coste italiane, diventando una presenza invasiva capace di mettere a rischio gli equilibri della vegetazione litoranea autoctona.
Il nome comune deriva dall’impiego alimentare che ne faceva il popolo Khoi del Botswana, storicamente chiamato “Ottentotti”. Questo termine proviene dall’olandese del Capo “hottentots”, parola usata dai coloni per indicare la particolare sonorità della lingua Khoi, caratterizzata da tipici suoni a schiocco.

Esposizione
Il mesembriantemo e le altre specie tollerano e apprezzano il sole. Portate nei nostri giardini e sui nostri balconi vogliono sole diretto e caldo. L’esposizione ideale è a sud o sud-ovest, con almeno 6–8 ore di irraggiamento diretto al giorno.
Come stimolare la fioritura del mesembriantemo
Per ottenere una fioritura esplosiva in giugno, bisogna lavorare su tre fronti: luce, terra e nutrimento.
Se la pianta è in ombra spostare il vaso al sole diretto, senza la fioritura non comincia e i boccioli non si formano.
Un terreno povero e drenante, non universale ma per grasse o succulente, arricchito con sabbia, lapillo o perlite è fondamentale. Un substrato troppo ricco induce alla produzione di foglie a discapito dei fiori.
Per concimare scegliere un fertilizzante con basso contenuto (N) e prevalenza di fosfato (P) e potassio (K). Il rapporto NPK dovrebbe essere 5-10-10. Il prodotto va distribuito ogni 2-3 settimane tra aprile e luglio.
L’irrigazione deve essere regolare ma solo quando il terriccio è completamente asciutto. In estate, con le alte temperature e il vaso esposto al sole, potrebbe bastare ogni 3-4 giorni.
Togliere i fiori sfioriti prima che producano semi con regolarità aiuta la pianta a non sprecare energie e farla fiorire con regolarità.
Se la fioritura del mesembriantemo non è abbastanza, esplora altre piante grasse con i fiori, facili e belle da coltivare.
Calendario della manutenzione
Per le varietà meno rustiche, che durante l’inverno sono state riparate in serra fredda, veranda o in un ambiente luminoso e protetto, la primavera rappresenta il momento della graduale ripresa vegetativa e dell’acclimatazione all’esterno.
Se si parte da una pianta giovane oppure da un esemplare appena acquistato, il lavoro dei primi mesi è determinante per ottenere una fioritura abbondante e scenografica all’inizio dell’estate.
Tra marzo e aprile la pianta va sistemata in un vaso con un substrato ben drenante, evitando ristagni idrici che potrebbero compromettere lo sviluppo radicale. Nelle prime settimane è utile abituarla gradualmente all’esterno, esponendola alla luce diretta soltanto nelle ore più miti della giornata. In questa fase si può iniziare anche una concimazione regolare con un fertilizzante per piante fiorite povero di azoto, così da favorire la produzione dei boccioli senza stimolare eccessivamente la vegetazione.
Con l’arrivo di maggio, quando le temperature notturne diventano più stabili, la pianta può essere trasferita definitivamente all’aperto, in una posizione di pieno sole. L’aumento delle temperature richiede irrigazioni più frequenti, soprattutto nelle coltivazioni in vaso. Per una buona fioritura del mesembriantemo è consigliabile eliminare progressivamente i fiori appassiti: una pratica semplice ma importante, perché aiuta la pianta a concentrare le energie sulla formazione di nuove infiorescenze.
A giugno la pianta entra normalmente nella fase di massima fioritura. Per mantenerla è importante garantire molte ore di sole diretto, proseguire con regolarità la rimozione dei fiori sfioriti e limitare l’apporto di azoto nella concimazione. In queste condizioni la pianta riesce a offrire una fioritura intensa, prolungata e particolarmente ricca.